Tornano le “sere d’estate” a Villa Floridiana

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Tutto è pronto nella storica e suggestiva Villa Floridiana al Vomero per la rassegna “Le sere d’estate”. Organizzata dalla Pro Cultur- nuovo teatro Sancarluccio con l’apporto del Polo Museale della Campania del Mibact, della Regione Campania, del Comune di Napoli, del Museo duca di Martina e dell’Associazione Informazione Giovani d’Europoa, la manifestazione collegata al progetto “Estate a Napoli 2018”, porterà nel verde spazio dinanzi il famoso Museo di arti decorative della Floridiana, un’interessante serie di spettacoli con personaggi legati al mondo della lirica, della canzone, del jazz, del teatro, della musica popolare e della cultura. Con ingresso da Via Cimarosa e da via Aniello Falcone, la reale villa vomerese appartenuta a Lucia Migliaccio, duchessa di Floridia, moglie morganatica del Re Ferdinando I delle Due Sicilie, ospiterà quindi una serie di appuntamenti davvero da non perdere, tutti fissati per le ore 20.00 con un biglietto di ingresso di soli 10 euro più prevendita.

Si partirà il prossimo 19 luglio con il soprano Olga De Maio ed il tenore Luca Lupoli accompagnati al piano da Natalya Apolenskaya, con lo spettacolo “Il bel canto” dedicato al repertorio delle romanze da salotto dell’Ottocento, alle più belle arie operistiche ed alle canzoni classiche napoletane. Il 26 luglio, sarà la volta di Francesca Rondinella e Giosi Cincotti con “Cantabili Armonie di una Città di Mare”.

Per il 2 agosto, spazio a “Shurhùq” con Fulvio di Nocera, in arte Scapestro e la sua musica. A seguire, il 9 agosto, alla Floridiana arriverà Romito in Concerto, mentre dal 30 agosto, tutto il parco si tingerà di swing e Bossa Nova con il “Maresa Galli duo” ed il loro viaggio in musica attraverso le melodie più suggestive dei maestri americani e brasiliani.

 Il 6 settembre con “Favole in ville” sarà il turno dell’attore e regista, Massimo Andrei in compagnia con Eduarda Iscaro. Ancora, il 13 settembre per “Le sere d’estate” arriverà Gea Martire protagonista di “Racconti e Incanti” accompagnta dalla voce e dalla chitarra di Lello Ferraro.

Giunti al 20 settembre il pubblico sarà coinvolto nella “Promenade al sud” con Matteo Mauriello, Marianna Carfora e Benedetta Fonata con Toto Toralbo (tammorra e mandolino) e Sossio Arciprete (chitarra) per un percorso di parolegesti e musiche sul filo conduttore della tradizione popolare napoletana.

Per il 27 settembre grande attesa per il fenomeno musicale dell’anno con le “Ebbanesis” ovvero, il duo composto dalle acclamate Viviana Cangiano e Serena Pisa, in scena con il loro concerto “Serenvivity”. A chiudere la manifestazione, il 29 settembre, nel segno della cultura e dei “Napoletani Protagonisti” sarà la serata conclusiva del “Premio Masaniello” da sempre teso a riconoscere e valorizzare le innumerevoli espressioni della cultura tradizionale e del nostro territorio, interpretate alla luce della contemporaneità.

Agerola: l’Hotel Ristorante “Le Rocce” è una tappa imprescindibile per una degustazione con vista mare

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Ci sono luoghi che ti entrano nel cuore. Ci sono luoghi che diventano tuoi. Ci sono luoghi di cui non puoi più fare a meno.

È quanto mi è successo dal momento in cui Agerola è parte della mia quotidianità. Questo paese dei Monti Lattari è la mia “patria ideale”. Attenzione! Non sono ancora guarita dalla paganesite acuta, ma ormai mi sento come un tassello di un puzzle di una nuova realtà. Il merito è della capacità d’accoglienza di questo posto. Colleghi, alunni, abitanti hanno una grande capacità di coinvolgimento. Mi trovo in una condizione privilegiata. Sono docente all’Istituto alberghiero “Raffaele Viviani”, ma c’è un qualcosa in più. Non si può spiegare sbrigativamente.

