Pagani: sold out per la quarta edizione di Ritratti di Territorio


Oltre duecento ospiti e quaranta premiati: sono i numeri della Quarta edizione di Ritratti di Territorio, la kermesse ideata da Nunzia Gargano tre anni fa, in occasione dei suoi venti anni di giornalismo.

L’evento di mercoledì sera al ristorante “Il Bagatto” di Pagani ha riscosso, come nelle precedenti edizioni, un ottimo successo di pubblico; segno che in tre anni il messaggio lanciato da Nunzia Gargano e dai tre visionari (Maria Pepe, Giuseppe Candela e Barbara Ruggiero), che collaborano con lei, è stato percepito nel mondo giusto. 

Il Premio Ritratti di Territorio è un inno a chi, in vari ambiti, si impegna a valorizzare il territorio e riesce a farsi strada nel mondo con l’orgoglio delle proprie radici. 

Del “gruppo dei pasionari” fanno parte Maria Pepe e Barbara Ruggiero, al lavoro da tempo per organizzare al meglio l’evento con la consapevolezza che solo l’amore per la propria terra può guidare e far confluire energie finalizzate alla creazione di un evento unico. Giuseppe Candela, il conduttore, è il giornalista più temuto dai vip, firma di punta di Excite Dagospia e di Oggi, nonché autore della manifestazione. 

La serata è stata articolata in tre momenti: nella prima parte sono stati assegnati riconoscimenti a personalità del mondo della cultura, della musica, della scrittura, del giornalismo; nella seconda, spazio ai protagonisti dell’enogastronomia che si sono distinti nel corso dell’ultimo anno; nella terza parte, la festa vera e propria durante la quale chef, wine maker, maestri pasticceri e artigiani del cibo hanno deliziato il pubblico con le proprie creazioni.

Queste le dichiarazioni di Nunzia Gargano: “L’evento sta crescendo di anno in anno. Siamo molto soddisfatti, ma bisogna lavorare ancora di più, per non deludere le aspettative di chi, con tanto affetto, ci segue dalla prima edizione. Quando siamo partiti nel 2014, c’era un po’ di sospetto. Oggi, il Premio Ritratti di Territorio è diventato l’Evento. Per questo motivo, bisogna ribadire che il premio nasce per celebrare chi, a proprio modo, non ha mai perso la speranza e si è impegnato per il riscatto delle proprie zone. Nello stesso tempo, grazie alla sensibilità di chef, ristoratori, artigiani e produttori è possibile anche condividere un momento di festa e di bontà. Guai però se un giorno mi svegliassi e scoprissi che il sold out è dovuto solo all’opportunità di mangiare gratis. Sarebbe la sublimazione di un fallimento”.

I premiati dell’edizione 2017

Massimiliano Amato (Giornalismo), Simone Balestrieri e Marianna Santaniello (Moda), Gennaro Carillo (Premio Speciale), Pasquale Carlo (Giornalismo), Alan De Luca (Premio alla Carriera), Rosaria De Cicco (Teatro e Cinema), Gerardo Di Agostino (Imprenditoria), Francesca Gerla (Scrittura), colonnello Vincenzo Maresca (Premio Speciale), Assia Monetti (Made in Italy), Niko Mucci (Premio alla Carriera), Maria Sarnataro (Territorio e Identità), Michele Serio (Scrittura), Nadia Tramontano (Arte), Giulia Ubaldi (Antropologia e Cibo), Letizia Vicidomini (Scrittura), Marco Zurzolo (Musica). 

Riconoscimenti per la sezione “Territorio e identità” sono stati consegnati a: Gerardo Giuratrabocchetti (Cantine del Notaio); Manuela Piancastelli (Terre del Principe); Pasquale Mitrano, Elisabetta Iuorio (Casebianche); Lorenzo Nifo Serrapocchiello (Azienda Agricola Nifo Sarrapochiello), Mario Notaroberto (Albamarina), Giuseppe Pagano (Azienda Vinicola Santacosta), Valentina Passalacqua (Azienda Valentina Passalacqua), Maura Sarno (Tenuta Sarno 1860). 

Questi, invece, i riconoscimenti di Ritratti di Territorio Food Award 2017: Eugenio Cuomo (Chef – Hotel Continental – Ristorante “La Terrazza”, Sorrento); Carmine Di Donna (pastry chef – La Torre del Saracino – Vico Equense); Maurizio Di Ruocco (Chef emergente, Ristorante Zaira – Pompei); Giuseppe Di Ruocco (Maître emergente, Ristorante Zaira – Pompei), Gennaro Esposito (Premio alla Carriera, La Torre del Saracino – Vico Equense); Andrea Napolitano (Chef emergente, Ristorante Il Bikini, Vico Equense); Salvatore Pacifico (Chef Emergente), Karen Philips (Foodblogger), Gerardo Marrazzo (Territorio e identità, Casa Marrazzo – Pagani), Diodato Scala (Patron, Hotel Continental – Ristorante La Terrazza, Sorrenti), Giorgio Scarselli (Patron, Il Bikini, Vico Equense). 

