Salerno: mercoledì prossimo appuntamento con Diario

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Inizierà il 28 settembre alle 20 al Piccolo Teatro di Porta Catena di Salerno il laboratorio di scrittura “DIARIO”, percorso di scrittura e storie curato dal poeta Alfonso Tramontano Guerritore. Dal primo incontro finalizzato alla conoscenza, il lavoro sul campo riguarderà l’approccio alle forme del testo, con elementi di letteratura, poesia, teatro, fotografia e corpo. Le parole saranno il cuore del viaggio, usate per costruire mappe, lettere e dialoghi, usando gli elementi della propria storia personale, materia prima da plasmare. «Il diario è il filo che si usa per tenere insieme oggetti e memorie» spiega Tramontano «percorrendo strade impreviste, ritorni e possibilità. Il percorso avrà a che fare con i sentimenti e la storia di ciascuno, lavorando con l’esperienza. Proveremo a fare corpo della scrittura, usando voce e disegno, parola e movimento, attingendo dalla memoria e dalla realtà, portando avanti un progetto di conoscenza del mezzo e sperimentazione. La scrittura nel suo senso più ampio sarà un mezzo per conoscere il mondo, a partire dal proprio». Monologhi, versi e sequenze della letteratura, della musica e del cinema saranno dotazione di ciascun partecipante, chiamato al cerchio delle storie per realizzare un lavoro finale, traccia di viaggio, personale forma di testo.

Spazio: la riappropriazione dello spazio urbano da parte dei fuoriclasse

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Nasce a Pagani nel cuore del centro storico l’associazione culturale Spazio10, da un’idea comune costruita in risposta al vuoto e alla necessità di riempirlo. Attraverso l’organizzazione di eventi culturali sul territorio, con l’arte nelle sue forme ed espressioni, il gruppo costituito da giovani artisti, creativi e professionisti, vuole liberalizzare il luogo comune, aprirlo per cambiarlo e renderlo vivo, affinché ognuno lo senta proprio, contribuendo con fatti, visioni, progetti.

Primo atto stasera 17 Settembre, ore 21, via Astarita 50 Pagani

Live set Francesco Di Bella e Alfonso Bruno “Play with me”

Drink List a cura del bartender Alessio Aufiero

Food homemade

La poesia abita già nelle cose. Essa richiama e necessita rivoluzione. Aquiloni cosmici. Capovolgimenti. Rischi. Occupazioni.

Vi spiego perché il Premio Ritratti di territorio non è una sagra

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Nona edizione, l’ultima con una cifra. Siamo cresciuti perché predisponenti e predestinati. Ci sarebbe piaciuto di più “indisponenti” per il claim di quest’anno, ma forse qualcuno avrebbe frainteso. È vero, noi ci predisponiamo sempre in pace e diventiamo indisponenti quando qualcuno ci prova, a inquinare la nostra purezza d’azione. Sappiamo di essere predestinati perché al momento siamo ancora l’unica manifestazione indipendente che con tutti i suoi limiti una volta all’anno prova a portare bellezza a Pagani, al nostro Agro, alla Campania. Qual è la nostra forza?

Per noi contano gli esempi, le persone che con la loro genuinità sono riuscite inconsapevolmente in grandi imprese. Il pensiero va ancora una volta ad Alfonso Pepe a cui è intitolata questa sezione del Premio. Il 2022 ha trasformato in leggenda altri due personaggi del nostro territorio: il viticoltore Andrea Pagano  che da San Marzano Sul Sarno insieme ai figli Giuseppe e Raffaele ha conquistato il settore enologico.

E poi… come dimenticare Giuseppe Montoro, il mitico zi’ Peppe, contadino vero che ha dedicato tutta la sua vita al fiume Sarno difendendolo e non inquinandolo come i tanti industriali, campioni dello sversamento abusivo perché è anche conveniente che sia il corso d’acqua più inquinato d’Europa.

Ad agosto, Giuseppe è partito, ma a Lavorate, nella Masseria Pigliuocco, in particolare ha lasciato i suoi paladini. Da un mese Lorenzo, Dario e Giovanni insieme a mamma Corona vanno avanti con orgoglio e dedizione affinché l’allegria, la poesia, la capacità di narrazione di Giuseppe non vengano dimenticate. E soprattutto quella terra rigogliosa dove ci sono gli ortaggi e le preziose erbette di Dario, i pomodori di Giovanni, da dove nasce l’ispirazione per i piatti di Lorenzo,

Lorenzo Montoro

il vero chef stellato contadino, che per l’evento ha preparato un piatto con gli ultimi pomodori coltivati dal papà. Se non è questo attaccamento alle radici… Che dire di Corona, simbolo di tutte le donne contadine che dal secondo dopoguerra sono state le vere custodi dei campi?! Per questi motivi, per la nostra forza di credere nei nostri uomini e nelle nostre donne, per la politica stenta a farlo, siamo predisponenti e predestinati.