Le Rocce, I pani

Finora ho trascorso quattro anni scolastici, del trasferimento non mi sfiora neanche l’idea. In questo periodo di tempo, ho imparato a conoscere e riconoscere quelle realtà soprattutto ristorativo-alberghiere che mi interessano maggiormente per le mie deformazioni professionali. Di anno in anno, c’è sempre una nuova motivazione che mi convince a rimanere. Nonostante il viaggetto mattutino.

Le Rocce, Baccalà al vapore

Così ho capito che ci sono cose a cui non sarei in grado di rinunciare. Mi riferisco al suggestivo “Hotel Le Rocce” che si erge maestoso sulla strada che collega il paese a Furore. Panorama mozzafiato, servizio curato, igiene impeccabile degli ambienti, ricercatezza dei particolari.

Le Rocce, Fusilli alla pescatrice con zucca e menta

Merito dell’infaticabile Pietro Paolo Durazzo, un punto di riferimento in zona, soprattutto per i giovani che muovono i primi passi nel mondo dell’enogastronomia. La sua cucina è una fucina. L’anno scorso ho apprezzato questa struttura in occasione di tante feste di 18 anni.

Le Rocce, La spigola

Non è facile fare banchettistica senza sacrificare la qualità e il servizio di sala. Perciò, se tutti sono troppo impegnati nel ricercare i microristoranti artefatti, c’è chi come me, abituata sempre ai colpi di testa e anche alle scelte scomode, vuole intraprendere un nuovo corso: rivalorizzare e riscoprire le strutture che si distinguono per eventi dai grandi numeri senza compromettere la qualità.

Le Rocce, Il sorbetto

Se chi ben comincia è alla metà dell’opera, bisogna partire da Paolo che, insieme alla moglie Marianna e all’intero staff, cura quotidianamente il suo monile.

Crescita continua e lavoro certosino. “Le Rocce” sono in uno stato di grazia. L’ultimo pranzo consumato qui ha confermato l’immagine di un ristorante d’albergo dove 1’obiettivo finale è garantire il benessere di chi li sceglie. Per pernottare, per festeggiare, per trascorre qualche ora in piscina o per mangiare.

Vi racconto allora dell’ultima avventura gastronomica, vissuta il 2 luglio scorso.

Ora di pranzo, sala con balcone che affaccia sul mare.

Incomincia la sfilata delle prelibatezze: selezione di pani, antipasto mari e monti con selezione di fritti tipici napoletani. Medaglia d’oro per il baccalà a vapore che conquista anche i palati di chi di solito non è abituato a mangiarlo.

Le Rocce, Delizia al limone secondo Marianna

Lo stupore e l’apprezzamento aumentano all’arrivo dei primi: il risotto alla zuppa di cozze e i fusilli con pescatrice, menta e zucca. Quest’ultimo un vero e proprio capolavoro: nuovo, fresco, delicato e gustoso. L’ascesa continua con la spigola su letto di patate e contorno di verdure affiancato al centrotavola dalla fritturina di pesce con verdurine in pastella.

Giusta la scelta del sorbetto al limone con due fragoline di bosco, preludio ideale alla delizia al limone secondo Marianna che rivela una maestria da far invidia ai più grandi maestri pasticcieri.

A questo punto, vale la pena di ricordare che, qualche volta, chi lavora coi grandi numeri merita uguale e più rispetto e approvazione di chi si confronta con numeri risicati.

