Premio Speciale Scenari pagani 2020 a Enzo Moscato sabato prossimo al Centro Sociale di Pagani con “Ritornanti 2.0”

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Enzo Moscato nel ritratto fotografico di Gaetano Del Mauro

Enzo Moscato e il rapporto speciale con la città di Pagani. Sabato prossimo, alle 21, l’autore, cantante, regista, attore napoletano (Premio UBU 2018 alla Carriera) sarà il protagonista del quarto appuntamento della rasegna di Casa Babylon Teatro “Scenari pagani 23 – Collisioni” di cui è direttore artistico Nicolantonio Napoli.

Ritornanti 2.0” questo il titolo in cartellone che segna il ritorno al festival. Alla fine della performance, nell’Auditorium del Centro Sociale di Pagani, l’artista riceverà il “Premio Speciale Scenari pagani 2020”. Ancora una volta, si riconferma questo legame a doppio filo con la città di S. Alfonso Maria De Liguori. Sempre qui, presso “Il Bagatto”, l’11 settembre scorso, Enzo Moscato ha ricevuto il Premio Speciale Ritratti di Territorio con la seguente motivazione:

Drammaturgo, regista, attore di cinema e teatro, cantante, è esponente di spicco della nuova drammaturgia italiana. Con rappresentazioni e tournée in Italia e nel Mondo, ha saputo sempre elaborare una scrittura in continua evoluzione. Dalla città del Vesuvio, la sua lingua diviene universale, globale, poetica e carnale”.

Ritornanti 2.0” di e con Enzo Moscato (anche regista e produttore con la Casa del Contemporaneo) vede in scena anche Giuseppe Affinito. Come al solito, ci sarà “Tarallucci e Vino”, l’AperiSpettacolo a cura di “Ritratti di Territorio”, il progetto culturale ideato dalla giornalista Nunzia Gargano. Per l’occasione, oltre ai taralli del Biscottificio Calabrese di Bracigliano e ai vini dell’Azienda Vinicola Santacosta, ci saranno l’Osteria “La Pignata” di Bracigliano e “Il Mondo Senza Glutine” di Nocera Inferiore.

Un appuntamento da non perdere.

 

Lo spettacolo

Ri-tornare, ri-percorrere, ri-sentire, ri-pronunciare, è, forse, l’ atteggiamento che pratico di più, e più spesso, con le mie cose di teatro.

Soprattutto all’indomani della prima di un nuovo spettacolo, quando, magari, (e miracolosamente) mi sia riuscito di mettere a punto qualche significativa svolta, formale o tematica, lungo il mio, non sempre lineare, camminare drammaturgico: qualche nuova rottura, qualche nuovo azzardo, qualche inedito desiderio di “ferita” o salto, linguistici, nell’ ignoto vuoto dell’“espressivo” (rubo, con piacere, questo termine, ad Anna Maria Ortese).

Del resto, nessuna parola già detta andrebbe abbandonata mai, in teatro. Nessun movimento, nessun gesto, nessun respiro, già vissuti, dovrebbero venir considerati finiti, de-finiti, esautorati. Il nomadismo della ricerca, lo spostamento continuo del limite attraverso i suoi territori, non dovrebbe esser disgiunto mai dal rassicurante, naturale, portarsi appresso sempre le proprie cose, il proprio passato, le proprie masserizie, ideologiche o grammaticali: passi già percorsi, sentieri già battuti, contagi e mali gia’ esperiti, o, magari, chissà?, per quale grazia o

imperscrutabile sventura, già scampati, mai avuti.

Non per riproporli, certo, così come sono o come sono stati, bensì per fare esattamente il contrario: farli agire, respirare, dibattersi, accanto o dentro un nostro spirito cambiato, nuovo; accanto o dentro un nostro differente modo di capirli o percepirli, e, con essi, con questi “altri” sentimenti, investirli, nutrirli, vivificarli. In una parola: ri-amarli. E, attraverso noi, sperare che anche il pubblico sia colto dallo stesso, medesimo, irresistibile “coup de foudre “.