DICHIARAZIONI NUNZIA

Pagani, 15/09/2017

“Integralisti e sognatori”, domani sera la Quarta edizione del Premio Ritratti di Territorio

Tutto pronto al ristorante “Il Bagatto” di Pagani dove domani sera (inizio h.20) sarà di scena la Quarta edizione del Premio Ritratti di Territorio.
Il Premio è stato ideato da Nunzia Gargano nel 2014 in occasione dei suoi venti anni di giornalismo. Il tema di questa edizione è “Integralisti e sognatori”, un inno a chi valorizza il territorio e si fa strada nel mondo, orgoglioso delle proprie origini.
In tre anni e quattro edizioni il messaggio lanciato da Nunzia Gargano e dai tre folli che collaborano con lei è stato percepito nel modo giusto.
“La nostra idea è dimostrare che per organizzare cose belle basta un po’ di fantasia. Molto spesso – spiega Nunzia Gargano – si inventano problemi economici solo per nascondere la mancanza di volontà e impegno. D’altronde, è un mio vecchio vizio pensare che il bello e il buono siano ovunque e che non esistano luoghi di serie A e di serie B”.
Anche per questa edizione, l’evento gode della preziosa collaborazione delle Edizioni dell’Ippogrifo ed è patrocinato dal Movimento Unitario Giornalisti, dall’Assostampa Campania Valle del Sarno e dall’associazione Amici di Villa Calvanese.
Del “gruppo dei pasionari” fanno parte Maria Pepe e Barbara Ruggiero, al lavoro da tempo per organizzare al meglio l’evento con la consapevolezza che solo l’amore per la propria terra può guidare e far confluire energie finalizzate alla creazione di un evento unico. Giuseppe Candela, il conduttore, è il giornalista più temuto dai vip, firma di punta di Excite Dagospia e di Oggi, nonché autore della manifestazione.
La serata è articolata in tre momenti: il primo durante il quale saranno premiate personalità del mondo della cultura, della musica, della scrittura, del giornalismo; il secondo in cui si omaggeranno i protagonisti dell’enogastronomia che più si sono distinti nel corso dell’ultimo anno; il terzo ovvero la festa vera e propria durante la quale chef, wine maker, maestri pasticceri e artigiani del cibo delizieranno il pubblico con le proprie creazioni.
Sui premiati di quest’anno vige il più stretto riserbo: i nomi saranno svelati nel corso della serata di domani.
Di seguito, l’elenco dei premi attribuiti nel corso delle passate edizioni:

Premiati 2014
Nino Buonocore, Salvatore Campitiello, Daryia Derkach, Pino Imperatore, Mimmo Falco, Salvatore Misticone, Emma Petrillo, Nicolantonio Napoli, Roberto Ritondale.

Premiati 2015
Laura Cozzolino, Simone Di Meo, Gaetano Del Mauro, Brigitte Esposito, Gianni Maddaloni, Pinella Passaro, Sandro Ruotolo, Maurizio Schettino, Nunzia Schiano, Lucia Trotta.

Ritratti di Territorio Food Award 2015
Luciano Bifulco, Vincenzo Di Prisco, Gianfranco Iervolino, Luca Ingenito, Lorenzo Montoro, Francesco Vorraro.

Premiati 2016
Cloris Brosca, Raffaella Cardaropoli, Eugenia Carfora, Rino Cesarano, Tommaso Esposito, Gianni Ferramosca, Mauro Forte, Giuseppe Gallizzi, Renato Giordano, Giuseppe Giorgio, Vincenzo La Femina, La Locandina, Myriam Lattanzio, Antonio Lubritto, Nicolangelo Marsicani, Anna Mazza, Antonella Morea, Gianfranco Nappi, Mario Porfito, Roberto Rubino, Nino Ruggiero, Rossella Russo, Raffaele Sacchi.

Ritratti di Territorio Food Award 2016
Mafalda Amabile, Nando Bifulco, Luigi Cippitelli, Gerardo Figliolia, Massimiliano Malafronte, Alfonso Pepe, Vincenzo Piacente, Giuseppe Pignalosa, Lorenzo Principe, Ristorante Il Trifoglio, Agostino Scarpa, Aniello Somma.

