“Io ci credo” nella “Natura Humana” di Luciana Cipriani

image_pdfimage_print

Luciana è una donna del Sud. Ha realizzato e commercializzato un estratto nutraceutico ricavato dalla carruba e si è aggiudicata la seconda edizione di l “Io ci credo”, il contest promosso dall’incubatore foodtech “In Cibum Lab”.

La startup pugliese Natura Humana realizza e commercializza un prodotto ricco di antiossidanti, di vitamine e minerali, privo di glutine, mantenendo bassa la curva glicemica.

“Attraverso “In Cibum Lab” ci siamo resi conto che c’è una grandissima energia che nasce proprio dalle Startup, dalla volontà di creare nuove opportunità” ha tenuto a precisare Giuseppe Melara, presidente e ad di FMTS Group.

Il progetto vincitore grazie ad un Grant Award finanziato da Demetra Holding, la holding di partecipazione sostenuta da FMTS Group, avrà diritto ad accedere gratuitamente al percorso di accelerazione promosso da “In Cibum Lab”, il primo acceleratore del Mezzogiorno interamente dedicato al foodtech.

  

Il primo premio classificato è stato inoltre sostenuto da Petra Molino Quaglia che negli anni ha fatto dell’innovazione una propensione naturale affermando il suo impegno a tutela della filiera. In linea con questa filosofia, Natura Humana si è distinta per una visione contemporanea e aperta ai continui cambiamenti del settore food e per lapproccio innovativo nella costruzione dellidea progettuale.

La premiazione è stata anticipata dalla round table “Il food verso il futuro tra nuove visioni e prospettive” che ha visto la partecipazione di: Giuseppe Melara, presidente e AD FMTS Group; Valeria Fascione, assessore con delega alla Ricerca, Innovazione e Startup della Regione Campania; Tommaso D’Onofrio, ceo Demetra Holding e start up mentor; Dominga Cotarella, Famiglia Cotarella e co-founder Intrecci; Cristina Bowerman, chef 1 Stella Michelin del ristorante Hostaria di Roma; Federica Tortora, specialista per l’innovazione Intesa Sanpaolo.

“Il capitale umano è per noi leva di sviluppo. Per noi Regione Campania il percorso di promuovere l’innovazione sul territorio, partendo dalla valorizzazione del capitale umano, è una scommessa che abbiamo affrontato, su cui abbiamo investito tante energie già da diversi anni – ha affermato Valeria Fascione, assessore alle startup della Regione Campania – Di fatto la visione era proprio quella di fare della Campania un Hub internazionale per la trasformazione digitale, abbiamo investito sui nostri ragazzi, perchè in questa economia della conoscenza il capitale umano è la materia prima. In questo modo non solo diamo risorse ai ragazzi, ma anche alle imprese che poi possono beneficiare di questi talenti”.

Sono state circa 60 le candidature che sono pervenute da tutta Italia per la call “Io ci credo”, rivolta a tutti gli innovatori interessati a sviluppare soluzioni di prodotto e di processo legate al mondo del cibo.

Le startup selezionate potranno consolidare il proprio modello di business e affinare e i propri obiettivi di crescita attraverso la definizione di strategie di go-to-market, internazionalizzazione, piani per lo scale-up industriale e lo sviluppo di prodotti.

“Qualsiasi cosa abbia deciso di fare nella mia vita l’ho fatto al massimo delle mie potenzialità, non perchè io volessi raggiungere degli obiettivi per gli altri, ma perchè volevo vedere io a che punto potessi arrivare. Talvolta non prendiamo una decisione perchè abbiamo paura di misurarci con noi stessi – ha affermato Cristina Bowerman, chef 1 Stella Michelin del ristorante Hostaria di Roma – Ad esempio io sono stata il primo ristorante ad essere premiato con una stella Michelin senza tovaglie e poi tutti le hanno levate, la prima a parlare di fermentazione in un convegno internazionale, la prima donna a parlare su un palco al convegno di Identità Golosa, sono la prima presidente donna di un’associazione di rappresentanti del Mondo della Ristorazione. Io mi guardo allo specchio e mi dico che ho fatto bene a prendere quel treno, mi sento soddisfatta, mi ha portato in una destinazione che mi piace”.

