“Vesuvio e dintorni”: l’evento della ripartenza a “Dimora Il Bagatto” con Le ricette del Vesuvio e tanti amici

image_pdfimage_print

Pronti, partenza, via…

Da un’idea di Silvio Iaquinandi, patron di “Dimora Il Bagatto”,  in collaborazione con “Ritratti di Territorio”, il progetto culturale della giornalista Nunzia Gargano, è nato “Vesuvio e Dintorni”. L’evento si svolgerà giovedì 16 luglio, alle 20.30, presso la struttura di via Termine Bianco in Pagani. Un’occasione per ripartire tutti insieme e provare a dimenticare le dure prove a cui ognuno di noi è stato sottoposto a causa della chiusura totale della nazione nel pieno rispetto delle regole del distanziamento fisico e sociale. Sarà delineato un percorso culturale-enogastronomico alla scoperta dei gusti nostrani.

Sedici compagni di viaggio tra chef, produttori, maestri pasticcieri e ristoratori che si ispireranno al libro di Nunzia Gargano, “Le ricette del Vesuvio”, edito dalle Edizioni dell’Ippogrifo, coprotagonista della serata. Un manoscritto che è un vero e  proprio viaggio sulle vie delle tradizioni culinarie di tre zone campane: Agro Nocerino-Sarnese, Agro Vesuviano, Monti Lattari.

Silvio Iaquinandi, entusiasta dell’iniziativa, così si esprime: “È difficile dire di no a Nunzia Gargano. Questa volta però ha avuto proprio ragione. Ognuno di noi, dopo la particolarità del periodo vissuto, sentiva il bisogno di organizzare qualcosa insieme a tutti gli altri per sentirsi meno soli e finalmente ricominciare. Infatti, basta leggere gli amici che hanno aderito per comprendere meglio ciò di cui si ha bisogno”.

Protagonisti di “Vesuvio e dintorni”, oltre allo chef residente Mario Zingone, saranno: Caseificio Aurora (Sant’Egidio del Monte Albino);  Famiglia Pagano 1968 (Torrecuso); Famiglia Principe 1968 (Nocera  Superiore); Giulio Coppola, chef (Gragnano); Vincenzo Donnarumma, campione del mondo di pasticceria juniores (Pimonte); Il Mondo Senza Glutine (Nocera Inferiore); La Locanda dei Falchi (Nocera Inferiore); Macelleria del Centro Storico (San Marzano Sul Sarno); Mamma Elena (San Giuseppe Vesuviano); Osteria La Pignata (Bracigliano); Mood Steakhouse & Garden Bar (Salerno); Pastificio Vicidomini (Castel San Giorgio); Pepe Mastro Dolciere (Sant’Egidio del Monte Albino); Ristorante Pizzeria La Cascina (Sant’Egidio del Monte Albino); Ristorante Pizzeria La Pergola (Scafati).

 

Costo degustazione: 35,00 €

Per info e prenotazioni

Dimora Il Bagatto – Via Termine Bianco (VI Traversa)

Tel. 081957686 – 3391861993

Tommaso Amendola, neopresidente del Gruppo Risorsa Mare, Trasporti e Logistica di Confindustria Salerno, per la prima volta dopo l’elezione, spiega la sua filosofia aziendale

image_pdfimage_print
Tommaso Amendola

Lo  sappiamo. E lo ribadiamo sempre con molto orgoglio. Noi di Ritratti di Territorio abbiamo un debole per le persone e per i luoghi carichi di umanità. In loro, si nasconde l’essenza stessa della comunità.

Così, qualche settimana fa, abbiamo gioito per Tommaso Amendola, presidente del “Gruppo Risorsa Mare, Trasporti e Logistica” di Confindustria Salerno. Un traguardo importante che arriva a distanza di soli due anni dall’ingresso nell’organizzazione di  rappresentanza degli imprenditori. Cinquant’anni, paganese, insieme con il fratello Umberto, rappresenta la terza generazione di “Amendola Trasporti”, un’azienda che si può definire etica, senza timore di essere smentiti. Una storia che parte da lontano e che deve molto al papà Leopoldo che ha saputo imprimere ai suoi ragazzi prima la passione necessaria e poi la fiducia per avviare un ulteriore percorso di crescita.

Tanta strada è stata fatta dalla prima sede di Nocera Superiore. Il segreto del successo? Poche regole, chiare e fisse a mente.

Da sx: Tommaso, Leopoldo e Umberto Amendola

Innanzitutto, l’attenzione alle risorse umane da cui tutto si instrada. “I dipendenti rappresentano la parte più importante – come spiega Tommaso Amendola  – Noi ci preoccupiamo del loro benessere.  Senza le persone non saremmo l’azienda che siamo diventati. Questa nostra visione si è rivelata vincente anche in questo periodo di prova per tutti. Grazie alla nostra lungimiranza, siamo riusciti a tutelare chi lavora per noi, nonostante il blocco dell’economia legato alla pandemia”.

