
Girato interamente a Pagani, il video è una dichiarazione visiva di appartenenza: un omaggio intimo e collettivo a una città che si attraversa a piedi, si riconosce nei suoi dettagli, e si porta dentro anche quando si è lontani.
Strutturalmente, il video alterna due piani: una parte narrativa, in cui Amalinze insieme a Gerardo Russo – scrittore paganese e co-ideatore del video – sale a piedi verso il luogo dove lo stesso Gerardo ha fondato il suo Tosello della Solitudine; e una parte ‘statica’, fatta di brevi immagini che mostrano luoghi simbolici di Pagani.

“L’idea del video è nata l’anno scorso quando vidi Gerardo salire verso il suo Tosello della Solitudine e raccontare che da lì si vedeva il mare” – racconta Amalinze.

“Quella frase mi ha colpito subito, perché io quel mare l’ho sempre sognato. È un sogno ricorrente da anni: da Pagani, vedere il mare. Pagani è sempre stata vicinissima al mare in linea d’aria, ma chiusa dietro i Monti Lattari che da Pagani finiscono nel mare della costiera Amalfitana. Quella distanza, così breve eppure così concreta, per me è sempre stata una specie di ossessione” – aggiunge Amalinze.

“E dal Tosello della Solitudine, nei giorni limpidi, il mare si vede davvero: non quello della costiera Amalfitana come nel mio sogno, ma si arriva a vedere addirittura Ischia”.

In sovraimpressione compaiono 10 frasi essenziali che spiegano – come note a margine – i riferimenti storici, culturali e geografici contenuti nel testo della canzone. Nel finale, i due livelli visivi si intrecciano. Amalinze e Gerardo raggiungono insieme il Tosello. Qui il paesaggio si apre e appare la frase conclusiva. “Abbiamo scelto i luoghi che cito nella canzone, ma anche quelli che hanno un significato che va oltre il testo” spiega Amalinze. “Ogni frase serve a far parlare la città: non è solo accompagnamento visivo, è un modo per restituire contesto e dignità a tutto ciò che ci circonda ogni giorno”.
Il brano è disponibile su tutte le piattaforme digitali ed in video su YouTube.
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