Nel corso della premiazione, sono stati anche altri i riconoscimenti che i partner dell’iniziativa hanno conferito ad altre startup, come:

  • Illycaffè che ha conferito il “Premio Sostenibilità” al progetto Spray Logic di Nicola Baldo, che ha l’obiettivo di sviluppare, produrre e commercializzare nuovi sensori ottici da utilizzare nell’ambito dell’agricoltura intelligente, ovvero la precision farming. I sensori permettono di identificare la forma del raccolto e si spruzzare i prodotti chimici solo dove sono necessari con maggiore efficienza e uno sguardo all’ambiente;
  • Electrolux Professional ha deciso di premiare con il “Premio Innovazione” il progetto sulla digital trasformation “Masterbiga”, promosso da Vincenzo Angelucci. Il progetto premiato è un’app a supporto della panificazione non industriale per la gestione di impasti senza l’uso di attrezzatura professionale;
  • Il Pastificio Felicetti ha premiato il progetto Typical eats, presentato da Chiara Vischi, con il “Premio Valorizzazione Territoriale” per la sua capacità di valorizzare il territorio e le relative specificità. TypicalEats è la prima piattaforma web che aiuta i turisti e gli amanti del buon cibo a scoprire quali sono i piatti tipici di ogni località e accedere alla classifica delle attività gastronomiche che preparano meglio tali piatti. Attraverso la piattaforma è quindi possibile in ogni luogo scegliere il piatto tipico e leggere le valutazioni degli utenti, scegliendo quindi il ristorante in modo indiretto.

Premi che permetteranno alle startup selezionate di avviare un percorso all’interno del mercato accompagnate e supportate da partner di spessore.

Fuoriclasse di casa nostra: il flautista Franco Ascolese si è aggiudicato il primo premio categoria fiati all’International Moscow Competition

image_pdfimage_print
Franco Ascolese in un ritratto fotografico di Gaetano Del Mauro

Premiare le personalità eccezionali che sono ancora poco conosciute al grande pubblico. E’ sempre stata questa la mission del Premio Ritratti di territorio, dedicato a chi, una volta ottenuto il successo, non ha mai interrotto il legame con il luogo di origine. Dall’istituzione del riconoscimento sono passati sette anni, mentre prende forma l’ottava edizione. E, di giorno in giorno, assistiamo al successo crescente di chi è stato insignito del premio. Perché, noi, portiamo fortuna a chi accetta con gioia l’Oscar di casa nostra.

Tra i premiati 2019, spiccava la figura di Franco Ascolese, flautista paganese, figlio e nipote d’arte, che ormai aggiunge riconoscimenti a riconoscimenti. Nonostante la giovane età, è un musicista di lungo corso. Ormai diviso tra l’Italia e la Svizzera, il primo giugno, Franco ha vinto il primo premio per la categoria fiati all’International Moscow Competition aggiudicandosi il podio d’oro in tutte le categorie. Basta questo per comprendere che ci troviamo di fronte a un fuoriclasse della musica.

24 anni, Franco è figlio del chirurgo pediatra Mario e della pianista e concertista internazionale Emma Petrillo. Cresciuto a pane e musica, prima di arrivare al flauto traverso, a quattro anni, comincia lo studio del pianoforte, base per qualsiasi tipo di strumento. Qualche anno dopo, continua gli studi musicali con il nonno, Vincenzo Pignataro, violinista concertista, componente in passato dell’orchestra del Regio Teatro San Carlo di Napoli, grazie al quale viene catturato dall’amore e dalle tecniche del virtuosismo orchestrale con un’attenzione particolare per il melodramma italiano dell’opera lirica. Nel frattempo, incomincia lo studio del flauto traverso.

Un talento sempre in formazione che dal 2019 frequenta il Master of Acts in Music Performance di Lugano in Svizzera nella classe del maestro Andrea Oliva, l’anno prima sotto la direzione dello stesso è stato selezionato e ha conseguito il corso di alto perfezionamento presso l’Accademia di Santa Cecilia in Roma. Dopo il diploma al liceo musicale Galizia di Nocera Inferiore, consegue prima la laurea triennale e poi il biennio solistico in Flauto traverso col massimo dei voti presso il Conservatorio Giuseppe Martucci di Salerno sotto la guida del Maestro Salvatore Lombardi. “Lo studio matto e disperatissimo” di leopardiana non compromette un’intensa attività concertistica che lo porta a esibirsi a Expo 2015 in occasione della settimana europea sull’alimentazione, a inaugurare la quarantottesima edizione del Giffoni Film Festival, al Parlamento italiano come primo flauto dell’Orchestra Scarlatti, a Stoccarda, al “Tasis” in Svizzera. In duo si è esibito con la nota pianista Laura Cozzolino, paganese anch’ella, al conservatorio di musica regionale “A. N Scriabin”, sempre qui, nel 2019, ha condotto una master class per gli allievi del Conservatorio.

Questi solo alcuni dei successi conseguiti finora. Conoscendo Franco da quando era poco più che bambino, siamo certi che questo giovane musicista di lunga esperienza, farà risuonare ancora di più il proprio nome nell’ensemble musicale mondiale. Le storie come queste rappresentano un monito e un esempio per i giovani affinché perseguano i propri obiettivi e continuino a credere nei propri sogni. Le difficoltà, infatti, sono delle opportunità travestite. Ad maiora!