OKDORIAFEST: numeri da capogiro per l’edizione 2017

Sui social si sprecano i ringraziamenti e gli apprezzamenti per l’Okdoriafest 2017 – Beer Park Edition, che, dopo un anno di ricarica, è tornata più bella e maestosa di prima nella splendida location del Parco Urbano di San Marzano sul Sarno.

Alla fine di un evento si fanno i bilanci e quello di questo grande evento è più che positivo: più di 80.000 persone che hanno visitato il Beer Park nelle 5 serate; 55 giovani hanno lavorato affinché tutto fosse sempre in ordine e perfetto; 50 stand che hanno offerto piatti e specialità di ottima qualità; 30 giornalisti accreditati nella Press Area e che hanno dato massima copertura su radio, web e tv; 15.000 foto scattate durante l’evento dal nostro staff fotografico; 500 persone che hanno usufruito della Metro Agro; oltre 200 corse sostenute dalle Navette nelle aree parcheggio; 0 incidenti.

Okdoriafest è la storia di tre ragazzi che hanno messo su una macchina organizzativa impeccabile che ha saputo assicurare ad una folla vastissima cinque giorni di puro relax e divertimento. Pietro Paolo Coppola, Marco De Simone e Mimmo Esposito hanno speso le ultime loro parole per i ringraziamenti: “Abbiamo vinto una sfida con noi stessi, nel tentativo, andato a buon fine, di dimostrare (sempre a noi stessi) che okdoria ormai è un marchio, garanzia di un evento sano e che fa stare bene le persone di ogni fascia d’età. Vogliamo ringraziare quanti hanno reso possibile questo successo, dall’Amministrazione guidata da Cosimo Annunziata all’ultimo ragazzo dello staff che ha assicurato la pulizia all’interno del parco: tutti abbiamo lavorato senza sosta affinché tutto potesse andare nel migliore dei modi e se qualche sbaglio è stato commesso, chiediamo scusa e cercheremo di rimediare nel miglior modo possibile. Grazie a tutti”.

Per l’Okdoriafest è ora tempo di spegnere i riflettori, ricaricare le batterie e poi pensare al futuro nella certezza che questo evento cresce grazie alla voglia di stare insieme e di divertirsi di ogni singolo fan.

Timido, nasce un vino “naturale” : Azienda Agricola Magnoni

di Antonio Ambrosio

Ritrarre la timidezza nei suoi aspetti più dettagliati comporta fare un passo indietro e, stare lì, ad ascoltare prima ancora di osservare. Domande di troppo, occhi indiscreti, potrebbero far arrossire. Occorre bussare con delicatezza.

Ed è così che, nel tempo dell’estate, entrare a casa di una delle famiglie note del Cilento per conoscere uno degli ultimi discendenti, Salvatore Magnoni, è stato come incontrare la storia sotto varie epoche.

Accompagnati nella parte più antica della dimora Magnoni, a Rutino, la cantina, il tempo passato lo si scorge dalla mirabile ristrutturazione delle mura e dal recupero delle originali “chiancarelle di legno” (assi di legno usate per la costruzione di solai) che costituiscono quell’elemento importante per determinare un’equilibrata umidità ed ottenere un buon vino.

Qui Salvatore, come solo un timido sa fare ci ha raccontato del suo lavoro, della volontà di produrre vino, di storie del <<Rinascimento Cilentano>> di cui egli stesso ne è espressione, di Cantine sociali e di tutto quel fermento che contraddistingue, da qualche anno, gli imprenditori del posto ed i vinicoltori di una zona vocata al vino.

In questo inizio di conversazione ci parla delle viti coltivate, del lavoro impiegato per mettere su il notevole patrimonio lasciato dal padre e di come in questo periodo di investimento sia stata conseguenziale la scelta di produrre un vino “naturale”.

Un vino in movimento che segue l’arte della fermentazione, un avvicendarsi di profumi e colori stratificati sui bordi delle botti. Dall’animo introverso, dal colore forte, dotato di una caparbietà dirompente che dà calore e sbriglia lentamente dalla durezza della reticenza.

L’assaggio in cantina è sempre degno del suo perché, ha qualcosa in più. In quel luogo puoi aver modo di immaginare e – sentire – tutto il processo di elaborazione: dal ribollire al propagarsi per il corpo. E per questo gentile assaggio, dopo aver sorseggiato con sensato compiacimento, ti accorgi di aver assaporato un vino libero e coraggioso. Non convenzionale.

