III Concorso Letterario Felicetta Confessore: ecco la cronaca della serata, i premiati e le motivazioni

A dx: Rino Buonocore

Successo confermato per la terza edizione del “Concorso Letterario Felicetta Confessore”. L’evento è organizzato da “Ritratti di territorio” in collaborazione con Sergio Stile della Libreria Juvenilia e la Confraternita di Maria Ss.ma Addolorata.

Sergio Stile

Emozioni e soddisfazione questi i sentimenti provati dai finalisti, premiati mercoledì scorso, presso la Chiesa di via Pagano in Pagani.


Dopo i saluti di Rino Buonocore, priore della Congrega, la kermesse è cominciata. A Nunzia Gargano, il compito di condurre e intervistare i protagonisti per condurre il pubblico tra le pagine dei libri vincitori.


Sei finalisti di cui due menzioni speciali. Quattro donne e due uomini per un momento in cui la parola scritta si è trasformata nello strumento per alimentare la coscienza civica di ognuno.

A dx: Rosamaria Aquino

Sono state premiate: Rosamaria Aquino, giornalista di “Report”, autrice del libro “Il naufragio di Cutro”; Tonia Cardinale per “Le pure stelle. Memorie di famiglia, d’amore e di sopravvivenza”;

Tonia Cardinale

Cristina Pinto per il libro “Nikita. Storia di una camorrista”, la cui storia è stata raccolta da Stefania Franchini. Tutte autrici di Iod Edizioni, la casa editrice di Pasquale Testa.

Cristina Pinto

Premiato inoltre il libro di Davide Bozza “17 maggio” (Sensibili alle foglie), dedicato alla piaga delle morti sul lavoro.

A dx: Davide Bozza

Infine, menzione speciale alla memoria per Giovanna Ferrara per “L’innocenza dei dinosauri” (Ed. fuorilinea – scandagli). Il riconoscimento è stato ritirato dalla madre Annamaria Armenante.

A dx: Annamaria Armenante

Menzione speciale per Mauro Pepe e il suo “Era l’anno di nero a metà” (Delta 3 Edizioni).

Mauro Pepe

I premi sono stati consegnati da Martina Gargano. Il servizio luci e audio è stato fornito da Enzo Civale. L’elaborazione grafica dei contenuti è stata ideata da Venoki (Vincenzo Tortora).


Dopo la premiazione, un brindisi ai protagonisti nel retro della chiesa di Maria Ss.ma Addolorata con la selezione vini di Famiglia Pagano 1968 e la selezione dolce e salata di Pepe Mastro Dolciere, da sempre al fianco di Ritratti di territorio.

I premi e le motivazioni

Rosamaria Aquino
“Per avere realizzato un’opera di alto spessore civile, di denuncia politica e sociale, che è insieme racconto, memoria e atto d’accusa. Con uno stile narrativo-documentaristico di rara intensità, Rosamaria Aquino ricostruisce l’orrore della notte di Cutro, in cui persero la vita 94 migranti, tra cui molti bambini, non solo per l’inclemenza di quel tratto del mare Jonio, ma per precise responsabilità ideologiche e politiche della classe politica al governo”.

Davide Bozza
“Per aver squarciato il velo di silenzio che avvolge “la strage silenziosa”. Per aver denunciato una guerra sistematica, storica, che il capitale ingaggia da sempre contro la classe lavoratrice, che ogni anno lascia sul terreno migliaia di morti. In opposizione allo sguardo cinico e insensibile delle classi dirigenti del nostro paese, la speranza è solo una rinnovata, umana, consapevole e solidale coscienza collettiva”.

Tonia Cardinale
“Partendo dalla propria biografia, Tonia Cardinale sviluppa una narrazione universale che diventa uno studio socio-antropologico sull’evoluzione della donna. L’emancipazione dalla famiglia, dalle relazioni affettive, dal contesto lavorativo, diventa l’occasione per acquisire il proprio posto nel mondo senza atteggiamenti pietistici”.

Giovanna Ferrara
“Per il dono di una testimonianza lucida, arrabbiata, tenera e tormentata della sua vicenda di malata grave alle prese con la sanità pubblica. Una scrittura che emoziona ad ogni pagina, che brilla per grazia e maestria, che porta in ogni rigo il segno di un limpido talento.
Il libro ha tante cose in comune con quello scritto da Felicetta Confessore, L’ospite indesiderato: la trasformazione del malato in cosa, in un non umano che ha problemi di salute e, al tempo stesso, il dolore dell’impotenza nel cambiare le cose.
Il nesso sanità-affari-politica emerge come lo sfondo nel quale è avvenuta la lenta e inesorabile caduta della nostra sanità pubblica da un livello eccellente ad uno stato inaccettabile di cura, contro il quale è necessario assolutamente ribellarsi”.

Mauro Pepe
Il viaggio in Vespa di due ragazzi interpretato come viatico di libertà per l’affermazione di se stessi. La “bravata” che li conduce verso la Capitale diventa un percorso di scoperta di luoghi e persone. Elemento fondamentale: la tappa romana del concerto di Pino Daniele nell’anno di Nero a metà”.

Cristina Pinto
“Per il coraggio e la determinazione con i quali è riuscita a ritagliarsi il proprio posto nel mondo trasformando i punti di debolezza in punti di forza. Le esperienze della prima Cristina l’hanno portata a conoscere il carcere e la violenza e hanno rappresentato lo scatto d’orgoglio con il quale la ragazzina, diventata poi donna consapevole, ha ricostruito un’altra vita nuova”.

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