Pagani: Oggi all’Auditorium S. Alfonso lezione/incontro con gli allievi di Casa Babylon Teatro

image_pdfimage_print
Nicolantonio Napoli

“Come Dante in una selva oscura…”: così tra lo smarrimento e l’isolamento, i laboratori di Casa Babylon Teatro non si sono fermati e sono giunti al 1° giugno, data finale dell’attività. Dopo 26 anni, il direttore artistico del sodalizio che ha sede presso il Centro Sociale di Pagani, non si arrende ancora. Nonostante il Covid-19. Nonostante le restrizioni. Nonostante la burocrazia. Anche nel 2021, ha compiuto l’ennesimo miracolo, coinvolgendo gli allievi in un percorso costruito on line che ha permesso a tutti di esprimersi. I bambini e i ragazzi dei due rispettivi laboratori teatrali hanno sviluppato ulteriori competenze per realizzare il proprio prodotto. Ognuno è stato sceneggiatore, costumista, scenografo, truccatore, fonico, tecnico luci. D’altronde, quando il gioco si fa duro, i duri incominciano a giocare.

Complice l’entusiasmo dei giovani, la voglia di lanciare un segnale diverso di speranza, il coinvolgimento dell’amministrazione comunale capeggiata dal sindaco Lello De Prisco, questa sera, a partire dalle 17.30, ci sarà una lezione finale emozionale. Esclusivamente alla presenza degli allievi e dei propri genitori, ci sarà un momento di incontro-lezione presso l’Auditorium Sant’Alfonso Maria De Liguori. Per rivedersi, complimentarsi, incoraggiarsi, sempre nel rispetto delle norme di distanziamento previste  e in compagnia della fidata mascherina. È un momento importante, anche se diverso dal solito appuntamento di fine anno in cui era previsto lo spettacolo con un pubblico numeroso. Ma i segnali sono importanti. E Nicolantonio Napoli, ancora una volta, si conferma presidio del nostro territorio ed già pronto per l’anno teatrale 2021-2022.

“Il food verso il futuro tra nuove visioni e prospettive”

image_pdfimage_print

Il prossimo 3 giugno si concluderà la seconda edizione di “Io ci credo”, il programma per emerging talent e startup interessate ad operare con successo nel settore food.

Nell’edizione 2021 sono state registrate oltre 200 manifestazioni di interesse, 27 progetti selezionati e votati dal web per arrivare a 15 progetti finalisti divisi nelle 2 sezioni, ovvero emerging talents e start up.

La conclusione del progetto, prevista per il prossimo 3 giugno, vedrà un’intera giornata dedicata all’innovazione in ambito foodtech che si aprirà con la round table “Il food verso il futuro tra nuove visioni e prospettive”. L’incontro sarà in live streaming sui canali social di “In Cibum Lab e Startup Italia” e vedrà la presenza di:

Giuseppe Melara, presidente ed amministratore delegato FMTS Group;

Dominga Cotarella, Famiglia Cotarella e co-founder Intrecci;

Cristina Bowerman, chef 1 Stella Michelin del ristorante “Hostaria” di Roma;

Federica Tortora, specialista per l’innovazione Intesa Sanpaolo;

Valeria Fascione, assessore con delega alla Ricerca, Innovazione e Startup della Regione Campania;

Tommaso D’Onofrio, amministratore delegato Demetra Holding srl e startup mentor.

Con il contributo di Paolo Vizzari, gastronomo ed esperto di marketing territoriale.

A partire dalle ore 14 dello stesso giorno partirà la finale di “Io credo”, innovativo percorso e una grande vetrina dell’innovazione in ambito food promosso da In Cibum Lab.

<<“Io ci credo” per me rappresenta un sogno, una finestra sull’Italia e sulle eccellenze progettuali legate al mondo del food – spiega Deborah Morriello, responsabile di In Cibum Lab – Il nostro ecosistema, supportato dai nostri partner come “FMTS group” e dagli sponsor delle nostre iniziative, ci permette di proporre un percorso di accelerazione di elevato livello all’interno di un formidabile scenario di open innovation. Un ringraziamento particolare va proprio ai partner dell’iniziativa Illycaffe, Electrolux Professional, Monograno Felicetti e Petra Molino Quaglia, che quest’anno riconosceranno anche, oltre al primo classificato, dei premi speciali ai progetti che brilleranno rispettivamente per sostenibilità, innovazione e valorizzazione territoriale>>.

I progetti, provenienti da diverse regioni italiane, sono stati valutati da una giuria tutta al femminile composta da Cristina Bowerman, Dominga Cotarella, Federica Tortora. I progetti vincitori saranno invitati a partecipare ad un programma di accelerazione della durata di 3 mesi finanziato da Demetra Holding.

