Calici di stelle, Ravello si tinge di rosa con le donne del vino della Campania

Anche quest’anno Le Donne del Vino della Campania, dopo il successo e il positivo coinvolgimento della precedente edizione di Calici di Stelle a Ravello, saranno presenti alla manifestazione questa sera, alle ore 20.30, in Viale Richard Wagner nella splendida Città della Musica. Un intero banco d’assaggio dedicato a Le Donne del Vino della Campania sarà gestito dalle socie sommelier dell’associazione e rappresentato dalle produttrici che potranno raccontare i propri prodotti ai visitatori in cerca di vini genuini e autentici.

Calici di Stelle è l’evento estivo nazionale oramai più atteso da enoturisti e amanti del vino che, per questa edizione, ha come tema la “solidarietà”. Il Comune di Ravello in sinergia con l’Associazione Nazionale Città del Vino e il Movimento del Turismo del Vino mette in scena Calici di Stelle con l’obiettivo di rafforzare la sua identità di “città della musica” e “città del vino”.

A tal proposito Lorella Di Porzio -delegata regionale de Le Donne del Vino- dichiara: “Quest’anno “Calici di Stelle” compie 20 anni, un anniversario importante per questo storico appuntamento del Movimento Turismo Vino in cui le produzioni vinicole dei soci incontrano l’arte, la cultura e la storia dei luoghi di appartenenza. Nella splendida location che ne fa una meta turistica d’eccezione, Ravello diventerà un palcoscenico all’aperto in cui cuochi e produzioni del territorio lavoreranno in sintonia ed offriranno ai visitatori un’esperienza indimenticabile in una grande degustazione a cielo aperto. Ancora una volta Le Donne del Vino hanno deciso di partecipare alla serata per promuovere la cultura del buon bere e della buona tavola. Quindi che dire: partecipate, partecipate, partecipate! “

Un viaggio sensoriale tra vino, stelle, musica e cibo, durante il quale Le Donne del Vino apporteranno il proprio know how con l’entusiasmo e la passione che da sempre le contraddistingue.
Al banco d’assaggio de Le Donne del Vino saranno presenti vini di:
Guida Gilda dell’Azienda Salvatore Martusciello con il vino Settevulcani – Falanghina dei Campi Flegrei Doc 2017, Lidia Cennerazzo di Cantine Cennerazzo con il vino Sphera – Greco di Tufo DOCG; Emanuela Russo di Cantine Astroni con il celebre Astro-Spumante Brut Campi Flegrei Falangina Dop 2017; Benny Sorrentino dell’azienda Sorrentino Vini con Vigna Lapillo – Lacryma Christy del Vesuvio Bianco e Vigna Lapillo – Lacryma Christy del Vesuvio Rosato, Lucia Ferrara dell’azienda Sclavia con Calu 2017 Pallagrello Bianco IGP Terre del Volturno; Milena Pepe patron di Tenuta Cavalier Pepe con il Vela Vento Vulcano– Irpinia Rosato Doc 2017; Loredana Matrone dell’Azienda Agricola Cerrella con l’Aglianico in Purezza Cerrella 2015; Daniela Mastroberardinodell’azienda Terredora con il vino Ex Cinere Resurgo – Fiano di Avellino Docg 2017; Patrizia Malanga dell’azienda Le Vigne di Raito con il vino Ragis – Igp Campania Rosso 2013 (Vino biologico a base di aglianico e piedirosso)Maria Manuela Russo dell’azienda Russo 1979 con l’olio extravergine d’Oliva Pascà.




Mercato San Severino: a “Casa del Nonno 13” con lo chef Alberto Annarumma la cucina è glocal

Da sx: Flaviano Giorgio, Alberto Annarumma, Pasquale Marzano

Lo confesso. Non ero mai stata a “Casa del Nonno 13”. Non si era mai presentata l’occasione.

