Cuordolio: la presentazione ufficiale il 22 aprile, alle 11.30, in streaming

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Frutto della sinergia tra la Tenuta Chirico e il Frantoio Marsicani, la mozzarella al latte di bufala e l’olio extra vergine di oliva si sono incontrati per un nuovo matrimonio di sapori.

Merito di Silvia Chirico, imprenditrice casearia di Ascea Marina e Nicolangelo Marsicani, imprenditore oleario di Sicili.

Nella loro continua ricerca di innovazione, dopo mesi di studio, prove e tentativi, Silvia e Nicolangelo hanno sortito un risultato eccellente e premiante per le loro due aziende.

Silvia Chirico

La Tenuta Chirico è un’azienda agricola e zootecnica  che opera da oltre 50 anni, ad Ascea Marina. Negli anni la lungimiranza di papà Benedetto unita ai figli Giovanni, Maria e Silvia, ha organizzato un’azienda attenta all’ambiente, fornita  di un impianto di biogas.

Nicolangelo Marsicani

Il Frantoio Marsicani, produce e commercializza olio di eccellenza dal 1928, ed è condotto da Nicolangelo che mira e spinge verso una continua ricerca nell‘innovazione, sia pur nell’assoluto rispetto della tradizione cilentana.

Da TERRA a TERRA, da FAMIGLIA a FAMIGLIA, da PASSIONE a PASSIONE”.

E’ il motto che i due lungimiranti imprenditori hanno adottato, per raccontare le loro storie e le loro passioni: amore per la terra, collaborazione e sintonia famigliare, passione per l‘agricoltura, affezione per il Cilento.

E così che nasce la magia di Cuordolio e il 22 aprile sarà protagonista la contaminazione positiva di questi due prodotti, per conoscerne i dettagli e ascoltare i commenti di giornalisti, esperti, nutrizionisti, alimentaristi. Interverranno infatti durante l‘evento in diretta:

 Carlo Cambi, giornalista e autore televisivo (Linea Verde Rai 1) di Macerata,

 Giustino Catalano, gastronomo, food comunicatore, di Napoli

 Fiammetta Nizzi Grifi, agronoma cultrice di Olio Evo, di Firenze,

 Claudio Porchia, scrittore, giornalista enogastronomico, di Sanremo  Raffaele Sacchi, docente di Tecnologia Alimentare alla Federico II di Napoli  Tiziano Riverso, Cartoonist, vignettista al Festival di Sanremo, di Busto Arsizio. Conduce: Maria Antonietta Palumbo, giornalista.

L‘evento in diretta potrà essere seguito dalle pagine:

You Tube FRANTOIO MARSICANI

Facebook TENUTA CHIRICO Facebook FRANTOIO MARSICANI

Tenuta Chirico S.r.l.

Via Isacia 29 84046

Ascea Marina (SA) Tel 0974971584 www.tenutachirico.it info@caseificiochirico.it 

E’ comunque festa per Pagani!!!

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di Maria Pepe

La festa va da sé. Ogni paganese lo sa. Qualunque sia il problema della città. Qualsiasi tragedia il mondo attraversi, l’ attuale pandemia, un esempio lampante. La Festa vince e convince. Adeguandosi alle circostanze prende altre vie, altre forme. Ogni casa diventa tosello, ogni figlio, celebrante “della madre dei paganesi”. Da questa mattina il paganese onorerà l’ evento più importante eseguendo con devozionale meticolosità ciò che può senza dubbio definirsi il cuore della Festa.

Carboni e carciofi invaderanno le strade, fila e fila di “tagliolini” prenderanno ad asciugare nell’attesa di sposarsi al ragù della domenica. Domenica, per il secondo anno, la Vergine non riabbraccerà i suoi figli. Folle e coriandoli non saranno lì ad aspettarla. Balli e suoni di tammorre non si eleveranno in suo onore nei cortili. Ma, suoneranno. Suoneranno dalle finestre, dalle case, dai canti biascicati come motivetti d’accompagno della giornata. Non mancheranno tributi istituzionali e artistici per quel che si potrà, ma la vera essenza sarà in questi atti di fede e identità che i cittadini incuranti del mancato spettacolo del clamore compiranno per il loro affetto più grande: la Madonna delle Galline. Questo pomeriggio, le porte del santuario si apriranno nel cuore di ognuno.