Per info

Hotel Le Rocce, via Belvedere 73 – Agerola (Na)

tel. 0818791182

www.hotelristorantelerocce.com

“Te le do io le Bollicine”: appuntamento lunedì prossimo al Nabilah

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Un viaggio nell’universo delle bollicine abbinate a piatti stellari. L’Associazione Italiana Sommelier e il Nabilah organizzano “Te le do io le Bollicine”. Lunedì 16 luglio, dalle ore 19.30, nel beach club di via Spiaggia Romana 15 (Bacoli), torna, come da tradizione, l’esclusivo evento che giunge alla sua X edizione e viene organizzato per festeggiare, in grande stile, la chiusura dell’anno di attività dell’AIS  con calici di champagne e spumanti.
Decine di chef di rinomata professionalità, anche stellati, partecipano all’organizzazione di “Te le do io le Bollicine”. Protagonisti, quest’anno, Pasquale Palamaro, Domenico Iavarone, Lino Scarallo, Marianna Vitale e Luciano Villani, che prepareranno deliziosi primi piatti con la pasta fornita dai pastifici gragnanesi de “La Selezione”. 


Il format della kermesse prevede: banchi d’assaggio dedicati alla somministrazione di champagne e bollicine, a cura dei sommelier dell’AIS Napoli; e postazioni food con le migliori firme del panorama gastronomico campano e italiano (antipasti, primi, secondi, pizza, panini, ostriche, formaggi e salumi). 


Tra i piatti esclusivi del menù di “Te le do io le Bollicine”:  cannolo con crudo di sgombro e cappuccino caprese; “Te le do io le lumachine”; polpo, limone e bollicine;  biscuit al pistacchio, bavarese alle bollicine e composta di lamponi. 


Renderanno ancora più frizzante la serata la musica dal vivo e la selezione dei brani a cura di Ciro Cacciola, in arte dj Cerchietto, che sarà in consolle durante l’evento.

Programma

19.30 Start

19.30 Aperitivo + Oyster Bar

20.30 Stappo “AIS” e apertura banchi d’assaggio

21.15 Apertura punti restaurant zona Garden

22.00 Stelle e Pasta (Cooking Show e degustazioni a cura di chef stellati)

22.30 Consegna diplomi AIS Corso Sommelier n. 89

23.00 Apertura punti Sreet Food & More (zona piscina) + Champagne Bar

23.00 DJ Set

Food 

Oyster Experience a cura di Vincenzo Supino

Old Friends

Tarallificio Tonino

Malafronte Panificio

Olio Guglielmi
ONAF Napoli con i formaggi della famiglia BUSTI e i salumi LEVONI 

Carmasciando

Tempio dei formaggi
Kuma 65

La Locanda del Testardo

La Fescina

Liv Bistrot

Mamma Elena

Le Lune Bistrot

Il Falangone

Maria Rosaria canò

Masseria Guida

Masseria Alaia
Locanda Rei 

Mosè a Ridosso

La Playa

 Chef Stellati

Palazzo Petrucci* con Lino Scarallo

Sud Ristorante* con Marianna Vitale

La Locanda del Borgo Aquapetra* con Luciano Villani

Indaco* con Pasquale Palamaro
Josè Villa Guerra 

 Area street food

Chamade

Macelleria Hamburgheria Da Gigione

Da Pasqualino

Happy Hours

Caseari Cautero
Casa de Rinaldi
Olio e pomodoro 
 

 Dessert

Sweet Emotions

Pasticceria Lisita

Kiwi SunGold Zespri 

Wine

Banco d’Assaggio PROPOSTA VINI

Una selezione di bollicine da uve autoctone italiane, dalle Alpi alla Sicilia

Metodo Classico:

Rosè Brut S-ciopét – Pelaverga – Castello di Verduno

Bianco Dosaggio Zero – Erbaluce, Timorasso, Cortese, Moscato – Erpacrife

Groppello Brut Nature Paxtibi Bianco dal Nero – Zuliani

Blanc de Sers Brut Nature – Vernaza, Valderbara, Nosiola – Casata Monfort

Vernaza Belle – Pravis

Raboso Rosato Brut Redentor – Tessère

Pignoletto Millesimato 1877 – Lodi Corazza

Lambrusco di Modena – Paltrinieri

Pas Dosé Dalnero – Montepulciano, Sangiovese – Strologo

Vinudilice – Alicante Grecanico, Minnella – I Vigneri

Nerello Mascalese Rosé Extra Brut – Murgo

Metodo Martinotti:

Timorasso Terre di Libarna Colli Tortonesi Brut – Poggio

Prosecco Superiore Brut Conegliano Matiù – L’Antica Quercia

Ribolla Gialla Brut – Komjanc

Metodo Familiare:

Schiava Belle Frizzante Sui Lieviti – Francesco Poli

Silvo Frizzante Sui Lieviti – Varietà resistenti – Villa Persani

Naturalmente Frizzante Sui Lieviti – Glera – Casa Belfi

Roncaie Frizzante Sui Lieviti – Garganega – Menti

Boschera Colli Trevigiani Frizzante Sui Lieviti – Zanon Eros

Z Frizzante Sui Lieviti – Vermentino – Quartomoro

 

Banco dedicato

Bellavista, Foss Marai, Fontanafredda

 

Banco d’assaggio collettivo

Cantine Carputo, Franciacorta Turra, Ca’ del Bosco, Tenuta Cavalier Pepe, Cantine del Mare, Cantine Astroni, Contratto, Ferghettina, Montelvini, Feudi di San Gregorio, Fontanavecchia, Piatti, Sella&Mosca, Vino&Design, Cava Segura Viudas, Braida, Dogliotti, Cantine Iovine 1890, Capri Moonlight, Balter Trento DOC, Domaine D’ A – Blanquette

 

 

Oro Rosso: successo di pubblico per l’ultima serata della festa del pomodoro e della sua tradizione

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Sold out per l’ultima serata di “Oro Rosso”. Grande successo ha riscosso ieri la festa del pomodoro e della sua tradizione, patrocinata dal comune di Sant’Antonio Abate e in collaborazione con la condotta Slow Food dei Monti Lattari. La gente si è riversata tra via Borsellino e via Cavour per contribuire alla raccolta fondi del centro parrocchiale “Santa Maria Rosa Nova” di cui è animatore principale don Salvatore Branca.

Parroco della chiesa madre, quella di Sant’Antonio Abate appunto, crede nella forza aggregativa della chiesa intesa come comunità.

Ogni sua azione è indirizzata alla speranza di porre le basi per offrire un futuro socio-occupazionale ai giovani. Quegli stessi giovani che sono stati la vera rivelazione della sesta edizione, pronti e solerti per controllare la pulizia dei tavoli e la realizzazione della raccolta differenziata durante le serate.

Conclusione col botto che, in men che non si dica, ha spazzato le nuvole e la pioggia scrosciante di sabato nel dimenticatoio più buio.

Tutta la cittadinanza ha partecipato all’evento dal cuore nobile. Tantissimi i volontari che si sono messi in gioco in prima persona per la riuscita della manifestazione.

Oro Rosso, Provolone impiccato sciolto ai carboni su fetta di pane

Il pomodoro è stato il vero protagonista di “Oro Rosso” declinato nei modi più svariati. Con la pasta, sulla pizza al forno o fritta, nella caponata, ma l’evento è anche stato la festa del cibo buono, pulito, giusto, locale e tradizionale.

Oro Rosso, Caponata

Grande successo hanno riscosso la torta nuda, le zeppole di zio Savino, il provolone impiccato sciolto su fetta di pane.

Oro Rosso, Pizza fritta

L’aspetto più bello della sesta edizione è un altro ed è importante sottolinearlo per far sì che un po’ tutti incomincino a riflettere sul ruolo che ogni idea può ricoprire per le realtà locali.

Oro Rosso, Torta nuda

Gli eventi servono da un lato a vivacizzare i luoghi; dall’altro rivestono un significato più profondo perché la gente che “occupa” le strade è il primo elemento di sicurezza sociale.

