Un’ultima cosa: Concita De Gregorio con Erica Mou al teatro S. Alfonso l’8 febbraio

“Un’ultima cosa. Cinque invettive, sette donne e un funerale”: il terzo appuntamento di “Scenari pagani 27 – Fuori Campo” è con lo spettacolo di Concita De Gregorio, anche in scena con l’accompagnamento musicale di Erica Mou. L’appuntamento è per sabato 8 febbraio, alle 20.45, all’Auditorium S. Alfonso Maria De Liguori in Pagani. “Un’ultima cosa” è la trasposizione teatrale dell’omonimo libro della giornalista, firma del quotidiano “la Repubblica”, edito da Feltrinelli. Nostra recensione a https://www.ritrattiditerritorio.it/2025/01/29/unultima-cosa-il-libro-e-lo-spettacolo-di-concita-de-gregorio-nel-cartellone-di-scenari-pagani-27/

L’ultimo viaggio di cinque donne che, in occasione del loro funerale, prendono un attimo la parola. Un’occasione per riflettere sul ruolo svolto da donne non comuni che hanno organizzato la propria esistenza per provare a imprimere il corso alla loro vita. Come al solito, prima dell’apertura del sipario, ci sarà l’AperiSpettacolo a cura di Ritratti di territorio. Protagonisti come sempre: “Famiglia Pagano 1968” e Pepe Mastro Dolciere.

Info e prenotazioni
www.casababylon.it
Mob. 3289074079
Costo biglietto: 20,00 euro
Biglietteria on line: www.etes.it

Lo spettacolo secondo Concita De Gregorio
Mi sono appassionata alle parole e alle opere di alcune figure luminose del Novecento. Donne spesso rimaste in ombra o all’ombra di qualcuno. Ho studiato il loro lessico sino a “sentire” la loro voce, quasi che le avessi di fronte e potessi parlare con loro. Ho avuto infine desiderio di rendere loro giustizia. Attraverso la scrittura, naturalmente, non conosco altro modo. La galleria delle orazioni si apre con quella di Dora Maar, la donna che piange dei quadri di Picasso, che mi accompagna sin da bambina. Poi sono venute Amelia Rosselli, poetessa della mia adolescenza.
Carol Rama anticonformista che mi ha accompagnata nella giovane età adulta. Maria Lai: la mia maturità. Infine, Lisetta Carmi, che mi ha aperto le porte di casa sua e reso privilegio della sua saggezza. A queste cinque donne è dedicata un’orazione funebre, immaginando che siano loro stesse a parlare ai propri funerali per raccontare chi sono. Invettive veementi e risarcitorie.
Il femminile e la sua potenza di fuoco. La sua bellezza, la sua forza, la sua luce. 5 donne che prendono parola per l’ultima volta. E dicono di sé, senza diritto di replica facendo da controcanto ai racconti, le ninne nanne e ai canti interpretati dal vivo dalla cantautrice pugliese Erica Mou.
È così che Dora Maar, Amelia Rosselli, Carol Rama, Vivian Maier e Lisetta Carmi entrano in scena, a teatro, subito prima di uscire di scena, nella vita. Come se un momento prima di sparire potessero voltarsi verso il pubblico e far intendere: “Ah. Resta da dire un’ultima cosa”.

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