A festeggiare questo solenne momento: un gelato, oltremodo dogma e necessità, assaggio e gusto di una gioia che si ritroverà. Per la seconda volta, la festa ci insegna che la fede, l’identità, l’attesa e l’amore sono quello che la muove.

Se fosse stato il solito venerdì dopo Pasqua…

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…non sarei andata a scuola perché avrei preso un giorno di ferie. Al mio paese sarebbe incominciata la Festa. Uso la lettera maiuscola perché mi riferisco all’evento dedicato alla Madonna delle Galline. E io avrei avuto un compito da svolgere, come era accaduto dal 2016 al 2019. Il sindaco di quegli anni, Salvatore Bottone, complice il mio amico Pasquale Sorrentino, chiese a me, ideatrice del progetto culturale “Ritratti di territorio”, un supporto per il momento istituzionale. La tradizione vuole infatti che il primo cittadino inviti amministratori dei comuni vicini e il presidente della Provincia per assistere insieme all’apertura delle porte del Santuario, alle 18. Dopo l’avvio ufficiale della Festa, si torna a Palazzo San Carlo per un momento di accoglienza.

Da sx: Diogene Comelletto, Gerardo Figliolia, Giovanni Petrone, io, Carolina Ferraioli, Tiziana Penna

Forte del nostro motto “Quando il territorio chiama, Ritratti risponde”, accettai. D’altronde, se soffri di paganesite acuta, non c’è alternativa. Se poi aggiungi che all’impegno assunto corrisponde totale libertà d’azione, allora giochi facile. L’entusiasmo non manca e nemmeno lo spirito d’iniziativa. Così per quattro anni consecutivi, grazie alla vera forza di “Ritratti”, gli artigiani, gli chef, i maestri pasticcieri, i produttori, si sono creati dei momenti di magia.

“Buffet istituzionale”, questa la definizione che nascondeva un significato più profondo. Si provava a coltivare un sogno, offrire momenti di bellezza e di orgoglio cittadino, nonostante la delicata situazione economica dell’ente.

Sì, forse, è questo il momento di chiarirlo una volta per tutte: gli innamorati del territorio che preparavano gli assaggi istituzionali si muovevano per amore, gratis, quali ambasciatori dell’enogastronomia locale.

Gerardo Figliolia

A questo punto, è facile comprendere quante saranno le mancanze della giornata.

Dalle prime luci del mattino sarei stata freneticamente in giro, come mio solito.

All’ora in cui leggerete questo articolo però sarei passata già un paio di volte per la casa comunale. Sarebbe andata così fino all’ora di pranzo. Un ristoro veloce e poi di corsa per essere alle 16 già in piazza nell’attesa e nello stress del momento.

Invece, sono qui. Ho finito di fare lezione in Dad e ho scritto. Per non dimenticare. Per ricordare l’ultima edizione, quella del 2019, quando non c’era ancora questo tempo sospeso. Allora mi illudo e mi convinco che bisogna pensare alla prossima Festa.

Vincenzo Tiri: la rivoluzione culturale in Basilicata parte dai lievitati

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di Nunzia Gargano

L’altro giorno citofona il corriere. Non aspetto nessuna consegna. Scendo per verificare.

Vincenzo Tiri ritratto da Gaetano Del Mauro

Mi ritrovo tra le braccia un pacco bianco con il nastro adesivo di Tiri.

Queste manifestazioni di affetto ti riempiono il cuore. Vincenzo Tiri, giovane maestro pasticciere, è stato premiato per il “Ritratti di territorio Food Award – Alfonso Pepe” all’ultima edizione. Corro subito per verificare il contenuto che, sono certa, sarà goloso. Scartoccio e mi ritrovo al cospetto della colomba tradizionale, migliore colomba d’Italia per “Gambero Rosso”, nel 2017. La libero dall’involucro ed ecco qui un lievitato che già all’aspetto si presenta impeccabile.

Tiri, colomba tradizionale

L’assaggio conferma l’impressione iniziale. La colomba è ben lievitata, il sapore è armonico, delicato. Appena incontra il palato, si scioglie magicamente. Vincenzo Tiri è un maestro pasticciere che, partito dalla bottega d’Acerenza, ha dato il proprio corso agli eventi. E’ nata così “Tiri Bakery & Cafè” a Potenza, per esportare nel capoluogo di regione della Basilicata.