Come la volontà di porre l’interesse solo sulla produzione di due rossi: Primalaterra e Rosso del Ciglio. Rossi con dentro la terra, la corposità e l’essenza di un rivoluzionario, il cui intento è stravolgere le dinamiche della odierna vinicoltura. Un guerriero in battaglia per l’indipendenza del vino puro.

Lasciata la cantina, spontaneo nasce un invito a mangiare, insieme, qualcosa a tavola. La timidezza ha fatto spazio alla fiducia.

Entrati nell’appartamento privato, nel grande salone oltre i fasti di un passato memorabile si scorgono socchiuse le porte di un vecchio armadio al cui interno viene custodita un’altra delle passioni di Salvatore Magnoni, la musica.

La musica della sua gioventù e crescita partenopea, quella napoletanità manifestata nel linguaggio ed anche nello spirito di chi di fronte a nuove avventure conosce bene come superare le difficoltà. Vino e musica, passioni che si accompagnano, che aiutano il cuore ad essere solare, a mostrarsi, a far entrare l’aria fresca, dando accoglienza a uomini portatori di valori sani e genuini.

Allora una bottiglia, del formaggio ed altro cibo casereccio rendono il pranzo conviviale. I discorsi si fanno amichevoli generando una sinossi esemplificativa sulla particolarità del vino naturale, dell’importanza di portare avanti questa dicitura “naturale”, dell’essere definiti eretici nel pronunciarla o scriverla, della filosofia produttiva incentrata sulla necessità di dare priorità alla terra e su cui si può ancora investire senza alterare i suoi frutti.

Da ciò nasce il nome “Primalaterra”.

E sulle note jazz di un vinile di Milles Davis gli animi si distendono, le parole si alternano a domande esistenziali. Una delle virtù del vino sta nel saper portare il lume della ragione a perdersi per esaltare quel noir turbolento degli spiriti vivaci. Attimi privi di senno, dove gli sguardi manifestano intesa ed assecondano la ritmata musicalità di sottofondo, in un susseguirsi di suoni accordati al silenzio dei corpi.

In quel silenzio e soffermandoti a guardare quell’uomo con alle spalle i suoi avi, attori protagonisti del Risorgimento italiano, tutto ciò che è stato fatto, vissuto e raccontato sottovoce, sembra prendere un senso preciso che è scritto nei geni della famiglia Magnoni.

Raramente un vino ha dietro un uomo timido. Un uomo capace di celare la sua storia e le sue gesta, Salvatore lo è.

A Salvatore Magnoni, un integralista ed un sognatore.

San Marzano sul Sarno: all’OkDoriaFest l’abbraccio per Clementino

 

La quarta serata dell’Okdoriafest ha registrato il tutto esaurito con una grande folla ad applaudire Clementino e a gustare le meraviglie e le specialità del Beer Park fino a tardi.

Nel tardo pomeriggio, il laboratorio dell’okdorialab ha guidato i partecipanti su come abbinare una sana attività fisica al consumo di birra, grazie alla partecipazione e al supporto del Centro Gym Navotti che ha messo la propria conoscenza al servizio dei partecipanti.

In seguito, le luci dell’okdoria si sono spostate nell’area palco, dove l’animazione di dj Ago di Radio Punto Nuovo ha scaldato il pubblico in attesa del superospite Clementino, il quale ha portato al Beer Park il suo Vulcano Summer Tour, con i brani dell’omonimo album lanciato dopo la sua partecipazione a Sanremo lo scorso febbraio.

La Iena Bianca, così come ama farsi chiamare dai fan, ha presentato il suo spettacolo in tre atti dal palco dell’okdoria, regalando al pubblico anche dei fuori programma come la “nuotata” sulle mani della folla. In un altro momento ha mostrato anche tutta la sua umanità: quando una ragazza ha accusato un malore, il rapper napoletano ha interrotto il concerto e permesso agli uomini della sicurezza di tirarla fuori dalle transenne e curarla con calma nei camerini.

Immancabile il selfone con la folla e con i tre organizzatori che hanno commentato così la serata: “tutto è stato perfetto, dagli accessi alla sicurezza nel parco. Anche questa sera il popolo dell’okdoria ha dimostrato grande maturità e la capacità di sapersi divertire in modo sano e senza causare problemi. Un grazie di cuore a questa folla festante”.

Un altro successo targato okdoriafest all’insegna della buona birra, della musica rap, del relax del Parco Urbano di San Marzano e del buon cibo offerto dai tanti stand culinari presenti. Questa sera a chiudere la kermesse 2017 ci sarà l’immancabile Enzo Avitabile con i Bottari di Portico.