SWFF: ecco i titoli dei film vincitori

Un racconto intenso, emozionante, costruito con maestria e perizia, che riesce a raccontare la parabola di un pugile iraniano e la sua ambizione di emulare un padre conosciuto. È con questa motivazione che “Boxer Blood and sweat” di Nima Nadaf si aggiudica il premio come miglior lungometraggio della sezione internazionale al Social World Film Festival 2022.

Il festival, diretto dal regista Giuseppe Alessio Nuzzo e organizzato dalla città di Vico Equense guidata dal sindaco Giuseppe Aiello, ha decretato i vincitori della 12a edizione durante una serata in presenza della madrina di quest’anno, l’attrice spagnola Maggie Civantos, nota per i suoi ruoli nelle serie “Vis a Vis” e “Le ragazze del centralino” su Netflix, di Francesco Di Leva, protagonista di tutti e tre i lavori selezionati nella Focus, e la giovane Jenny De Nucci, tutti premiati per il loro impegno al cinema sui temi sociali.

Premio miglior regia al thriller di Gabriele Fabbro per “The Grand Bolero”, film che si aggiudica anche il riconoscimento per miglior attrice andato a Lidia Vitale, alla miglior colonna sonora realizzata da Cernuschi e Goldman e alla miglior fotografia a cura di Jessica La Malfa. A “Ero in guerra ma non lo sapevo”, storia del gioielliere Pierluigi Torrigiani, è andato il premio per la miglior sceneggiatura scritta da Mauro Caporiccio, Carlo Mazzotta e Fabio Resinaro (che ne firma la regia), al miglior attore ossia Francesco Montanari, e per il miglior montaggio realizzato da Luciana Pandolfelli.

“Out of play” di Romi Menachen vince come miglior opera della sezione Concorso Internazionale Cortometraggi. Migliore regia a Andy Vallentine per “Letter man”. Premio miglior sceneggiatura a Navid Mikkhak Azad per “The recess”. Premio miglior attore a Stefano Accorsi per “Chiusi fuori”. Premio miglior attrice a Sara Baccarini per “Notte di marzo”. Premio miglior colonna sonora a Moby per “L’ultimo stop”. Premio miglior montaggio a Daniel Riser per “Letter man”. Premio miglior fotografia a Levente Toth per “Branka”. Premio miglior cortometraggio a “Out of play” di Romi Menachen.

Nella sezione Focus – Occhio al Sud il miglior cortometraggio è “La Pescatora” di Lucia Lorè, mentre “Tutù” di Lorenzo Tiberia è stato il più votato dalla giuria Young, mentre il miglior lungometraggio è risultato “Come prima” di Tommy Weber, mentre la Young ha scelto “Un mondo in più” di Luigi Pane.

Il miglior documentario è quello di Stefania Murescu per “Princesa”, la regia di Roberto Cannavò per “Porpora”, miglior sceneggiatura a Giannakopoulou e Sarpatetti per “Only Human”, migliore montaggio a Jesse Immanuel Bom per “(R)oma: A family history”, miglior fotografia a Lars Poloskey per “Only Human”.

Per la Sezione Città del cortometraggio il premio è stato assegnato a “Per la madre” di Mauro Morandini e Davide Maimone.

Questi i verdetti delle giurie composte da Francesco Grisi – CEO di EDI Effetti Digitali Italiani, Luigi Barletta – Regista e coordinatore Corso di Cinema dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, Davide Ringoli – project coordinator Sky Italia (Giuria di qualità internazionale – Sezione feature film); Alexia De Vito – coordinator Fondazione Cinema per Roma, Francesca Staasch – director & coordinatore NABA (Nuova Accademia di Belle Arti), Antonella Stefanucci – attrice (Giuria di qualità internazionale – Sezione short film); Roberto Baldassarre, Davide Magnisi e Gaia Serena Simionati, critici SNCCI – Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani (Giuria di qualità internazionale – Sezione documentary); Giuseppe Lepore – produttore, Eleonora D’Amore – caporedattore spettacoli Fanpage.it, Ilaria Urbani – giornalista La Repubblica (Giuria di qualità Focus Occhio Al Sud – Sezione feature film), Derio Di Pumpo – direttore commerciale Officine Ubu, Andrette Lo Conte – produttrice, Ignazio Senatore – critico SNCCI e giornalista Corriere Del Mezzogiorno (Giuria di qualità Focus Occhio Al Sud – Sezione short film); e la Giuria Giovani composta da giovani dai 10 ai 35 anni provenienti da tutta Italia.

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