Scenari pagani 28: si riparte giovedì con “La sorella di Gesù Cristo” di e con Oscar De Summa

Primo appuntamento del 2026 con “Scenari pagani 28”. Si torna al Teatro S. Alfonso di Pagani, giovedì 29 gennaio, alle 20.45. Si comincia con “La sorella di Gesù Cristo” di Oscar De Summa anche in scena. Lo spettacolo è una produzione “La Corte Ospitale”, Attodue, Armunia, Castiglioncello con il sostegno de La Casa delle Storie e “Corsia Off. Progetto luci e scena di Matteo Gozzi; disegni di Massimo Pastore. La sorella di Gesù Cristo ha ricevuto: Premio anct Hystrio 2016; Premio Rete Critica 2016; Premio Mariangela Melato 2017; finalista Premio Solinas 2018 come miglior soggetto cinematografico; Premio Aida come miglior traduzione in Francia fatta da Federica Martucci; nomination per miglior spettacolo, miglior interpretazione e miglior scenografia ai Maeterlink Critics Awawds 2023 del Belgio nella versione di George Lini. La messa in scena come sempre sarà preceduta dall’AperiSpettacolo, alle 20.30, a cura di Ritratti di territorio. Partner d’eccellenza, come sempre “Pepe Mastro Dolciere” e “Famiglia Pagano 1968”.

Info e prenotazioni: www.casababylon.it +39 3289074079

Lo spettacolo

Maria, soprannominata la sorella di Gesù Cristo, impugna una Smith & Wesson, una pistola 9 millimetri da film western americano, e attraversa tutto il paese, per andare a sparare al ragazzo che la sera prima, il venerdì santo della passione, l’ha costretta a subire una violenza sotto lo sguardo, il giudizio, il rumore dell’intero paese. La camminata che Maria, percorsa in direzione ostinata e contraria, sul terreno scivoloso della Vendetta, è la stessa dello spettatore che durante la narrazione, cresce con lei, sente il dolore, la ferita aperta, personale e collettiva in una catarsi lacerante. Lo spettatore ride, piange, si commuove, anch’esso violato, rabbioso, senza pace. Un racconto che colpisce al cuore, fa danzare le emozioni dal comico al poetico, dal dramma al fumetto e non ci permette di distogliere gli occhi un momento che restano fissi su quella figura nera che con le sue parole costruisce tutto il paese popolato di archetipi di tutta l’umanità: quella donna, che è tutte le donne, quell’uomo, che è tutti gli uomini, e quel paese, che contiene dolore amore, delicatezza, follia, vendetta, tradimento, violenza, perdono.

La camminata decisa della ragazza con la pistola, la seguiamo in un piano sequenza, come fossimo al cinema. Quell’incedere diventa un corteo di orgoglio e di consapevolezza, ad ogni passo, anche noi pubblico siamo in strada, costretti a prendere parte, ad avere una posizione. Perché non possiamo restare neutri, e sentiamo gli odori, e vediamo i colori, le espressioni di ogni singolo personaggio che si aggiunge alla processione di Maria.

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