Al banco, c’è la moglie, Angela Pietragalla, che da anni condivide i sogni e i progetti di questo gigante buono. Angela e Vincenzo sono due ragazzi figli dei loro tempi, ma che conservano nei loro gesti un qualcosa di antico e rassicurante che sa di focolare domestico, famiglia, tradizioni. E sono certa che con queste caratteristiche inconsapevolmente saranno protagonisti di una rivoluzione culturale in Basilicata.

Ad maiora!!

Tiri Cafè & Bakery, via del Gallitello 255/257 – Potenza

Tel. 0971309591

Pepe Mastro Dolciere: storia del sold out delle colombe di Pasqua 2021

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di Nunzia Gargano

Da sx: Giuseppe, Anna, Prisco e Francesco Pepe

E’ inutile girarci intorno! Pepe Mastro Dolciere è casa mia. Per questo motivo, non c’è festività che si rispetti in cui possa saltare la visita al laboratorio con conseguente foto ricordo del momento da postare nel profilo di fb.

Pepe Mastro Dolciere, l’impasto alle albicocche del Vesuvio

Seconda Pasqua in pandemia, ma aggiungerei, fortunatamente, con bar e pasticcerie aperti per asporto e delivery. E’ ancora vivo nella mia mente il ricordo dell’anno scorso quando si è rischiato addirittura la crisi ipoglicemica, se non si fosse stati attrezzati per le soluzioni di emergenza. I lievitati pasquali di Pepe Mastro Dolciere sono un’ulteriore conferma della tradizione di famiglia che non si è distaccata dalla filosofia dell’indimenticato Alfonso.

Pepe Mastro Dolciere, Colomba alle albicocche del Vesuvio

Così Giuseppe, Prisco e Anna continuano a lavorare con passione e dedizione nell’unica sede di Sant’Egidio del Monte Albino. Con loro c’è anche Francesco che, al fianco degli zii, apprende le tecniche e i segreti del mestiere.

Giuseppe si dedica al lievito madre per continuare a realizzare lievitati preparati con ingredienti di alta qualità a cui spetta un compito importante: parlare delle potenzialità del territorio. Ultima nata: la pastiera lievitata in vaso cottura. La Pasqua 2021 ha restituito il sorriso ai golosi cronici perché ci si è potuti recare tranquillamente in pasticceria, per scegliere con cosa ingrassare. Le colombe sono andate a ruba e hanno registrato il sold out. E’ entrata ufficialmente in produzione la colomba al pistacchio accompagnata da un barattolino di crema sempre al pistacchio. Ebbi il privilegio di assaggiarla quando era in sperimentazione dodici mesi fa.

Pepe Mastro Dolciere, colomba al pistacchio

Ha seguito il panettone dello stesso gusto prodotto a tiratura limitata per la scorsa Epifania.

A onor del vero, devo scrivere che l’impasto al pistacchio è ancora migliorato e gli ingredienti sono ancora meglio armonizzati. Poi c’è la mia grande passione: la colomba all’albicocca del Vesuvio. Guai, se non santifico le feste con lei. Che aggiungere? Si conferma un capolavoro.

Grande successo hanno riscosso anche le uova e tutta la linea di cioccolato. Merito di Prisco che vi si dedica anima e corpo, lanciando nuove sfide a se stesso, testimoniate dalle suggestive sculture che incantano lo sguardo di grandi e piccini.

Se proprio bisogna esagerare, Pepe Mastro Dolciere non ha fatto mancare neanche il suo casatiello che vale la pena di assaggiare almeno una volta, realizzato secondo la tradizione napoletana.

Pepe Mastro Dolciere, il casatiello

La scriviamo lì. Se oggi in tutte le pasticcerie della zona, tutti hanno preso coraggio e si cimentano con i lievitati delle feste, un riconoscimento va a chi per primo ha tracciato il sentiero.
Ad maiora!

Pepe Mastro Dolciere via Nazionale, 2/4 – Sant’Egidio del Monte Albino

Tel. 0815154151 – Mob. 3665375251