Lunedì e martedì prossimi all’osteria “La Pignata” cena a base di maiale locale

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L’inverno è ormai tra noi. Si continua ad avere voglia di pietanze calde che riscaldino gli animi e i palati. Il pensiero va a quei piatti di una volta che si degustavano quando si era bambini e c’era ancora la nonna premurosa che ti insegnava a mangiare i manicaretti della tua trisavola. Per fortuna, ci sono sempre Mafalda Amabile e Gerardo Figliolia dell’Osteria “La Pignata” di Bracigliano.

Sono i detentori dell’antica sapienza, dei riti familiari come quello dell’uccisione domestica del maiale. Così, ogni anno, tra dicembre e gennaio organizzano cene dedicate al “re della tavola”. Per gli appassionati sono rimpatriate attraverso le quali ci si riappropria di se stessi e della propria memoria.

Allora lunedì 14 e martedì 15 gennaio, per due sere, sarà possibile degustare un menu completamente scandito dall’antipasto al secondo con diverse parti e lavorazioni di carne di maiale.

Per partecipare a questa festa, se così si può dire, basta assicurarsi il proprio posto perché gli eventi degli OstiNati sono sempre sold out.

Per info e prenotazioni

Osteria La Pignata, via F. D’Amato, 54 – Bracigliano (Sa)

Tel. 081969580

Ecco a voi la ricetta della scarola in carrozza secondo Gianni Mellone

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Gianni Mellone, è lo chef di “Salumeria 13” a Salerno. Ottima formazione, grandi capacità, profondo rispetto delle materie prime e delle dispense. Per i nostri lettori, oggi, presenta la scarola in carrozza, salsa di provola e polvere di olive, un antipasto che ha riscosso grande successo all’evento “Le Stelle per Tampellin”, svoltosi il 12 novembre scorso al “Bagatto” in Pagani.

Scarola in carrozza, salsa di provola e polvere di olive

Ingredienti per 4 persone

8 fette di pan carré

1 cespo di scarola

250 g di provola affumicata

250 g di panna fresca

100 g di olive nere denocciolate

più 100 g per disidratarle

30 g di capperi

50 g di colatura di alici di Cetara

50 g di olio extravergine

100 gr di farina ’00’

2 uova

100 g di latte

300 g di pan grattato

1 l di olio di arachide

Tagliate le fette di pan carré con un coppa pasta sprecandone il meno possibile.

Tagliate e lavate la scarola, preparate un soffritto con un filo di olio, capperi, olive e aglio tritato, appena pronto unitevi la scarola e coprite. Lasciate cuocere cinque minuti e alla fine regolate di sale.

Appena pronta, mettete in un colapasta in modo da perdere più liquido possibile.

Tagliate la provola in cubetti e mettete in una ciotola adatta al microonde, aggiungete la panna e mettete in microonde in tre passaggi da 30” e lasciate riposare per una mezz’oretta.

Emulsionate con un frullatore ad immersione la colatura e l’olio extravergine, tenete da parte per poi completare il piatto.

Disponete su un piatto le altre olive e passatele in microonde ad intervalli di 1′ fino al totale disidratamento, lasciate raffreddare e frullate a polvere.

Filtrate la panna dai cubetti di provola e tenetela da parte, unite i cubetti alla scarola.

Cominciate l’assemblaggio, posizionate una fette di pane al fondo del coppapasta, poi continuate con la scarola per due cm e chiudete con un’altra fetta di pane.

Riponete le 4 porzioni di scarola in freezer per 10 minuti.

Mischiate le uova con il latte, il pepe e un pizzico di sale e cominciate ad impanare seguendo l’ordine: farina, uova e pangrattato.

Friggete in abbondante olio la scarola e passate all’impiattamento.

Posizionate la salsa di panna aromatizzata alla provola con un cucchiaio al centro del piatto, qualche goccia di olio alla colatura, la scarola e sopra la polvere di olive.

Una scuola per Tampellin: sold out per la serata del 12 novembre scorso al Bagatto con il meglio dell’enogastronomia campana

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Il 2018 è finito, ma il tempo tiranno non mi ha permesso di raccontare una delle più belle serate. All’evento “Le Stelle per Tampellin” voglio dedicare il primo articolo del 2019 di questo sito. Il 12 novembre scorso, presso “il Bagatto”, in via Termine Bianco a Pagani si è svolto un galà di beneficenza. Organizzatori: l’associazione onlus “Baobab Amici per Tampellin”, presieduta da Salvatore Carrese da anni impegnata nel promuovere iniziative di solidarietà in Africa, e il “Rotary Distretto 2100 – Club Scafati-Angri Realvalle Centenario. Franco e Silvio Iaquinandi, i patron della struttura, sono sempre aperti alle belle iniziative locali.

