di Maria Pepe

Un viaggio, una vespa – “la portentosa”, due amici, l’adolescenza…
Era l’anno di nero a metà.
Romanzo primo e autobiografico di Mauro Pepe tra i vincitori della terza edizione del concorso letterario Felicetta Confessore.
Un inno alla vita, alla sua gioia che tra ansie, paure e riti d’iniziazione, si svela all’uomo durante il tempo in cui tutto è possibile, l’adolescenza, intermezzo tra infanzia e giovinezza.
Mauro e Alfonso vanno, poco prima del nuovo anno scolastico, con la spensieratezza dei sedici anni, alla conquista della città eterna: “Roma”.
Atto di libertà e coraggio delle proprie scelte.
In sella alla fedelissima, di nascosto dai genitori, di paese in paese, la portentosa non ha accesso alle autostrade, raggiungono la capitale, luoghi inconsueti, storia, amicizia, amori. A fare da colonna sonora, vitale e mordace, le note e le parole di un giovane napoletano destinato a divenire un gigante della musica internazionale, Pino Daniele con il suo Nero a metà e relativo concerto.
Sogno impossibile e insperato regalo altro dell’antica città.
I ragazzi, quelli belli, desideri, ambizioni, conoscenza e quel buono necessario per poter credere che qualcosa di straordinario sia possibile.
Perfetto per ricordare chi siamo, chi siamo stati e che ancora abbiamo il dovere di essere.
La piacevolezza di un ricordo che ti sorride e ti riconsegna la meraviglia.
” Mi convinco, […] sempre di più che […] Il nostro cuore, per chi ne ha uno, non cambi, anche quando tutto si riscrive, intorno a lui.”
Era l’ anno di nero a metà.
Con Felicetta, Sì