Oggi, “Amendola Trasporti” conta più di 160 dipendenti che vengono scelti seguendo il criterio della serietà e dell’affidabilità professionale. Infatti, molta importanza è riservata all’imprinting, perché come evidenzia ancora Tommaso: “Ognuno ci deve mettere del suo”.

Territorio può essere considerata la parola chiave della mission d’impresa. Infatti, l’Agro Nocerino-Sarnese e la provincia di Salerno sono i luoghi del cuore. Gli uffici sono ubicati in via Della Libertà a Roccapiemonte. C’è uno stabilimento a Castel San Giorgio e prossimamente sarà allestito anche a Mercato San Severino.

“Amendola Trasporti” è un’azienda specializzata nel trasporto dei container e si occupa anche di stoccaggio e riparazione degli stessi, di spedizioni marittime ed è presente nei porti di Salerno, Napoli, Bari, Taranto, Genova, Ancona, Civitavecchia, Gioia Tauro, Palermo e Catania.

È una storia che merita di essere raccontata perché rappresenta un barlume per chi ancora continua nelle potenzialità e nella crescita delle realtà locali.

 

Al Convento: Pasquale Torrente ha riaperto giovedì scorso con una selezione delle opere di “Monumenti” in collaborazione con Made in Cloister

image_pdfimage_print

Corpi che sono storie, che sono viaggi, che sono vite. Migranti. Uomini e donne che hanno solcato terre e mari e attraversato confini per ricominciare tutto in un altrove che non era casa, non più e non ancora.

A queste figure e a questa umanità, era dedicata l’opera Monumenti che l’artista Liu Jianhua – uno degli artisti cinesi più rappresentativi della scena contemporanea –  ha realizzato nel 2018 per la Fondazione Made in Cloister.

L’opera, composta da 24 sculture di migranti in cartapesta, altrettanti basamenti in ceramica ed oltre 2000 composizioni floreali in porcellana, è stata esposta al Chiostro di S. Caterina a Napoli, sede della Fondazione, nel 2019. L’artista ha realizzato l’opera collaborando con i grandi Maestri delle tradizioni artigianali napoletane della Cartapesta, della porcellana di Capodimonte e della Ceramica.

Monumenti  sono a Cetara dal 28 maggio scorso grazie al ristorante Il Convento dello Chef Pasquale Torrente.

Negli ultimi mesi il mondo intero è stato stravolto dalla pandemia da Covid-19, ma oggi le attività stanno iniziando a ripartire con cautela affrontando anche la sfida dei cambiamenti che l’emergenza stessa ha generato.

L’idea dello Chef Torrente è quella di utilizzare opere d’arte proprio per realizzare quel distanziamento sociale oggi è previsto all’interno del suo ristorante. Il distanziamento che oggi siamo obbligati a rispettare non deve però far dimenticare l’importanza delle relazioni sociali, della condivisione del tempo e della integrazione.

Utilizzare, dunque, proprio delle opere d’arte per realizzare il distanziamento sociale necessario.

L’arte che unisce viene provocatoriamente usata come mezzo di distanziamento.

L’amicizia che lega Pasquale Torrente alla Fondazione Made in Cloister ed al progetto Social Tables, con l’associazione Food for Soul dello chef  Massimo Bottura, ha fatto sì che una “rappresentanza” dei migranti che compongono l’opera Monumenti si sia “spostata” dal Chiostro di S. Caterina a Napoli al suo Chiostro di S. Francesco a Cetara (Amalfi).

Le sculture in cartapesta riproducono i migranti incontrati dall’artista Liu Jianhua a Porta Capuana e sono realizzate a grandezza naturale dall’artigiano Carlo Nappi, esperto della tradizionale lavorazione della cartapesta che accomuna il territorio campano alla Cina.

Le sculture poggiano su piedistalli interamente ricoperti di piastrelle in ceramica di Vietri con 92 sfumature di colori, realizzate a mano dagli artigiani dell’azienda Ceramica Francesco De Maio.

L’installazione è completata da fiori di porcellana bianca di Capodimonte la cui delicatezza evoca la fragilità della vita e8 dei migranti. I campioni sono stati realizzati dall’artista nella bottega dell’artigiano Pasquale De Palma e prodotti poi dagli studenti e dai maestri ceramisti dell’Istituto ad Indirizzo Raro della Ceramica e della Porcellana Caselli – De Sanctis, continuatori della tradizione artigianale della Real Fabbrica della Porcellana di Capodimonte.

Un’opera complessa che parla decisamente al presente, in cui convergono saperi e tradizioni artigiane che uniscono mondi e culture, proprio come i migranti che ne sono protagonisti. Uno sguardo che è insieme politico ed intimo, che ci ricorda le priorità ed inverte le gerarchie.

