di Maria Pepe

Scritture segrete di Dacia Maraini edito da Rizzoli.
Lettura di Stile, consigliata dal nostro libraio resistente Sergio Stile, per libri e cappuccino della settimana.
Le donne, la letteratura, le scritture segrete.
Il peso del mondo nel mondo.
Le difficoltà, il coraggio, il baratro del dimenticatoio.
La lettura, da cui tutto inizia e si genera, l’arma in più del sesso orpello, quello che serve come bambola su un divano da abbellire.
“In quel leggere silenzioso e segreto c’è qualcosa che ha spaventato gli educatori e i controllori dei costumi di tutti i tempi”.
Col piglio pungente avvolto dalla sfrontatezza di un garbo d’animo e non di costume tipico di Dacia Maraini, le donne della parola si svelano.
Da Jane Austen ad Amalia Rosselli.
Partendo da Giulia Maggiore sino a Michela Murgia.
E poi ancora, Artemisia Gentileschi, Grazia Deledda, Elsa Morante.
Eccole, ci sono tutte, in un lavoro che, con la semplicità della grandezza, si dice raccolta, ma è di più, molto di più.
Il personale, il sentire, la produzione letteraria, il tempo, il vissuto, le vite, gli esseri, i meccanismi e gli ingranaggi motore dell’ universo.
Dal profilo particolare di un’autrice, senza trascurare simpatiche curiosità indicatori di pigli decisi
“Ricordiamoci di Jane Austen che nasconde le carte scritte sotto la biancheria da stirare perché la scrittura per una donna era un atto di presunzione un poco diabolica”.
Dacia spazia e giunge al generale, al male generale.
La razza, il femminicidio, l’abuso, il genere, la sessualità esibita ed esercitata.
Ad uno ad uno, li attraversa e raggiunge, la più grande quanto ovvia, eppur sminuita, verità.
I dogmi culturali sono radicati nell’ iniquità tra sessi vista come cosa buona e giusta dalle donne stesse.
Convinte di essere colpevoli del loro ardire e dunque impegnate, nel vivere quotidiano, ad espiare la colpa reteirando la pena.
Salvifiche “le scritture segrete” di Dacia Maraini e delle donne in esse contenute, tutte un po’ “Donna in guerra”, dalla Maraini raccontata nel suo romanzo scritto nell’ieri del 1975 e più che mai presente nell’ oggi (piccolo bonus di lettura, scopritelo o riscopritelo).
Pagina dopo pagina, riga dopo riga, lo spirito si schiude e si arricchisce ed inconsapevole e leggero è pronto a scrivere le sue “scritture segrete”.
Non un inno al femminismo.
Non un manifesto d’accusa contro “l’uomo maschile”.
Parole, parole senza sesso, volte ad eliminare un braccio di ferro che non serve e non vince.
“Il linguaggio è un sistema che riflette la realtà sociale, ma allo stesso tempo la crea, la produce”
Scritture segrete, Dacia Maraini
Con Stile, sì.