L’ultima saga dedicata al “Caffè Napoli” per ricominciare dopo una perdita

di Maria Pepe

Ognuno trova il proprio modo di stare accanto!
“Mi giro e una pennellata di colori nel cielo azzurro mi riempie gli occhi. Ciao, papà, lo sapevo che saresti venuto”.
Un amore indissolubile e certo tra padre e figlia, lui lassù, lei quaggiù. È lo sfondo di “Baciami al caffè Napoli” di Chiara Gily, già autrice di “Aspettami al caffè Napoli”, editi entrambi da Mondadori, questa settimana su libri e cappuccino grazie ai consigli di Sergio e Lina e le loro “letture di Stile”.
Credi di leggere un libro rosa, senza pretese, pausa necessaria tra i vari classici, e non di concetto, perché diciamocelo, talvolta un po’ di rosa da fotoromanzo serve al grigio della vita e invece…
Senza tradire la fiducia che gli hai dato, regalandoti gioia, spensieratezza e sogni ad occhi aperti attraverso le 3+1 ragazze che lo animano insieme a Lidia, voce narrante, passi da lei a te, tra risa e lacrime che non controlli e che insieme ti vincono.
Un grande lavoro emotivo che sceglie come trama accadimenti, forse, comuni ai più, e per questo dritti al centro del cuore.
Lidia, Cice, Mila e la nuova incognita Amanda, il negozio di antiquariato di Felice, artista, padre di Lidia, zio di Cice e non solo… A Napoli, quello di due vecchi e strambi fratelli signorini Teo e Nereo a Trieste, città adottiva di Lidia.
Una doppia linea che poi diviene una, attraverso le trame di una rete fitta ed invisibile che, in due anni dal lutto, che tutto sembrava aver tolto, cambia ricamo e cuce positività, eventi felici, solidi e concreti che hanno nell’aver imparato a rialzarsi dalle cadute che inevitabilmente verranno il loro segreto.
” Io vado avanti senza dare nulla per scontato. Ecco perché ho smesso di pianificare come una matta, di stilare e spuntare liste lunghissime di cose da fare e di stare male se qualcosa non va secondo i piani. Inciamperò? Cadrò? Non importa. Perché penso di aver imparato la cosa più importante: come si fa a rialzarsi.
Me l’ ha insegnato Caffè Napoli.
E quindi, papà mio, sono pronta. E finalmente, mi lascio andare alla felicità.”
Baciami al caffè Napoli.
Con Stile, sì!

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