“Le braci” sottofondo dell’umanità di un’estate dalle alte temperature

di Maria Pepe

Come il fuoco delle braci, lenti e costanti, i tarli delle passioni umane sfrigolano.
Due uomini, un’amicizia, un amore.
Sono “Le braci” di Sandor Marai, edito da Adelphi.
L’uomo e il suo destino, vincere lasciandosi vincere da esso.
Romantico ed intricato, “Le braci” è un’ accurata mappa cromosomica del DNA sentimentale dell’umano.
Ci crea ciò che ci consuma.
“Non credi anche tu che il significato della vita sia semplicemente la passione che un giorno invade il nostro cuore, la nostra anima e il nostro corpo e che, qualunque cosa accada, continua a bruciare in eterno, fino alla morte”?
15 agosto 1940, un ombroso castello ai piedi dei Carpazi, un tempo casino di caccia, è da decenni rifugio prigione di Henrik.
Muove verso la decadente dimora Konrad, sta tornando dall’ Estremo Oriente, dove per tutte queste decadi ha lasciato corrodere l’ anima dall’arsura del luogo.
Statico il primo, dinamico il secondo, entrambi in esilio per rifuggire a una realtà che nell’unione li ha separati.
Cresciuti “Come gemelli nel grembo materno”.
In una battuta di caccia, la loro vita diviene preda.
Konrad, alle spalle dell’ amico, sta per premere il grilletto. Henrik lascia fare senza voltarsi.
Non uno sparo, ma una fuga.
L’ombra inghiottirà Konrad. A parlare per lui, la sua casa, all’amico di sempre sconosciuta e ciononostante rivelatrice, la sua morte era per Krisztina.
“È fuggito come un vigliacco”.
Il loro essere uno li ha portati a condividere l’amore per la stessa donna.
Sua moglie, il suo migliore amico, un tradimento.
Da quell’ istante sarà silenzio.
Nessuno dei tre vedrà più l’ altro. Neanche la morte di lei sarà pacifica.
Krisztina sapeva?
Per 40 anni, la vita di Henrik è stata riempita da questo dubbio.
E ora che i due amici sono l’uno di fronte all’altro, le domande diverranno risposte.
“Sai, ci sono due modi di guardare le cose.
Come se uno le stesse scoprendo per la prima volta, o come se desse loro l’addio.”
Nel silenzio delle parole non dette, un quaderno, il diario della donna amata, brucia lento nella brace del camino.
“Sappiamo sempre qual è la verità, quella verità diversa che viene occultata dai ruoli, dalle maschere, dalle circostanze della vita”.
Le braci.
Fuoco e cenere.
Ardentemente, sì.

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