 

Enzo Moscato                                                                                                                                                                

Oltre quarant’ anni di teatro scritto e interpretato all’insegna di una galassia, febbrile e caotica, di lingue e d’invenzioni sceniche che ha, sin dall’inizio, attirato su di sé l’interesse, lo studio, la curiosità del pubblico e della critica, nazionali e non, costellando un percorso artistico tra i più originali e anomali del panorama teatrale italiano, fitto di numerosi e prestigiosi premi o riconoscimenti legati al settore: Premio Riccione/Ater per il Teatro 1985, Premio IDI 1988, Premio UBU per il Teatro 1988 e 1994, Premio della Critica 1991, Biglietto d’Oro AGIS 1991, Premio   Internazionale  di  Radiofonia  del Festival di Ostankino (Russia) 1994, Premio “ Viviani “ a Benevento Città Spettacolo 2002, Premio “ Annibale Ruccello “ a Positano 2003 e  Premio Franco Carmelo Greco a Caserta 2004, Premio ‘Pulcinellamente 2008’, Premio Poerio-Imbriani 2013, Premio Napoli Cultura 2013, Premio Ritratti di Territorio 2019, Premio Ubu Alla Carriera 2019. Gran parte di questo teatro (composto di drammi, commedie, monologhi, atti unici lirici, rapsodie, frammenti) dal lavoro di esordio “Scannasurece” (del 1980/82) fino a “Sull’ordine e il disordine dell’ex macello pubblico” (2001), dedicato alla Rivoluzione napoletana del 1799, si trova in parte edito nei seguenti  volumi: “L’ Angelico Bestiario” (Ubu-Libri, 1991); “Quadrilogia di Santarcangelo” (Ubu-Libri, 1999); “Occhi gettati & Altri Racconti” (Ubu-Libri, 2003), “Orfani Veleni” (Ubu-Libri 2007). Ha, inoltre, liberamente tradotto in italiano, per la scena: “L’ Arancia Meccanica” di A. Burgess, “L’Ubu Re” di A. Jarry, “I Drammi Marini” di E. O’Neill, “Tartufo o l’impostore” di Molière, “La conferenza aux Vieux Colombier” di A. Artaud, Chantecler di E. Rostand Al suo attivo anche tre cd, come chansonnier/rivisitatore dell’ universo canoro partenopeo e non: “Embargos” (1994),  “Cantà” (2001) e “Hotel de l’ univers” (2005). Gli ultimi lavori sono (2002) “Kinder-Traum Seminar”, seminario sui bambini in sogno, dedicato alla Memoria Collettiva dell’ Olocausto – (2003) “Hotel de l’ Univers”,  rècit-chantant,dedicato alla musica del cinema – (2005) “L’ Opera Segreta”,  omaggio all’ universo poetico-espressivo della Ortese – (2007) “ Le Doglianze per gli attori a Maschera”, libero omaggio a carlo Goldoni –  (2008) ” Magnificenza del terrore “, omaggio scenico ad Antonin Artaud, a 60 anni dalla morte – (2009) Piece noire (premio Riccione 1985) – (2010) “Toledo Suite”, recital colto-popolare (prossimamente darà vita al 4° cd) – (2011) “Patria Puttana”, sulla figura (della presunta) marginalità del femminile nella storia. Per il cinema, invece, ha finora lavorato, come attore, per Mario Martone in “Morte di un matematico napoletano” (1992), per Pappi Corsicato in “Libera” (1993), per Raoul Ruiz in “Le voyage clandestin” ovvero “Vite di santi e di peccatori” (1994), per Stefano Incerti ne “Il Verificatore (1995), per Antonietta De Lillo in “Racconti di Vittoria” (1995) e in “Maruzzella” frammento de “I Vesuviani” (1997), per Pasquale Marrazzo in “Malemare” (1997), “Il Resto di Niente “ (2002) di Antonietta De Lillo, “ Mater Natura “ opera prima di Massimo Andrei (2003).

Negli ultimi anni svolge seminari sulla scrittura teatrale presso l’ Università di Fisciano (SA),  l’Isituto Suor Orsola Benincasa di Napoli e presso il Centro Studi sul Teatro Meridionale, Napoletano ed Europeo di Napoli; nel triennio 2007-2009 è stato il direttore artistico del Festival Benevento Città Spettacolo.

Per info e prenotazioni

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Orario spettacoli: ore 21.00

Nel nome dei padri del teatro campano: Tonino Taiuti e Lino Musella sabato scorso hanno incantato il pubblico del Centro Sociale di Pagani

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Un omaggio e una rivisitazione dei maestri del teatro. Così si è presentato “Play Duett”, lo spettacolo numero 3 di “Scenari pagani 23- Collisioni”. Sabato scorso, presso l’Auditorium del Centro Sociale di Pagani, Tonino Taiuti e Lino Musella nella loro immensità di artisti hanno offerto al pubblico intervenuto una performance impeccabile da ogni punto vista, valorizzata ulteriormente dalle musiche dal vivo di Carlo Vidino, che, con gli strumenti a corda, scandiva il ritmo dell’esibizione.