La Fondazione Made in Cloister

Lo spazio dell’ex-Chiostro della Chiesa di S. Caterina a Formiello, affidato alla Fondazione Made in Cloister nell’ambito di un articolato progetto di rinascita e rigenerazione dell’area di Porta Capuana, è stato inaugurato nel Maggio 2016 – dopo un lungo lavoro di recupero e restauro – con la grande mostra di Laurie Anderson, The Withness of the Body. Da allora ogni anno la Fondazione invita un artista internazionale a realizzare un’opera site specific in grado di dialogare con lo spazio, con il quartiere e con le tecniche artigianali locali. Mission della Fondazione è infatti la creazione di un progetto culturale che rilanci le tradizioni artigianali rinnovandole con spirito contemporaneo grazie alla collaborazione di artisti e designer.

Dal 2018 ospita il progetto Social Tables Made in Cloister, lanciato in collaborazione con l’associazione Food for Soul dello Chef Massimo Bottura. Una mensa sociale che vede ogni lunedi chef della Campania utilizzare il surplus alimentare donato dal Gruppo Carrefour per cucinare pasti per una comunità di circa 50 persone (prevalentemente migranti) in difficoltà dell’area di Porta Capuana.

Pierluigi Giglio “Di Corbara” è il contadino custode del seme del locale pomodorino e si prepara al “Corbarino Tour 2020”

image_pdfimage_print
Pierluigi Giglio

Lo sguardo del turista che decide di raggiungere la Costiera Amalfitana passando per Corbara rimane colpito da un cartello rettangolare. “Corbarino Tour” è ciò che si legge e il passante incomincia a porsi qualche domanda.

Di che si tratta?

È l’intuizione geniale di Pierluigi Giglio che ha segnato l’estate 2019  nel piccolo paese dell’Agro Nocerino-Sarnese. Dopo tanti anni trascorsi nella grande distribuzione, arriva la svolta. Pierluigi, di origini peruviane, decide di mettere a coltura il terreno di famiglia, a pochi metri da casa, in via Casa Mola, dove la mamma, da bambina, mangiava pane e olio.

L’allestimento del Corbarino Tour

Quale scelta migliore della coltivazione del pomodorino corbarino che qui ha la sua patria? È nato così il marchio “Di Corbara” della società “Terre Corbaresi”. Pomodorino corbarino in acqua e sale,

passata di pomodorino corbarino, pomodorino corbarino intero in succo sono i prodotti con i quali ha debuttato nella società degli agricoltori e dei produttori dell’oro rosso locale.

L’azienda è giovane, ma Giglio è un agricoltore completo e un ambasciatore delle tipicità nostrane. Non a caso è parte integrante della comunità del contadino Slow Food del comprensorio. Inoltre  è stato nominato contadino custode dei semi del corbarino.

Con un po’ di follia e tanta voglia di originalità, la scorsa estate, con “Corbarino Tour” ha accolto migliaia di turisti provenienti da diverse parti del mondo, motivati dalla curiosità di conoscere i terreni e i luoghi di un ortaggio che cresce in assenza di acqua, la caratteristica che lo rende diverso dal cugino San Marzano. Dopo il giro e il racconto, gli ospiti completavano il tour con una degustazione di piatti tipici in cui era protagonista il corbarino.

Quando parla del suo lavoro, a Pierluigi brillano gli occhi e sopraggiunge un po’ di malinconia. A causa della pandemia, non può programmare il tour 2020. Di certo, i pomodori sono già stati seminati e attendono la raccolta a tempo debito.

 

Terre Corbaresi, via Casamola n. 4, Corbara (Sa)

Mob. 3891749400

Festa a Vico maggiorenne con festeggiamenti adeguati alla situazione

image_pdfimage_print

 Festa a Vico si farà, non potrebbe essere altrimenti. Speriamo di comunicare al più presto “quando e come” perché ovviamente le modalità della Festa cambieranno e terranno conto di quello che tutti stiamo vivendo. 

Non potevamo, però, abdicare al ruolo che la Festa ha assunto in questi anni, quella di unire il mondo degli chef e – ormai – anche dei produttori. Certo, l’abbraccio che ci scambieremo sarà in molti casi virtuale e non sarà possibile raccogliere fondi in beneficenza come abbiamo sempre fatto. Tuttavia, l’interesse e le pressanti richieste che abbiamo ricevuto in merito alla Festa – specie dopo il successo della passata edizione – ci hanno convinto che dovevamo provarci anche quest’anno a rinsaldare il legame tra noi “Brother in Food”, amici nel cibo che si sono dati appuntamento per 17 anni di fila a Vico Equense. La Festa diventerà dunque “maggiorenne” e quindi sarebbe stata comunque una edizione diversa dalle altre. Ci stiamo attrezzando per far sì che sia comunque un modo per incontrarsi e condividere saperi e sapori. Dateci soltanto il tempo di organizzarci, impegnati come siamo al momento in vista della riapertura delle attività e nel lavoro dei “Brother in Food” all’interno della task force sulla ristorazione in Campania. 

Seguiteci come state facendo, con affetto e trepidante attesa.