Augurio del 21 marzo 2020: la giornata della legalità possa segnare l’inizio di una primavera

image_pdfimage_print

Oggi è 21 marzo, la “Giornata per la Legalità”, organizzata da “Libera. Nomi e numeri contro le mafie”. E’ la prima trascorsa tra le mura domestiche e non all’aperto, in corteo, tra anime con sensibilità simili. Per l’occasione, ancora una volta, vogliamo ricordare Antonio Esposito Ferraioli e fare un plauso al cast e allo staff di “Tonino”, il cortometraggio per la regia di Gaetano Del Mauro, dedicato alla memoria del cuoco sindacalista di Pagani, ucciso dalla camorra il 30 agosto 1978. Gaetano, insieme ad Aldo Padovano (ideatore e produttore esecutivo); Alfonso Tramontano Guerritore (sceneggiatore); Federico Esposito (autore); Andrea Contaldo e Anna Rita Vitolo (gli attori) hanno ricevuto il “Premio Ritratti di Territorio 2019”. Il nostro pensiero, in questa giornata di commemorazione e contemporaneamente di speranza, va anche a Marcello Torre, il sindaco di Pagani, freddato dalla camorra l’11 dicembre 1980, anch’egli vittima innocente della criminalità organizzata.

Intanto lavori già in corso per #ritratti20. La data c’è, ma #restiamo a casa

Da Pepe Mastro Dolciere il tortello ideato dal bartender Antonio Calabrese è un prezioso cameo

image_pdfimage_print

di Maria Pepe

Un cerchio perfetto dal diametro importante in oro smaltato al cui centro trionfa gloriosa una semi sfera piena di puro e candido cameo con piccole striature di quarzo verde in cima. Un gioiello prezioso, una spilla, ornamentale di gran classe. Un omaggio a tutte le donne, tutte regine, tutte nobles femmes. L’antica arte orafa si fonde con l’etnia delle forme circolari e la lavorazione smaltata, il cui frutto è una creazione che rimanda all’età classica strizzando l’occhio alle tribù indigene.

Oro e cameo per il tortello di mango con un ripieno di latte di soia, zucchero, amido e frutto della passione” della Maison Pepe Mastro Dolciere. Un predessert che naviga in un mare di daiquiri. Fresco, esotico, intenso e intriso di fascino, ideato dal bartender Antonio Calabrese, conoscitore attento del mondo cocktail e di quanto contiene, autore per l’occasione della “ricetta- bozzetto” sublime racconto di donna.

Io ho assaggiato il tortello senza brodo perhé Antonio ha voluto che provassi la sua ultima creazione dopo aver ordinato il mio caipiroska alla fragola, senza golosi stucchini perché reduce dal pranzo domenicale…

CPFC: il presidente Vincenzo Malafronte lancia l’allarme occupazionale per il comparto florovivaistico

image_pdfimage_print
Vincenzo Malafronte, presidente CPFC

“Senza nessun tipo di intervento il comparto florovivaistico campano e nazionale è a rischio fallimento e con esso andranno persi 20.000 posti di lavoro solo nella nostra regione. L’emergenza Coronavirus ha letteralmente messo in ginocchio tutto il settore e dal Governo Centrale non è arrivato nemmeno un attestato di solidarietà” – esprime tutta la sua rabbia e delusione Vincenzo Malafronte, presidente del Consorzio Produttori Florovivaisti Campani, commentando il decreto “Cura-Italia”.
“Chiediamo una risposta forte e urgente per il nostro settore, che però al momento non c’è stata. L’emergenza legata al Covid-19 è arrivata nel clou della stagione per la produzione e la vendita di piante e fiori, con aziende costrette a mandare al macero il 100% del loro prodotto che ha richiesto ben 6 mesi di lavoro e investimenti importanti. Fiori e piante hanno una durata medio-breve e le numerose disdette, anche a causa dell’impossibilità di svolgere cerimonie e ricorrenze, stanno portando ad azioni eclatanti, ma che danno il senso della situazione che stanno vivendo i nostri operatori” – continua Malafronte.

Da qui la richiesta di un intervento urgente da parte del Ministero dell’Agricoltura: “Consideriamo della massima urgenza applicare misure quali il riconoscimento e l’indennizzo al 100% dei danni diretti subiti; l’istituzione di un Fondo di Sostegno dedicato e garantito per far fronte ai costi anticipati e alle perdite subite; l’azzeramento di tutti i versamenti contribuitivi, previdenziali e assistenziali, sia in capo ai titolari di aziende sia per il personale e contributi in conto capitale e credito di imposta per Eventi e Fiere Internazionali” – afferma il presidente del Consorzio.
“Il crollo degli ordini, le piante rimaste invendute, gli steli non raccolti, l’export praticamente fermo e i continui ordini disdetti dalle regioni del nord Italia, ci fanno ipotizzare già una perdita di 30 milioni di euro di produzione solo in Campania, ma si tratta di un dato che è destinato a salire vertiginosamente. Senza un intervento importante da parte del Governo saremo destinati al default. Abbiamo perso l’8 marzo e perderemo i due mesi più importanti dell’anno, che costituiscono gran parte del nostro fatturato e non avremo grandi margini di manovra per recuperare il terreno perso” – spiega il presidente del Consorzio che conta circa 250 soci in Regione Campania che occupa un posto di rilievo nell’ambito dell’economia agricola regionale per la presenza di un notevole numero di aziende (con circa 20.000 addetti incluso l’indotto) a fronte di una modesta superficie impegnata di 1.010 ettari pari ad appena lo 0,19% della SAU totale regionale.
Intanto continua da parte del Consorzio Produttori Florovivaisti Campani la raccolta dati per la valutazione dei danni attraverso un’apposita scheda da compilare che è possibile reperire sul sito www.gaiaflorum.com.

