Fuoriclasse di casa nostra: il flautista Franco Ascolese si è aggiudicato il primo premio categoria fiati all’International Moscow Competition

Franco Ascolese in un ritratto fotografico di Gaetano Del Mauro

Premiare le personalità eccezionali che sono ancora poco conosciute al grande pubblico. E’ sempre stata questa la mission del Premio Ritratti di territorio, dedicato a chi, una volta ottenuto il successo, non ha mai interrotto il legame con il luogo di origine. Dall’istituzione del riconoscimento sono passati sette anni, mentre prende forma l’ottava edizione. E, di giorno in giorno, assistiamo al successo crescente di chi è stato insignito del premio. Perché, noi, portiamo fortuna a chi accetta con gioia l’Oscar di casa nostra.

Tra i premiati 2019, spiccava la figura di Franco Ascolese, flautista paganese, figlio e nipote d’arte, che ormai aggiunge riconoscimenti a riconoscimenti. Nonostante la giovane età, è un musicista di lungo corso. Ormai diviso tra l’Italia e la Svizzera, il primo giugno, Franco ha vinto il primo premio per la categoria fiati all’International Moscow Competition aggiudicandosi il podio d’oro in tutte le categorie. Basta questo per comprendere che ci troviamo di fronte a un fuoriclasse della musica.

24 anni, Franco è figlio del chirurgo pediatra Mario e della pianista e concertista internazionale Emma Petrillo. Cresciuto a pane e musica, prima di arrivare al flauto traverso, a quattro anni, comincia lo studio del pianoforte, base per qualsiasi tipo di strumento. Qualche anno dopo, continua gli studi musicali con il nonno, Vincenzo Pignataro, violinista concertista, componente in passato dell’orchestra del Regio Teatro San Carlo di Napoli, grazie al quale viene catturato dall’amore e dalle tecniche del virtuosismo orchestrale con un’attenzione particolare per il melodramma italiano dell’opera lirica. Nel frattempo, incomincia lo studio del flauto traverso.

Un talento sempre in formazione che dal 2019 frequenta il Master of Acts in Music Performance di Lugano in Svizzera nella classe del maestro Andrea Oliva, l’anno prima sotto la direzione dello stesso è stato selezionato e ha conseguito il corso di alto perfezionamento presso l’Accademia di Santa Cecilia in Roma. Dopo il diploma al liceo musicale Galizia di Nocera Inferiore, consegue prima la laurea triennale e poi il biennio solistico in Flauto traverso col massimo dei voti presso il Conservatorio Giuseppe Martucci di Salerno sotto la guida del Maestro Salvatore Lombardi. “Lo studio matto e disperatissimo” di leopardiana non compromette un’intensa attività concertistica che lo porta a esibirsi a Expo 2015 in occasione della settimana europea sull’alimentazione, a inaugurare la quarantottesima edizione del Giffoni Film Festival, al Parlamento italiano come primo flauto dell’Orchestra Scarlatti, a Stoccarda, al “Tasis” in Svizzera. In duo si è esibito con la nota pianista Laura Cozzolino, paganese anch’ella, al conservatorio di musica regionale “A. N Scriabin”, sempre qui, nel 2019, ha condotto una master class per gli allievi del Conservatorio.

Questi solo alcuni dei successi conseguiti finora. Conoscendo Franco da quando era poco più che bambino, siamo certi che questo giovane musicista di lunga esperienza, farà risuonare ancora di più il proprio nome nell’ensemble musicale mondiale. Le storie come queste rappresentano un monito e un esempio per i giovani affinché perseguano i propri obiettivi e continuino a credere nei propri sogni. Le difficoltà, infatti, sono delle opportunità travestite. Ad maiora!

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