
Oggi vi raccontiamo una storia. Una storia che parte da lontano. Una storia che conosciamo bene.
Protagonisti: gli chef Francesco e Fabio Vorraro e “Mamma Elena”.
Li abbiamo conosciuti più di 10 anni fa. Francesco, in realtà Gioacchino, il maggiore, era lo chef executive di un posto dove si coltivavano sogni reali. Fabio, un po’ più giovane, stava macinando esperienze e chilometri per le cucine dello Stivale.
In loro, sempre il ricordo della Mamma Elena impresso ormai nella mente di tutti, da quando è stato aperto il ristorante di via Martiri di Nassirya a San Giuseppe Vesuviano.
Figli d’arte, la mamma era una cuoca appassionata che regalava quotidianamente atti d’amore. In pochi anni, si sono imposti all’attenzione di critica e pubblico per la sapienza e l’originalità con le quali creano piatti di pesce da far invidia ai ristoranti stellati.
Qualche settimana fa, siamo stati da loro. Dall’entrée è stato subito chiaro il messaggio. Dal 2017, Francesco e Fabio sono diventati più che maggiorenni e autonomi. Ogni assaggio un’esperienza da iscrivere negli annali dell’alta cucina. Siamo di parte? Con il cuore, sicuramente, ma il nostro palato è ancora in grado di distinguere nitidamente sapori e filosofie gastronomiche. E da “Mamma Elena Restaurant” il livello è altissimo.
Forse, ci siamo dilungate troppo. È il momento di raccontare com’è andata la nostra serata.
Accoglienza calorosa dal padrone di casa. C’è Francesco. Fabio, invece, è a “Casa Vittoria”, l’osteria che hanno aperto da qualche anno nel salotto buono di Napoli.
Qualche minuto e comincia la degustazione, innaffiata dallo champagne Fernand Thill.

A tavola, arriva la polenta soffiata,

un attimo prima della tartare di tonno, puntarelle, patata e piennolo confit,

seguita dalla tartare di triglia locale, cipollotto e cenere di oliva itrana.

Un tripudio il pan de cristal, gambero rosa, friarielli, jamon, rafano e caviale.

Non poteva mancare il baccalà secondo i fratelli Vorraro, servito in versione confit con foglie invernali e fagioli di Controne.

L’estro trova ulteriore compimento con la bruschetta al “soffritto di mare”, un omaggio alla cucina povera partenopea.

È il momento della pasta per la quale Francesco e Fabio hanno un culto. Un piatto non da tutti: il tubettino con vongole e tartufo nero.

Una preparazione che richiede conoscenza dei prodotti e delle tecniche.
Che dire poi della ricciola alla brace, spinacino e salsa di senape?!

Si possono ricercare le parole più adeguate per rendere l’idea di cosa ha rappresentato questa degustazione, ma per comprendere pienamente non ci si può esimere da una degustazione.
Francesco ci vieta di rinunciare al dolce. C’è il migliaccio di “Mamma Elena” in coppia con il gelato alla vaniglia.

Giunte alla fine di un viaggio emozionale: un interrogativo ci perseguita da allora.
Come mai, dopo tutti questi anni, la Critica che conta (la C non è casuale) non fa tappa da “Mamma Elena Restaurant” sotto mentite spoglie?
Francesco e Fabio non si perdono in chiacchiere. In questo momento, sono già in corso i lavori per il nuovo locale, poco distante dall’attuale quartier generale.
Mamma Elena Resturant, via Martiri di Nassirya, 62 – San Giuseppe Vesuviano
Infoline 0818273515