Un tocco orientaleggiante per il risotto di Giorgio Vitiello

image_pdfimage_print

di Maria Pepe

Scusate l’assenza. Torna “Ricette e bozzetti”! La rubrica gastronomica più modaiola ricomincia da un capo “so chic”. Un capospalla di seta pressata in lavorazione a rete, come quella dei “romantici” pescatori napoletani. Fondo giallo zafferano e geometrie porpora di taglio indefinito unite alle maniche chimono, tre quarti, e la forma ad uovo conferiscono al raffinato soprabito la marcia in più per tutte le occasioni delle dolci giornate di primavera.

Un bozzetto di moda che trova ispirazione nella ricetta, “Risotto allo zafferano con genovese di totani” di Giorgio Vitiello, chef patron, del Ristorante Pescheria “Acqua e Sale” in Scafati. Dal mare alla tavola, dalla pescheria al ristorante, dalla cucina alla passerella.

Acqua e Sale, Risotto allo zafferano con genovese di totano

Giovane, empatico, un vulcano in esplosione di pura fantasia a braccetto con l’equilibrio perfetto, svela in ogni suo piatto il sapore, quello vero, delle profondità del mare in chiave essenziale e al contempo ricercata: il sapore e la bellezza dell’acqua e sale senza bisogno di artificio alcuno.

“La Taverna del Mozzo” di Davide Mea a Marina di Camerota è il luogo della vera cucina di pesce

image_pdfimage_print

di Nunzia Gargano

Il tempo è grigio? Il pensiero va a un paesaggio a colori. Ecco! Vedo il lungomare di Marina di Camerota e i tavoli di quel ristorantino di pesce che sorge di fronte. È “La Taverna del Mozzo”, il rifugio di Davide Mea, lo chef patron. Negli anni, questo ragazzo è diventato il simbolo della riscossa del suo territorio. Sempre alla ricerca del prodotto giusto, dell’ingrediente prelibato da procurarsi direttamente dalle mani dell’artigiano, meglio se è un produttore lontano dalle luci della ribalta.

La Taverna del Mozzo, pane, burro e alici

Esagero? No!

La Taverna del Mozzo, Entrée

Ogni volta che ti fermi da lui per avere un po’ di mare vero nel piatto, ti rendi conto che c’è sempre qualcosa di nuovo, Davide interpreta, rielabora anche i piatti che lo hanno reso famoso e che, anche se all’apparenza sembrano gli stessi, sono sempre diversi perché è continuamente alla ricerca del meglio. Qualche ora trascorsa nel suo “opificio” lascia traccia indelebile nella memoria. Questo debole raggio di sole che stamattina si intrufola tra le nuvole mi ricorda l’esperienza dell’anno scorso.

Era aprile, durante i giorni della prima edizione di “Gustiamo il Cilento”. Organizzai una fuga da Davide, una tappa piacevole e irrinunciabile quando sono in zona.

La Taverna del Mozzo, l’antipasto

Come al solito, l’entusiasmo pervade subito il palato. Se non si ha troppo tempo, c’è anche l’alternativa.

La Taverna del Mozzo, spaghetti Gerardo Di Nola ai frutti di mare

“La Taverna del Mozzo” è affiancata da “‘Mozzillo”, la soluzione fast con in ingredienti slow, dove puoi mangiare un ottimo panino di pesce o un cuoppo di fritturina di pesce.

Mozzillo, panino con cotoletta di pesce, maionese, insalata

Solo leggendo e guardando vi sta venendo l’acquolina in bocca?! 

Davide Mea “ritratto” da Gaetano Del Mauro

Nel pomeriggio lasciai Davide con la convinzione che uno chef del genere meritava assolutamente un riconoscimento che fosse un’ulteriore convinzione per continuare sulla strada intrapresa.

La Taverna del Mozzo, piccola pasticceria

L’11 settembre scorso, infatti, Davide Mea è stato insignito del “Ritratti di Territorio Food Award 2019” perché “È l’investigatore gastronomico del Cilento. Profondo conoscitore delle migliori produzioni locali, predilige la cucina di pesce. In primavera e in estate, la sua “Taverna del Mozzo” è meta inevitabile dei golosi. In provincia di Salerno, è stato colui che ha lanciato il panino col pesce, il mozzillo“.

Ad maiora!

Infoline La Taverna del Mozzo – Lungomare Trieste, 95 – 84059 Marina di Camerota Tel. 0974932774