Finalmente, ci sono stata. Il merito è del nuovo chef: Alberto Annarumma. Paganese, prima di giungere a Mercato San Severino, ha lavorato nei locali più prestigiosi della Costiera Amalfitana.

Prima di conoscerlo direttamente, ne avevo sentito parlare. Sebbene dello stesso paese, non ci eravamo mai incontrati. Nell’ultimo anno però un amico comune ha incominciato a parlare sempre di Alberto. Mi sono incuriosita. Così, adesso non ricordo più neanche come, mi sono ritrovata in questo luogo molto suggestivo.

La frazione Sant’Eustachio è un piccolo borgo silenzioso.

Quando varchi la soglia del locale ti ritrovi in un luogo senza tempo. Personalmente sono stata catapultata negli anni della mia infanzia quando era un giorno di festa poter accedere alla cantina in tufo dei miei nonni.

D’altronde è inutile nascondersi. Lo spirito contadino è insito negli abitanti della Campania Felix. Con un po’ di maieutica fuoriesce subito.

“Casa del Nonno 13” fa pensare alle ambientazioni dei racconti del focolare al cospetto del quale ci si dedicava al culto dei rapporti umani, oggi un po’ persi di vista.

Mi accoglie Pasquale Marzano, un direttore di sala preparato, capace, cortese. Con lui c’è anche Flaviano Giorgio, giovane, ma che già promette bene.

Mi accomodo e subito arriva Alberto a salutarmi. Parliamo un po’. Scambiamo qualche idea.

È uno chef di carattere. Come mio solito, per la degustazione decido di affidarmi alle sue scelte. Invece?

Invece, “sono costretta” a decidere cosa assaggiare.

Il menu è davvero interessante, molto rinnovato rispetto a quello presente prima del suo arrivo. Certo, i “classici” di “Casa del Nonno 13” ci sono sempre.

Si sa, lo chef quando arriva in un posto porta con sé tutte le sue esperienze e la sua ideologia, quello che gli americani adorano chiamare “background”. Alberto Annarumma, da questo punto di vista, è molto preparato.

Prima di arrivare in cucina, lo incontri che fa il giro dei fornitori per scegliere i prodotti giusti della giornata. Un paio di minuti bastano per capire che è anche un bravo organizzatore.

La degustazione ha inizio con il benvenuto: gyoza,

Casa del Nonno 13, Gyoza

croccante di baccalà con salsa al limone,

Casa del Nonno 13, Croccante di baccalà con salsa al limone

arancini al nero di seppia e piselli,

Casa del Nonno 13, Arancini al nero di seppia e piselli

pancetta di agnello di Laticauda con scarola liquida e polvere di carboni vegetali,

Casa del Nonno 13, Pancetta di agnello di Laticauda con scarola liquida e polvere di carboni vegetali

burro di bufala aromatizzato alle acciughe di Cetara,

Casa del Nonno 13, Burro di bufala aromatizzato alle acciughe di Cetara

chiacchiere salate.

Casa del Nonno 13, Chiacchiere salate

Cattura l’attenzione la presenza del gyoza, un piatto tipico della cucina giapponese che ad Alberto piace molto. Infatti in ogni pietanza si ritrova almeno un ingrediente della tradizione nipponica come per gli antipasti: gamberi rossi di Mazara, insalatina primaverile, mango, wasabi e cipolla rossa;

Casa del Nonno 13, Gamberi rossi di Mazara, insalatina primaverile, mango, wasabi e cipolla rossa

polpo fritto, peperoncino e scalogno, salsa agrodolce (infuso di karkadè).

Casa del Nonno 13, Polpo fritto, peperoncino e scalogno con salsa agrodolce

Molto interessanti le linguine aglio, olio e peperoncino rivisitate con zenzero e fonduta di Carmasciano.

Casa del Nonno 13, Linguine aglio, olio e peperoncino

Siccome ho un debole per il riso, non resisto a quello acquerello con limone, yogurt di bufala, scampi di Sicilia a crudo.