Plastico della scuola per Tampellin

Protagonisti della cena di beneficenza nata per la realizzazione di una scuola nel paese africano, una squadra di fuoriclasse, capeggiata da Gennaro Esposito, lo chef due stelle Michelin della “Torre del Saracino” sempre in prima linea quando c’è bisogno di aiutare chi ha bisogno; Alberto Annarumma, chef una stella Michelin; Gianni Mellone, chef di “Salumeria 13” a Salerno; il maestro pasticciere Alfonso Pepe che non ha bisogno di ulteriori presentazioni.

A sinistra: Ivana D’Antonio

Sold out per un evento curato nei minimi particolari.

Merito di Ivana D’Antonio, moglie dello chef Esposito, che si è impegnata anima e corpo per la riuscita di un importante momento per l’Agro Nocerino-Sarnese che, ancora una volta, ha dimostrato di avere un grande cuore quando l’obiettivo è alto. Ivana ha trascorso settimane a lavorare affinché tutto riuscisse nel modo migliore. Perfetta padrona di casa, si è dedicata completamente a ogni singolo ospite.

Alfonso Pepe

È stata una grande festa per aiutare chi è meno fortunato e sogna di avere la possibilità di studiare in una scuola.

La cena, infatti, è stata preceduta da un grande aperitivo allestito nel giardino del “Bagatto” cui hanno partecipato i migliori artigiani dell’enogastronomia campana.

Da sx: Silvio Iaquinandi, Gennaro Esposito e io.

Si pensi: alla friggitoria di Alfonso Pepe (fiori di zucca ripieni di ricotta; montanara con pomodoro, parmigiano e basilico; polpettine di melanzane; panettone gastronomico con salumi; finta papaccella con salsa di peperoni; crostatina di ricotta e zucchine alla scapece);

Antonio Cataldi, Braceria Bifulco

ai manicaretti della “Braceria Bifulco” di Ottaviano, rappresentata per l’occasione dallo chef Antonio Cataldi (tartare di allevamento Bifulco con cremoso di pistacchio e crescione d’acqua;

Braceria Bifulco, Tartare con cremoso di pistacchio e crescione di acqua

carpaccio di manzetta dei laghi con salsa di alici di Cetara, capperi in fiore e misticanza aromatica);

Braceria Bifulco, Carpaccio di Manzetta dei Laghi

ai sogni di latte jersey del mastro casaro Paolo Amato del “Caseificio Aurora” di Sant’Egidio del Monte Albino;

Caseificio Aurora

alle creazioni tradizionali della “Macelleria Trippicella” di Sant’Anastasia (pane cafone e soffritto classico napoletano;

Trippicella, Pane cafone e soffritto classico napoletano

spiedino composto da nero calabrese con peperoncino e finocchietto selvatico ubriaco al Cirò; nero casertano con provola di bufalo, friarielli amari del Vesuvio ubriaco al vino catalanesca; cinta senese con tartufo nero di Norcia e pecorino di pienza e rosso di Montalcino; nero dei Nebrodi ubriaco al Sant’Agostino Baglio Soria Rosso);

Trippicella, Spiedino alle quattro salsicce

alla fantasia di pane del panificio “Il Buongustaio” di Sant’Antonio Abate;

Il Buongustaio, Fantasia di pane

ai vini della selezione “Don Andrea” dell’Azienda Vinicola Santacosta del winemaker Giuseppe Pagano.

La cena è stata il giusto corollario di un percorso gustoso che ha coinvolto completamente i partecipanti.

Apprezzato l’antipasto: la scarola in carrozza, salsa di provola e polvere di olive di Gianni Mellone.

Gianni Mellone, Scarola in carrozza, salsa di provola e polvere di olive

Gennaro Esposito ha invece incantato i palati con la sua famosa minestra di pasta con crostacei e piccoli pesci di scoglio.

Gennaro Esposito, Minestra di pasta con crostacei e piccoli pesci di scoglio

Protagonista del piatto di Alberto Annarumma, invece, è stato il Carnaroli camuffato, pepe e provolone del Monaco.

Alberto Annarumma, Carnaroli camuffato, pepe e provolone del Monaco

Il secondo piatto è stato realizzato dallo chef residente, Mario Zingone: la guancia di vitello bianco, la castagna, il cavolfiore e il chiodino.

