
Primo appuntamento di marzo per Scenari pagani 28. Venerdì prossimo, al Teatro S. Alfonso in Pagani, arriverà “Non è stata la mano di Dio” di e con Corrado La Grasta per la regia di Giulia Petruzzella. “In ricordo di don Peppe Diana”, questo il sottotitolo dello spettacolo, che gode del patrocinio del comitato in memoria del prete anticamorra. “Non è stata la mano di Dio” è una produzione Teatro dei CipiS, vincitrice della XXIII edizione del Festival Voci dell’Anima 2025.
L’appuntamento sarà come sempre alle 20.45. Alle 20.30, l’AperiSpettacolo a cura di Ritratti di territorio, per intrattenere il pubblico in attesa che si apra il sipario. Protagonisti di questo momento: Pepe Mastro Dolciere e Famiglia Pagano 1968.

Lo spettacolo
C’è una voce che non ti aspetti a raccontare l’omicidio di don Peppe Diana. Una voce spezzata, che sembra chiedere scusa ancor prima di cominciare. È quella di Beppe, un giostraio da fiera, di quelle dove si spara ai palloncini con l’illusione di vincere un peluche. Quella postazione diventa il centro di una storia di redenzione e verità. Perché Beppe è l’esecutore mancato di un delitto che ha macchiato per sempre Casal di Principe, è il sempliciotto del paese reclutato dalla camorra per uccidere il parroco del paese diventato ormai scomodo: Don Peppe Diana.

Ogni battuta è frammento di una coscienza sporca e tiene lo spettatore agganciato al racconto tra tenerezza e disagio. Si ride con l’amaro in bocca. Si ascolta con un nodo alla gola: Beppe racconta di essersi sparato alla mano per cercare di evitare l’irreparabile, per cercare di avvisare don Peppe Diana del pericolo nel tentativo estremo di non diventare un assassino.

Ma Don Peppe muore ammazzato e la verità, sepolta da una campagna di fango e menzogne. Non è stata la mano di Dio porta in scena un uomo mediocre, confuso e colpevole, ma proprio per questo profondamente umano.
Durata: 70 minuti
Per info e prenotazioni: www.casababylon.it