Le cinque rose di Jennifer: l’opera senza tempo di Ruccello nella magistrale interpretazione di Daniele Russo

di Vincenzo Sabatino

In scena per la sesta volta al Teatro Vincenzo Bellini di Napoli, con Daniele Russo e Sergio Del Prete, per la regia di Gabriele Russo.

Dire che il teatro sia magico sembra ormai scontato, ma ieri sera, su quel palcoscenico la magia si è sentita. Tutta. La cura magistrale di ogni particolare, il gioco di luci, che ha regalato al pubblico un effetto ottico straordinario.

Uno spettacolo costruito in modo perfetto, senza nessuna sbavatura, un piacere per gli appassionati.

D’altronde, non è un caso che Daniele Russo sia tra i premiati di Ritratti di Territorio 2024.

E ha dimostrato, ancora una volta, la sua grandezza in scena con una fisicità straripante. Sembra strano agli occhi di uomini comuni correre, camminare, vivere su dei tacchi a spillo.

La protagonista, il femminiello Jennifer, chiusa in casa, canta, risponde al telefono. Dedica in radio  “Se perdo te” di Patty Pravo a Franco e si prepara costantemente per la sua telefonata.

Impeccabile Sergio Del Prete nella parte di Anna. E lo spettatore, per tutto il tempo, si chiede chi sia Anna: Jennifer, un alter ego, un personaggio diverso.

Il lavoro di ricerca del regista sul testo di Ruccello ha consentito a Jennifer di restare perfetta, così come l’autore l’aveva immaginata. Gabriele Russo spiega la sua visione: «Ci atteniamo alle rigide regole e alle precise indicazioni che ci dà Ruccello stesso. Non è un testo su cui sovrascrivere ma in cui scavare, per tirare fuori sottotesti, possibilità, suggestioni, dubbi».

E’ stata donata un’emozione al Bellini, ieri sera ci siamo sentiti tutti un po’ Jennifer.

Se non l’avete ancora visto, avete tempo fino a domenica 6 ottobre.

E ricordate: “STOP BOMBING GAZA!”

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