Mario Zingone, La guancia di vitello bianco, la castagna, il cavolfiore e il chiodino

Dulcis in fundo, le creazioni di Pepe Mastro Dolciere selezionate per l’occasione: la delizia di San Gilio

Pepe Mastro Dolciere, Delizia di San Gilio

e le zeppoline fritte.

Pepe Mastro Dolciere, Zeppolina fritta

Al di là della bontà e della ricercatezza degli ingredienti e dei piatti serviti che hanno incontrato il plauso generale, indimenticabile rimarrà l’atmosfera creatasi che ha reso tutti artefici di un grande passo.

Bracigliano: stasera alla Pignata si cena con “il re della tavola”

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Temperature a una cifra? Il miglior rimedio è una cena tradizionale in un ambiente accogliente e familiare. Stasera e domani all’Osteria “La Pignata” in Bracigliano sarà protagonista il re della tavola, il maiale. Un appuntamento ormai storico durante il quale Mafalda Amabile e Gerardo Figliolia, i padroni di casa, allieteranno i palati con i manicaretti preparati secondo la tradizione, allo stesso modo di quando le famiglie contadine macellavano il maiale in casa. Gli “OstiNati”, nonostante il logorio della vita moderna, per rimanere fedeli al proprio territorio, ogni anno allevano e poi macellano un piccolo numero di maiali di cui curano maniacalmente l’alimentazione. Ed è questo il motivo che muove persone da ogni dove per non perdere il rito gustoso.

Ci si vede stasera e domani dalle 20.30.
Per info e prenotazioni

Osteria La Pignata, via F. D’Amato – 54 – Bracigliano

Tel. 081969580

“Un anno di noi”: per il primo compleanno di “Pepe Mastro Dolciere” cena stellata con gli amici di sempre

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Sono passati quasi quattordici mesi dall’inaugurazione del rinnovato locale di “Pepe Mastro Dolciere”. Nel frattempo, tante persone sono passate per Sant’Egidio del Monte Albino per assaggiare, curiosare, intrattenersi.

È stato un periodo breve, ma intenso, costellato da sacrifici, impegni, dedizione e tante soddisfazioni.

Siccome le ricorrenze vanno sempre osservate, il 30 ottobre scorso, si è festeggiato “Un anno di noi”, il primo compleanno del nuovo laboratorio e punto vendita. Erano in tanti, tutti lì per onorare Alfonso, Anna, Prisco e Giuseppe. Sì, perché nonostante il successo indiscusso, i riconoscimenti, ultimo le tre torte del “Gambero Rosso”, loro rimangono sempre uguali a quelli dell’inizio.

Testa bassa e impegno assoluto per essere d’esempio ai propri dipendenti.

La Masardona, Il Battilocchio

È stato una bellissima serata di festa con tanti amici chef che hanno voluto omaggiare Alfonso con una propria creazione.

C’erano infatti Cristiano Piccirillo dell’Antica Friggitoria “La Masardona” accompagnato dal “battilocchio”, la sua famosa interpretazione di pizza fritta.

Poi tris di chef stellati.

Paolo Gramaglia, La pasta a mare

Ad aprire la sfilata dei primi: la pasta a mare, un tuffo dallo scoglio durante il maestrale di Paolo Gramaglia, una stella Michelin, chef patron del Ristorante President in Pompei.

Gli spaghetti all’acqua di limone e provolone del Monaco di Peppe Guida, una stella Michelin dell’Antica Osteria Nonna Rosa di Vico Equense, come al solito, hanno incantato i palati.

Peppe Guida, Acqua di limone e provolone del Monaco

Chicco Cerea, tre stelle Michelin del ristorante “Da Vittorio” a Brusaporto, ha stupito per la gustosità del suo risotto ai porcini.

Chicco Cerea, Risotto ai funghi porcini

La prepazione del secondo, lo stracotto di vitello con purè al parmigiano e al tartufo, invece, è stata affidata a Francesco Siena, lo chef di Pepe Mastro Dolciere.

Francesco Siena, Lo stracotto di vitello con purè al parmigiano e al tartufo

Dulcis in fundo, l’eccezionale “Delizia di San Gilio”, la creazione dedicata dai Pepe al paese dove è ubicata la pasticceria.

Pepe Matro Dolciere, Delizia di San Gilio

A fare da cornice alla degustazione i vini dell’Azienda Vinicola Santacosta di Giuseppe Pagano e le bollicine di “Elèm” special edition Valdobbiadene.

Al di là delle prelibatezze degustate, ciò che ha lasciato il segno nel cuore di chi ha partecipato è stato il sentimento sincero che alberga ne cuori di chi ha partecipato che sente il successo della famiglia Pepe come un successo personale perché sono persone di famiglia.