Taiuti e Musella si sono confermarti due artisti immensi in grado di passare con semplicità e senza capricci dalla recitazione al canto e viceversa.
L’entusiasmo degli spettatori è stato scandito dai continui scrosci di applausi.


Come a ogni appuntamento, prima dell’ingresso a teatro, il pubblico è stato intrattenuto da “Tarallucci e vino”, l’AperiSpettacolo a cura di Ritratti di Territorio, il progetto culturale della giornalista Nunzia Gargano.


Sabato sera le ciliegine del Caseificio Aurora del mastro casaro Paolo Amato di Sant’Egidio del Monte Albino si sono unite ai taralli del Biscottificio Calabrese di Bracigliano e ai vini dell’Azienda Vinicola Santacosta del winemaker Giuseppe Pagano.


Intanto, il direttore artistico di “Scenari pagani”, Nicolantonio Napoli, pensa già al prossimo evento. Sabato prossimo 22 febbraio, c’è grande attesa per Enzo Moscato in “Ritornanti 2.0”. In quell’occasione, al maestro Moscato sarà tributato il “Premio Speciale Scenari pagani 2020”.

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Nocera Inferiore: la presentazione delle ricette del Vesuvio alla Locanda dei Falchi ha incoronato Nicola e Nicoletta Tortora detentori della cucina del cuore

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di Maria Pepe

Una piacevole scoperta, subito divenuta solida certezza! La prima tappa del 2020 del tour del libro “Le ricette del Vesuvio” di Nunzia Gargano, lo scorso 21 gennaio, è stata un nuovo successo. La pubblicazione, edita dalle Edizioni dell’Ippogrifo, ha trovato, nella “Locanda dei Falchi”, in via Ludovico Ariosto a Nocera Inferiore, terreno fertile.

La laboriosità, il rispetto del e per il lavoro, la caparbietà di Nicoletta e Nicola Tortora, fratelli nella vita, ristoratori nella professione, ben interpretano la natura del ricettario che ricettario non è.

Un saggio, un romanzo, una raccolta di racconti di sapori e tradizioni che rifiuta i compromessi e attinge, nel nobile impegno dell’onestà e dell’intransigenza, la sua forza.

I due simpatici osti, impeccabili padroni di casa, hanno raccontato l’opera della giornalista

attraverso un menu declinazione di sapori tradizionali con innesti di innovazione ben equilibrata, dalla minestra maritata al mallone alla pasta mista Vicidomini con fagioli e cotica,

passando dalle pizze, rigorosamente margherita e marinara, focacce di morbide scarole, senza dimenticare le altre innumerevoli leccornie terminate nella dolcezza delle chiacchiere, frappe o bugie che dir si voglia, della casa.

Ad accompagnare le pietanze la selezione dei vini “Le origini” di Antonello Urciuolo.

Passaggio a parte, sarà anche poco professionale, ma noi di “Ritratti di Territorio”, si sa, tutto siamo fuorchè convenzionali. Merita la zuppa di castagne che è rimasta lì dove subito è entrata, nel cuore.

Photocredit Mariano Lauro

Scenari pagani 23: sabato tocca a Tonino Taiuti e Lino Musella in “Play Duett” al Centro Sociale di Pagani

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Terzo appuntamento di “Scenari pagani 23 – Collisioni” sabato 15 febbraio, alle 21, presso l’Auditorium del Centro Sociale di Pagani. La rassegna di Casa Babylon Teatro ospiterà Tonito Taiuti e Lino Musella in “Play Duett” (Premio Le Maschere 2014). Uno spettacolo, prodotto dalla Casa del Contemporaneo, costruito come omaggio al teatro campano in cui ci saranno riferimenti a Basile, Moscato, Viviani, Iacobelli, per fare qualche nome. L’esibizione di Taiuti e Musella sarà accompagnata dalle musiche dal vivo di Marco Vidino.

Come al solito, la performance sarà preceduta da “Tarallucci e vino”, l’AperiSpettacolo a cura di Ritratti di Territorio, il progetto culturale della giornalista Nunzia Gargano. Protagonisti: i taralli del Biscottificio Calabrese di Bracigliano, l’Azienda Vinicola Santacosta del winemaker Giuseppe Pagano e le creazioni di latte del mastro casaro Paolo Amato del Caseificio Aurora di Sant’Egidio del Monte Albino.

