“La Pausa”: il debutto alla regia di Vincenzo Sabatino chiude “Scenari pagani 27 – Corpi di Scena”

Scenari pagani 27 – Fuori Campo” ultimo atto. Martedì prossimo, 15 aprile, calerà il sipario sulla stagione teatrale 24-25 di Casa Babylon Teatro, patrocinata dal comune di Pagani. Questa volta al Teatro S. Alfonso, in Pagani, ci sarà “La Pausa” da Eduardo De Filippo con Vincenzo Sabatino.

Stupore per il pubblico della rassegna. La programmazione iniziale prevedeva lo spettacolo “Muratori” di Edoardo Erba per la regia di Peppe Miale. Per problemi organizzativi non legati a Casa Babylon, lo spettacolo è stato rimandato a nuova data compatibilmente con le disponibilità del teatro e della produzione. Per rispetto degli spettatori di “Scenari pagani 27”, Nicolantonio Napoli ha pensato di riproporre “La pausa” una produzione Casa Babylon – Ritratti di territorio,

Abbiamo scelto di salutare il pubblico di questa stagione con “La Pausa” per più di un motivo. Innanzitutto perché è un nostro spettacolo, messo su da un giovane attore professionista cresciuto nel nostro laboratorio, cominciato a frequentare dall’età di 7 anni. Oggi, a 19 anni, Vincenzo Sabatino, dopo il debutto nello scorso autunno e una serie di applaudite repliche, merita un palcoscenico più grande e più importante come può essere la nostra rassegna”.

In scena con l’attore-regista ci sarà un altro giovane: Giovanni Tommaso Tortora all’accompagnamento musicale.

Come al solito, non mancherà l’AperiSpettacolo a cura di Ritratti di territorio. Protagonisti Pepe Mastro Dolciere e Famiglia Pagano 1968.

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L’attore

Vincenzo Sabatino, attore di Casa Babylon, con il coraggio che solo i 19 anni possono dare, ha messo su questo spettacolo, quarant’anni dopo la scomparsa di Eduardo avvenuta il 31 ottobre 1984. E rimbombano ancora queste parole, pronunciate il 15 settembre dello stesso anno, a Taormina: “Ma il cuore ha tremato sempre, tutte le sere, tutte le prime rappresentazioni, e l’ho pagato. Anche stasera mi batte il cuore e continuerà a battere anche quando si sarà fermato”.

Il gelo e i brividi sono due elementi imprescindibili della valigia dell’attore.

Perché un giovane sceglie di correre il rischio di portare in scena il più grande?

Ho conosciuto Eduardo a 6 anni, sul divano di casa, ventisette anni dopo la sua morte – spiega il giovane attore – Da allora, la scelta di andare a teatro. Dopo anni di studio, ho trovato il coraggio di creare un piccolo spettacolo con le sue commedie. È stato fondamentale, nel mio percorso, il lavoro realizzato da Fausto Russo Alesi su “Natale in casa Cupiello” e “L’arte della commedia”.

Lo spettacolo

Il personaggio in scena, senza nome, abita nelle coscienze di ogni uomo. Ne ha tutte le contraddizioni, ma non è umano, forse lo è stato in passato.

Vincenzo Sabatino affronta per la prima volta le opere di Eduardo De Filippo. È il personaggio che si immerge nelle opere del grande commediografo, dando voce alle emozioni della vita reale che hanno costruito la struttura dello spettacolo. L’intenzione è promuovere una riflessione sulla precarietà dell’uomo nella società moderna, ridotto a un automa che non può permettersi di percepire sentimenti. È il caso di prendersi una pausa, magari davanti a un caffè, per riscoprire le fragilità, i luoghi, i ricordi, le contraddizioni, le radici.

E così sono stati selezionati brani di opere da: “Uomo e galantuomo (1922); “Natale in casa Cupiello” (1931); “Napoli milionaria” (1945); “Occhiali neri” (1945); “Filumena Marturano” (1946); “Questi fantasmi” (1946); “De Pretore Vincenzo” (1957); “Sabato, domenica e lunedì” (1959); “Il sindaco del rione Sanità” (1960).

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