Francesco Castiello ripercorre “Le radici della dieta mediterranea” per le Edizioni dell’Ippogrifo

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Da qualche settimana, è in libreria l’ultima opera di Francesco Castiello. Le radici della vita mediterranea – Vivere bene secondo i classici è stato pubblicato dalle Edizioni dell’Ippogrifo con cui ha già collaborato per la Guida di Elea secondo Parmenide (2018) ed il volume Il Fascino del Mito da Ovidio a Paolo De Matteis (2019). Con la prefazione del professor Giulio Tarro, è un agevole strumento per comprendere l’importanza di un’alimentazione che si rivela una buona alleata per la prevenzione delle malattie tumorali. Ciò che desta più stupore sfogliando le pagine del libro è la particolare lungimiranza degli antichi che, già molti secoli fa, avevano individuato buone prassi per il miglioramento della salute. D’altronde, i classici con cui si confronta Castiello offrono un ricco catalogo di precetti, di esortazioni, di consigli sul corretto modo, oltre che di alimentarsi, di pensare, di agire, di vivere, aiutandoci a comporre un codice di autocontrollo che permetta di godere, con misura, i piaceri della vita, ma anche di affrontare, con una efficace strategia difensiva, le avversità e i mali, in particolare quelli della vecchiaia.

Francesco Castiello è laureato in Giurisprudenza, Scienze Politiche, Sociologia, Storia e Filosofia. E’ stato giornalista pubblicista ed è autore di numerosi saggi e monografie in materie antropologiche, giuridiche e sociologiche. E’ Presidente della Fondazione Grande Lucania Onlus e Senatore della Repubblica.

 

Casa Babylon Teatro: il lockdown non ha fermato la creatività dei due laboratori teatrali attivi fino a marzo presso il Centro Sociale di Pagani

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Il teatro è la rappresentazione dell’umanità. Seguendo questo assunto, i bambini e i ragazzi della scuola di Casa Babylon Teatro non si sono mai fermati. Anche se rinchiusi in casa, i due corsi diretti e condotti rispettivamente da Antonetta Capriglione e Nicolantonio Napoli non si sono bloccati con il lockdown. Gli allievi hanno seguito le lezioni on line cimentandosi con trucco, parrrucco, costumi, scenografie. L’obiettivo per tutti era lo stesso: non rinunciare a se stessi e alle proprie passioni. E così, è stata trovata la formula giusta per rispettare le regole e ultimare il percorso intrapreso. La rappresentazione laboratoriale di fine anno non si è svolta, ma i due spettacoli sono stati montati e mandati sui canali social di Casa Babylon grazie all’impegno dei maestri, dei discenti e di Marika Ianniello che ha avuto il compito di montare le due performance.

Caterina Sabatino

I tre capelli del diavolo” di Roberto Piumini tratto dalla favola teatrale dei fratelli Grimm è lo spettacolo messo in scena dal gruppo 8-14 anni di Antonetta Capriglione.
I diciotto ragazzi non si sono scoraggiati un attimo e hanno proseguito senza tregua il proprio percorso. I giovani attori sono: Flavio Karol Cascetta, Ilaria Corvino, Davide Di Benedetto, Claudio e Francesco Fronza, Ilaria Giorgio, Carlo Matrone, Gaia Napoli, Arturo e Carolina Palumbo, Ludovica Pepe, Elisabetta Provenza, Leonardo Russo, Caterina Sabatino, Michele Stabile, Giulia Tedesco, Benedetta Tortora, Francesco Venosti. È stato un momento di alta creatività durante il quale è stata data a ognuno la possibilità di personalizzare testo e personaggio. Siete curiosi? Questo è il link per lo spettacolo completo:
http://www.casababylon.it/I_Tre_Capelli.mp4
Nun teng cchiù nient a verè” è invece il lavoro del gruppo 14-18 anni. Le lezioni sono condotte da Nicolantonio Napoli, direttore artistico del sodalizio e di “Scenari pagani”, l’annuale rassegna teatrale che si svolge al Centro Sociale di Pagani.
Allo stesso modo degli attori più giovani, ognuno ha lavorato utilizzando la connessione web per ultimare la piece della stagione 2019-2020. Non a caso, tutta la narrazione ruota intorno al lavoro dell’attore. Con la chiusura di tutti gli spazi pubblici, il teatro e i suoi lavoratori sono stati i più colpiti dallo stop forzato che ha portato all’interruzione della stagione con incalcolabili danni economici per tutti il comparto. Lo sguardo lungo di Napoli ha colto l’occasione per provare a interrogarsi su ciò che sarà il dopo…

