di Maria Pepe

Per libri e cappuccino la “lettura di Stile” consigliata da Sergio e Lina Marra, librai resistenti della cartoleria Juvenilia, è “La peccatrice” di Elizabeth Fremantle edito da Libreria Pienogiorno.
L’autrice è attenta al dettaglio. Intrigante è la scelta della divisione in parti.
Gli amanti, la torre, l’appeso, tarocchi, tre arcani maggiori, a scandire il romanzo e la sorte della protagonista.
La parola che salva, la parola che condanna.
Una lingua, il greco, che prima nasconde e poi tradisce.
“…È ironico, penso, che la parola scritta, che è stata il mio rifugio tanto a lungo, il mio luogo sicuro, possa finire per rivelarsi la mia rovina…”
Un padre deviato, violenza, abuso, reclusione.
Un grande amore che trova spazio e allarga la vita, con la nuova vita, sin oltre la morte.
La morte, in pubblica piazza, su un alto patibolo, per parricidio.
Beatrice Cenci, la sua vita romanzata e resa nota, con i giusti onori, sulla struttura vera della storia, la Roma dei papi del tempo di sua vita.
Elizabeth Fremantle, dopo “La disobbediente”, ritratto di Artemisia Gentileschi, dà corpo e voce alla “peccatrice “.
L’inizio è nella fine. Al momento della decapitazione, la letteratura entra e dilaga, con un artificio mette la piccola Artemisia, sei anni, tra la folla a guardare il sacrificio al sistema di una giovane valente e da lei e dal suo sangue versato trarrà forza e ispirazione per il colore del suo vissuto, quadro dalle tinte altrettanto intense.
“Anche se i vostri peccati fossero come scarlatto, diventeranno bianchi come neve…
…Amarti è la mia vocazione…”
La peccatrice.
D’amore e coraggio.
Con Stile, sì!