Qualche volta – ultimamente sempre più di rado – il palcoscenico è una scatola magica: (non) luogo di attraversamenti visionari di epoche, identità, folgorazioni.
La pratica di questa magia è riservata a identità fluide, anime libere, centrate ma erranti. Non attori, piuttosto fantasmi. Come quelli che si materializzano nel serissimo “play” – più che duett un trio, se consideriamo il supporto dal vivo delle note distorte e dolcissime dei mandolini e delle chitarre di Marco Vidino – imbastito dall’avanguardista Tonino Taiuti e «l’uomo d’altri tempi» Lino Musella.
Frutto raffinato di un rapporto aereo e sostanzialmente poetico tra i due, il play si nutre di soffi di parole languidissime del repertorio della musica napoletana d’autore – IndifferentementePiscaturellaMargherita dei fiori – mischiate alla Lingua tosta, incendiaria e incancrenita del Pentamerone di Basile, le partiture ipogeo – metropolitane di Enzo Moscato, le rime melodiose, dolorose e irriverenti di Viviani. Galeotto fu Circo Equestre Sgueglia (regia di Arias) che fece incontrare i due attori napoletani in apparenza lontani ma vicinissimi, tanto da definirsi «diversamente coetanei».
Così l’orco di Petrusinella – incarnato da un Lino Musella semplicemente invasato e invasante – incontra le “quattro bazzariote napoletane” di Rasoi; mentre il Don Fausto di Petito che Taiuti incastonò in una storica interpretazione nel ’75 si contamina con la Festa di Piedrigrotta, in cui sempre Taiuti si moltiplica in un’orchestra poliedrica di voci, mosse, caricature che ci trasportano favolosamente in una Napoli dignitosa e incandescente: scomparsa e tuttora pulsante e viva.
Play duett, è un gioco per due tra i migliori interpreti del teatro napoletano, vincitori del Premio Le Maschere 2014, un gioco divertente e godibile. Lo spettacolo ha come suo elemento dominante, l’improvvisazione, una costruzione giocosa, che si arricchisce di sfaccettature e sfumature molteplici. Vi trovano spazio tutti gli elementi fondamentali del teatro e della messa in scena: la recitazione e il reading, la musica e il canto, la regia, il travestimento, il gioco di luci, la meta teatralità, il rapporto con lo spazio e con il pubblico, l’alternanza di tempi e luoghi, l’antropologia e soprattutto i testi, teatrali e poetici.

Per info e prenotazioni

Tel/fax 0815152931 – Mob 3289074079

info@casababylon.it  www.casababylon.it

Ufficio Stampa: Nunzia Gargano

ufficiostampa@casababylon.it

 

Biglietti 14,00 €
Biglietti Studenti 10,00 €
Abbonamenti 75,00 €
Abbonamenti  Studenti 65,00 €
Orario spettacoli: ore 21.00
Aperi/Spettacolo a cura di Ritratti di Territorio ore: 20.30

 

 

Tarallucci e vino by Santacosta, Calabrese e Pastore per Rita Marcotulli e Luciano Biondini a Scenari pagani 23

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Scrosci di applausi per il secondo appuntamento di “Scenari pagani 23”. Venerdì 31 gennaio scorso, Rita Marcotulli (pianoforte) e Luciano Biondini (fisarmonica) sono stati un nuovo valore aggiunto della rassegna di Casa Babylon Teatro, ideata e curata da Nicolantonio Napoli anche direttore artistico. Al Centro Sociale di Pagani, La strada invisibile ha incantato e catturato il pubblico.

La Pergola

Le colonne sonore della storia del cinema internazionale hanno fatto sognare tutti sulle note di due artisti che definire virtuosi è essere ingenerosi.

Come sempre da qualche anno, prima dell’esibizione, gli spettatori sono stati intrattenuti da “Tarallucci e vino”, l’AperiSpettacolo a cura di Ritratti di Territorio.

Protagonisti per l’occasione il Biscottificio Calabrese di Bracigliano, i vini dell’Azienda Vinicola Santacosta di Torrecuso del wine maker Giuseppe Pagano, i bocconcini di pizza di Francesco Pastore, mastro pizzaiolo patron del Ristorante Pizzeria La Pergola in Scafati.

Grande soddisfazione per la riuscita della serata da parte di Nicolantonio Napoli, sempre impegnato a selezionare spettacoli di alto profilo fuori dalle logiche commerciali.

Scenari pagani 23” è ormai entrato nel vivo. Prossimo appuntamento sabato 15 febbraio, alle 21, con Tonino Taiuti e Lino Musella in “Play Duett”.

Per info e prenotazioni

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