 

Alfonsina Squillante

Il compito di interpretare questo particolare momento storico è stato affidato a Nicola Calabrese, Filomena Cercola, Bruno Gallo, Ylenia Maione, Noemi Orlando, Rosario Pecoraro, Christian Rosa, Vincenzo Sabatino, Alfonsina Squillante, Viviana Tortora, Aurora Vanacore. Lo spettacolo completo è a questo link:
http://www.casababylon.it/Nun_teng_cchiu_nient_a_vere.mp4
Nicolantonio Napoli, nonostante l’incertezza del momento amplificata anche da particolare condizioni amministrative, continua a insistere da venticinque anni su un territorio difficile dove ci si scontra on ostacoli di ogni genere. Infatti, il comune di Pagani, fino alle elezioni di fine settembre, sarà retto da una triade commissariale che non ha ancora dato chiare risposte sul destino che spetterà agli enti che operano presso il centro sociale cittadino.

La Corbarella: storia dell’amore di Alfonso Pepe per il territorio

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di Maria Pepe

La radiosità del sole, la vivacità dell’estate, la nobiltà della vita dei campi, il sacrificio del lavoro unito alla raffinatezza del buon gusto svelano e raccontano la Corbarella, creazione del Maestro Alfonso Pepe, omaggio alle sue origini, alla sua terra e al suo più letterario rito.

Pepe Mastro Dolciere, La Corbarella

Il corbarino, dalla semina alla coltura finendo alla lavorazione e all’uso…

La fascinazione dell’operosità del rito delle “bottiglie di pomodori” mista alla grazia dell’amore mitizzano la figura di donna simbolo del neorealismo e danno vita ad una “ricetta bozzetto” ricca di amarcord e cinema. Gelée al corbarino candito con frolla, latte cotto di bufala, pan di spagna alle mandorle, una bagna al limoncello e una mousse al mascarpone tessono ed imbastiscono per noi un abito camice fondo bianco con piccolissimi rombi rosso vivo, un palmo sopra il ginocchio con abbottonatura frontale di bottoni rigorosamente bianchi di madreperla che creano uno scollo largo e profondo e armonico segue le linee delle scapole e del seno risaltate maggiormente dalla sottoveste in seta e merletto che in maniera velata fuoriesce dallo scollo e dallo spacco creato dai bottoni.

Un abito semplice, ma intriso di fascino e storia di un territorio che trova nella Corbarella la sua più grande rappresentazione e viceversa. La maison Pepe Mastro Dolciere vince, convince e coinvolge confermandosi foriera di stile, eleganza, classe, qualità ed eccellenza.

San Marzano Sul Sarno: la Macelleria del Centro Storico è il covo dei golosi grazie a Salvatore e Luigi Calabrese

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Salvatore Calabrese

Ho scritto di Salvatore Calabrese per la prima volta nel 2013. Da allora, tante cose sono cambiate, ma questo signore con l’entusiasmo di un ragazzo è diventato un ricercatore instancabile di materie prime, prelibatezze tipiche da unire ai suoi salumi. La “Macelleria del Centro Storico” è ancora lì, in via Piave, a San Marzano Sul Sarno, ma ormai ha travalicato ogni confine.

La bravura e la professionalità nell’artigiana arte dell’insaccatura è nota in tutto lo Stivale. Lo testimoniano le commesse e gli apprezzamenti che provengono da luoghi di culto del gusto del Nord Italia. In verità, qualche cambiamento c’è stato, forse sarebbe più giusto parlare di potenziamento. Da qualche anno, Luigi, il figlio cresciuto con il pallone nelle vene, ha deciso di affiancare e seguire la strada segnata dal padre.