Foto di Luciano Squitieri

La festa di ringraziamento della campagna conserviera di Casa Marrazzo

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Lunedì scorso negli stabilimenti dell’azienda conserviera “Casa Marrazzo” a Pagani, in provincia di Salerno, si è consumata una sorta di giorno del ringraziamento dell’Agro nocerino sarnese. La storica azienda conserviera paganese, infatti, ha voluto ringraziare a modo suo, come si faceva un tempo nei campi dell’intero Agro nocerino sarnese, tutti quelli che hanno contribuito all’appena conclusa stagione di lavorazione del pomodoro San Marzano.

Protagonisti della serata sono stati i veri fautori dell’oro rosso della Valle del Sarno: contadini, operai, dipendenti e le loro famiglie. Una comunità intera senza la quale non sarebbe possibile tirare fuori dalla terra il re dei pomodori.

La festa dell’altra sera è servita anche per presentare pubblicamente negli spazi di casa le nuove linee dell’azienda “Casa Marrazzo” dopo i successi dei mesi scorsi registrati a Milano e New York. Parliamo della linea “Nudi” e di “Collezione 1934” in cui l’attenzione si sposta in particolar modo sui nuovi packaging in vetro, con l’obiettivo di diminuire l’impatto sull’ambiente.

I nuovi “boccacci”, così come vengono soprannominati in Campania i contenitori in vetro, possono essere tranquillamente riutilizzati come vasi e nel caso di “Collezione 1934”, grazie alla mente e alle mani di Auge Design, come dei veri e proprio oggetti di design.

A contribuire alla comunità in festa ci sono stati elementi di spicco della cucina nazionale ed internazionale, da sempre partner di Casa Marrazzo, come i pizzaioli di 50 Kalò di Ciro Salvo, una delle pizzerie napoletane più famose al mondo, ed i piatti degli chef stellati Raffaele Vitale e Nicola Annunziata. Ha preso parte alla serata anche Anthony Mangieri, il pizzaiolo italo americano da poco classificatosi al numero 1 della guida “50 Top Pizza”.

Presente anche il Panificio Malafronte, lo staff del cocktail bar “Cinquanta – Spirito Italiano” e le tipiche bancarelle di dolciumi, spighe, tammorre e castagnette che caratterizzano le feste popolari dell’Agro nocerino sarnese. Per entrare ulteriormente nel mood, ad allietare la serata c’è stata la voce di Biagio De Prisco, volto ma soprattutto voce delle tradizionali feste religiose della Valle del Sarno e non solo, accompagnato dalla sua paranza.

Una serata di festa dedicata alla Vergine Maria, così come si faceva nei campi a fine stagione, a cui hanno partecipato anche le tantissime realtà aziendali, commerciali, ristorative partner di Casa Marrazzo.

“Tutti gli agricoltori, tutto il personale, chiunque sia coinvolto nella lavorazione dei pomodori, partecipano alla campagna attivamente ma anche sentimentalmente. Lavoriamo con la terra a cui siamo fortemente devoti, il risultato è che il cibo per noi è sacro, ma è soprattutto un momento di gioia, una festa – ha dichiarato Teresa Marrazzo – Dopo la fatica immensa, dopo il caldo cocente, desideriamo festeggiare insieme a voi la raccolta dei frutti di un lavoro che scandisce le vite di molti nel nostro territorio: la lavorazione del pomodoro”.

Dello stesso avviso Gerardo Marrazzo, l’altro volto dell’azienda conserviera paganese. “La festa di fine campagna è un rituale antico, da sempre si brinda con le famiglie degli operai per rigraziare la terra dei suoi frutti, e per ringraziare la produzione del lavoro svolto.

Un altro anno era andato, un anno che aveva regalato serenità per tutto l’anno successivo. Una sorta di Capodanno culinario nell’Agro sarnese nocerino. Noi ne abbiamo fatto un vero e proprio evento, che sancisce con la convivialità il nostro legame con la produzione, e con tutte le persone che vi vengono a contatto. E come diciamo guardandoci l’un l’altro a fine lavorazione, quando la stanchezza lascia il posto all’orgoglio: Ringrazianno a Ddio ce l’avimmo visto ’n’ato anno!”

Una serata di festa e di ringraziamento per quanto fatto ma soprattutto di rilancio per le stagioni future che verranno.