<<La nostra società unisce le esperienze di manager ed imprenditori di successo per assicurare il sostegno finanziario a progetti imprenditoriali di grande prospettiva – aggiunge Tommaso D’Onofrio, CEO di Demetra Holding – Attraverso un modello equity based cerchiamo di apportare un contributo finanziario fondamentale per condurre le idee ed i progetti verso il mercato. Nel corso del 2020 abbiamo già completato una serie di acquisizioni in ambiti diversificati, ma uniti da una serie di visioni comuni: sostenibilità del business plan, eccellenza del team e operatività su mercati in crescita.>>

Un progetto ambizioso ed innovativo che punta ad elevare ulteriormente un settore in espansione come quello del food.

Partner dell’iniziativa: illycaffè, Petra Molino Quaglia, Electrolux Professional, Monograno Felicetti e Polin Group.

Dal 6 maggio a Pagani c’è un nuovo spirito

image_pdfimage_print
Da sx: Alfonso Califano, Marianna, Natale Palmieri

Per più di un anno, abbiamo fatto il tifo per loro, rincorrendo il giusto DPCM. Alla fine, Alfonso Califano e Natale Palmieri sono riusciti ad aprire il tanto atteso “Cinquanta-Spirito Italiano” in via Trento. Abbiamo seguito passo passo la campagna pubblicitaria. #conlostessospirito dei predecessori, Alfonso e Natale hanno portato in città un nuovo concept, un omaggio agli anni Cinquanta e alla tradizione del bar inteso come luogo in cui fermarsi e recarsi per consumare qualcosa, semplice se si va veloci o elaborato se ci si può trattenere.

Spirito Felix

Complice l’ampio tempo a disposizione, a causa della pandemia, hanno curato tutto nei minimi particolari. Gli interni, non ancora aperti al pubblico, sono da copertina. Lo staff è giovane, motivato, solare.

Oliva molecolare

Ogni sera si registra il sold-out perché ognuno ha il desiderio di sedersi per un po’ al tavolino all’aperto e partecipare a una scommessa, lanciato al territorio e ai suoi abitanti.

Noi siamo state due volte da “Cinquanta-Spirito Italiano”. La mattina del 6 maggio siamo andate a prendere il caffè come segno augurale.

Nozze a Vegas

Lunedì 10 maggio, invece, siamo state ospiti in occasione della presentazione del progetto alla stampa.

Le posate

Così tra un assaggio e l’altro, intervallati da interessanti chiacchiere con i colleghi e la capacità di accoglienza di Alfonso e Natale, abbiamo seguito il diktat #lasciatiandare.

Briosche burro e curry

E ci siamo aperte ai cocktail creati in sinergia con la bar manager Marianna Di Leo e alle prelibatezze della proposta food nata in collaborazione con lo chef Michele Di Blasio. Se volessimo descrivere nei minimi particolari tutto ciò che abbiamo assaggiato, ci sarebbe bisogno di tante righe. Vi diciamo che ci siamo emozionate quando abbiamo visto questi ragazzi adorati in paese che ci hanno accolto nella loro nuova casa.
Ci hanno dato il benvenuto con “Spirito Felix”. Una volta accomodati, ognuno ha scelto il proprio cocktail dal menu di cui ha poi potuto verificare l’abbinamento con le pietanze del “pranzo di lavoro”.

Waffel

Taglio del nastro con l’oliva sferica, una vera esplosione di gusto. Per il cocktail, la scelta è ricaduta su “Nozze a Vegas”. L’escalation golosa è proseguita con la brioche al burro e curry con gambero rosso di Mazara del Vallo, zucca lunga napoletana sottolio di Maida e salsa caesar; il waffel al matcha con tonno rosso, arancia candita, germogli e salsa di alici; il gambero in tempura al bergamotto; la tartare di manzo di allevamento lucano con senape di Digione e germogli affiancato dal pane alle olive;

La tartare e il pane

sfoglia di verdure con tartare di ricciola e salsa avocado.

Sfoglia di verdure

Cambio cocktail ed è arrivato “4 Barbie e fragolino”.

Barbie e fragolino

Ed è la volta del tris di focacce (con primo sale, pomodoro di Sorrento, alici di Cetara e basilico; multicereali, coppa di maiale arrosto, avocado, salsa bernese, arancia candita e cipollotto; con stracciata di bufala, gambero rosso di Mazara del Vallo e carciofino).

Dulcis in fundo: cheese-cake; spugna di nocciola; bomba fritta alla crema.

Giunte a questo punto, siamo state contente di avervi raccontato la storia di questi due imprenditori, che a noi piace chiamare ragazzi, perché con “Cinquanta – Spirito Italiano” hanno dimostrato tutto il loro coraggio e sono diventati esempio per chi finora ha esitato. D’altronde, come ci ha insegnato un indimenticato amico: “Chi si allontana dalle radici, muore”!