Per Salvatore, questa scelta è stata una carica di adrenalina. Ormai, non si ferma più. D’altronde, quando si svolge un lavoro dove la passione non può essere mai scissa dal sacrificio, sapere di avere un giovane al tuo fianco, ti dà la carica giusta.

Ed eccoli qui, padre e figlio, tutti e due nella bottega con la quale portano avanti la tradizione familiare incominciata rispettivamente dal papà e dal nonno degli attuali protagonisti.

Come spesso accede, quando c’è attenzione per il sentimento, si nasconde la figura di una donna che ha rafforzato i legami e gli affetti. Salvatore lo evidenzia subito: “Nunzia, mi raccomando! Sai che foto devi mettere? Quella di mia madre”. Infatti la signora Calabrese, ancora oggi, figura fondamentale di questa famiglia, è stata colei che ha trasferito l’arte di fare salumi prima al figlio e poi al nipote.

Luigi Calabrese con la nonna paterna

Infatti, se capita di passare per San Marzano, anche l’attenzione dell’automobilista più distratto sarà catturato da alcune persone in fila che aspettano il proprio turno per varcare la soglia della “Macelleria del Centro Storico” dove Salvatore e Luigi con garbo e sorriso assecondano le richieste della clientela.

In realtà, è un vero e proprio covo del buongusto dove alla selezione delle migliori carni nostrane e internazionali, ci si imbatte anche nei migliori prodotti della gastronomia tipica locale e nazionale.

Salvatore e Luigi sono diventati ambasciatori del buono e sono perennemente a disposizione del territorio.

Giovedì 16 luglio, infatti, saranno alcuni dei protagonisti di “Vesuvio e Dintorni”, l’evento che si svolgerà presso “Dimora Il Bagatto” in via Termine Bianco, a Pagani.

Nel frattempo, non possiamo far altro che complimentarci con questa mitica coppia lavorativa!

 

Macelleria Del Centro Storico – via Piave, 62 – San Marzano Sul Sarno (Sa)

Tel. 081956868 – e-mail: macelleriacentrostorico@gmail.com

 

Ecco a voi il mio panino geniale ideato per “Facciamo 2chiacchiere” il programma web di Annamaria Parlato

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di Nunzia Gargano

Mai dire mai… È proprio il caso di dirlo per descrivere la mia ultima avventura. Domenica scorsa, sono stata ospite del salottino web di Annamaria Parlato, “Facciamo 2chiacchiere”. Titolo della decima puntata: “il panino geniale”. Per affetto nei confronti di Annamaria e per la passione verso l’aggettivo “geniale” che accompagna i quattro volumi dell’amica di Elena Ferrante, mi sono messa a studiare.

Non  potevo arrivare impreparata all’appuntamento. In realtà, il panino era già dentro di me. Con l’arte della maieutica, sono riuscita a traghettarlo dal mondo ideale a quello reale. Ed è nato così il “panino della memoria”. Non è una strategia comunicativa. Non sono il tipo, ma è il bisogno fisico e sentimentale di ribadire ancora una volta  il legame con il proprio passato senza il quale oggi non sarei io.

Siccome il mio paese è sempre dentro e fuori di me, l’ho reso protagonista attraverso l’arancia bionda di Pagani, così come viene ancora oggi definito l’agrume sui mercati napoletani. Perché proprio tra i filari di quegli alberi ho trascorso gli anni fino all’adolescenza nei giardini di via Perone, dove oggi c’è ancora un appezzamento di terra di famiglia.

Ricordando un po’ gli ingredienti dell’insalata di agrumi, tipica pietanza dell’Agro Nocerino-Sarnese, ho proseguito in questo modo: ho tostato leggermente 2 fette di pane di San Sebastiano al Vesuvio su cui ho strofinato un pezzo di aglio locale con un filo di olio extravergine di oliva; ho tagliato due fette circolari di  arancia e ho grigliato appena appena una fetta di scamorza della selezione di Paolo Amato del Caseificio Aurora di Sant’Egidio del Monte Albino.

Prima di presentarlo in trasmissione, ho usato una cavia e vi giuro che è ancora viva.

Se volete saperne di più, potete riguardare la puntata al link di seguito: https://www.facebook.com/2ingredienti/videos/598660910781992/