Adesso l’appuntamento è alla settima edizione.

“Mamma Elena Restaurant”: la ricercata cucina di pesce di Gioacchino e Fabio Vorraro a San Giuseppe Vesuviano

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L’area vesuviana è nota per lo stoccafisso e il baccalà, protagonista delle pietanze domestiche del passato. Sebbene questa parte della Campania non sorga sul mare, la tradizione della cucina di pesce è molto radicata.

Da sx: Gioacchino (Francesco) e Fabio Vorraro

Dal gennaio scorso, l’offerta si è ampliata ulteriormente. Grazie all’intuizione e alla grande forza di volontà di Gioacchino (per me sempre Francesco) e Fabio Vorraro, due fratelli uniti dalle stesse scelte scolastiche e professionali; entrambi diplomatisi all’Istituto alberghiero De’ Medici di Ottaviano, con importanti esperienze nel proprio curriculum in zona e per lo Stivale.

“Mamma Elena Restaurant” è l’atto d’amore eterno che i fratelli Vorraro hanno tributato alla propria madre scomparsa prematuramente qualche anno fa. A lei entrambi attribuiscono il merito di aver fatto nascere dentro di loro l’amore per un mestiere, quello del cuoco o chef a seconda di come lo si voglia chiamare. Infatti, spesso si dice che dietro a un bravo cuoco c’è stata una mamma con la passione per la cucina.

Mamma Elena, staff

Francesco e Fabio si distinguono per un feeling che oltrepassa il legame familiare. Comunicano anche solo con uno sguardo mentre ognuno sa cosa aspettarsi dall’altro quando condividono la cucina. D’altronde la creatività gastronomica è fatta di intese. Insieme hanno deciso di intraprendere questo percorso e mettersi in discussione. Ogni giorno sveglia all’alba per scegliere il pesce fresco da destinare ai propri estimatori. Si augurano che la mamma, da qualunque parte si trovi, riesca a vederli e magari a essere orgogliosa di loro. A supportarli c’è il papà e poi ci sono Nancy e Sabrina, sempre lì a incoraggiare rispettivamente marito e fidanzato.

Mamma Elena, Entrée

La cucina di pesce è stata sempre la passione del primogenito, Francesco, ma anche Fabio, forte della sua visione moderna del mondo, cerca di interpretare in modo originale i piatti tradizionali.

Tovagliato sobrio con toni chiari, piatti bianchi, calici trasparenti: queste le caratteristiche del locale nel quale spicca un quadro su fondo blu con tanti pesci, una macchina di cucire ulteriore omaggio alla madre.

Per avviare questo viaggio interessante guidata dai Vorraro’s si parte col rocher di baccalà con spuma di patate, seguita dalla tartare di tonno con puntarelle, emulsione di cannellino dente di morto e limone; carpaccio di spada con mela annurca, pistacchio e cipolla rossa; battuto di gamberi rossi di Mazara con mandarino, nocciola del Vesuvio, radicchio e panna acida.

Non può mancare il piatto stagionale. Il 17 aprile scorso era primavera inoltrata e così non potevano mancare: il carciofo di Paestum con pecorino, mazzancolle e tarallo napoletano; i piselli nostrani in crema per i rossetti, totanetti, jammarielli e triglie fritte.

Degna di note la zuppetta di fagioli con maruzzielli e seppia su pane cotto.

I primi sono da sempre la forte passione di Francesco e così sfilano il tubettone patata, baccalà, provola e limone e lo spaghetto Vicidomini con cozze, pecorino e peperoncino di fiume.

Si continua con la triglia alla Nerano.

Per conclusione esigo una vecchia conoscenza: la creme brulée.

Vado via con la consapevolezza di essere stata in un posto dove il sentimento per questi due ragazzi rappresenta la più grande motivazione.

Per info

Mamma Elena Restaurant – via Martiri di Nassirya, 62 – San Giuseppe Vesuviano

Tel. 0818273515