Casa del Nonno 13, Riso acquerello con limone, yogurt di bufala, scampi di Sicilia a crudo

Quella di Alberto è una cucina ricercata nel senso che ha una predilezione per la selezione dell’ingrediente migliore e giusto.

Lo confermano i secondi: il maiale iberico laccato al Merlot e soia, zucca, mela annurca

Casa del Nonno 13, Maiale iberico laccato al Merlot e soia, zucca, mela annurca

e il tonno rosso croccante, tapioca, cetriolo, mayo di miso, salsa di ostriche, katsuobushi.

Casa del Nonno 13, Tonno croccante, tapioca, cetriolo, mayo di miso, salsa di ostriche, katsuobushi

Come se non bastasse, tocca scegliere anche il dolce,

ma si parte col predessert: il tiramisù allo zenzero.

Casa del Nonno 13, Tiramisù allo zenzero

Negli ultimi tempi, il dolce è un aspetto molto curato nei ristoranti medio-alti. Non è casuale perché, in alcuni casi, il ricordo della piacevolezza di un pranzo o di una cena può essere compromesso dalla pasticceria.

Il cremaux di lamponi, sbrisolona di mais, pan di Spagna allo yogurt e gelato alle nocciole salate

Casa del Nonno 13, Cremaux di lamponi, sbrisolona di mais, pan di Spagna allo yogurt e gelato alle nocciole salate

e il crumble alla fava di Tonka, cremoso al caffè, spuma e gelato al cioccolato

Casa del Nonno 13, Crumble alla fava di Tonka, cremoso al caffè, spuma e gelato al cioccolato

confermano sapienza gastronomica e attenzione al particolare come la piccola pasticceria.

Casa del Nonno 13, Piccola pasticceria

Fondamentali anche i vini abbinati che hanno valorizzato ulteriormente la cena: Chardonnay Cuvée Bois Les Crétes 2014, Terre Alte Felluga 2013, Zingarella Masseria Parisi.

Non so che dire! Ogni volta che mi imbatto in persone fortemente motivate per il proprio lavoro rafforzo sempre di più una mia antica convinzione: “Partire è più facile che restare”.

Per questo motivo, chi dimostra l’attaccamento alle radici è in realtà una persona che continua a credere nei propri sogni. In ogni luogo si può essere cittadini del mondo.




All’Hotel Terme Manzi di Ischia tutto pronto per il “battesimo” dell’executive chef Giovanni De Vivo

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Giovedì 21 aprile 2016: una data da incorniciare negli annali della storia enogastronomica italiana. Da questo giorno incomincerà ufficialmente l’avventura di Giovanni De Vivo all’Hotel Terme Manzi (Relais & Chateau) di Casamicciola Terme a Ischia.

Chi è l’uomo che ha raccolto la sfida della struttura cinque stelle di lusso dell’isola napoletana?

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Angrese, poco più di quarant’anni, Giovanni è un po’ la negazione di ciò che nell’immaginario comune rappresenta lo chef stellato. Per una serie di motivi.

Discendente di una nota famiglia di pasticcieri locali, vanta un’esperienza più che ventennale. Reduce dalla riconfermata stella Michelin al “Flauto di Pan”, il ristorante gourmet di “Villa Cimbrone” a Ravello, di quest’uomo forse si contano più pregi che difetti.

Incominciamo dal primo. È uno chef stellato, certo, ma riesce a gestire con facilità anche un banchetto per centinaia di persone. Il segreto? Sicuramente l’operosità familiare. Ad Angri è ancora vivo nelle menti e nei cuori il gusto dei dolci della pasticceria di mamma e papà.

Continuiamo.

Lo chef stellato a volte sembra un superuomo. Giovanni De Vivo porta con sé un bagaglio di umiltà che lo fa risplendere nella costellazione degli stellati di casa nostra e non solo.

Ancora.

Lo chef stellato si dedica solo alla sua arte e trascura la famiglia. Giovanni è un lavoratore instancabile, dedito alla cucina, in grado di controllare davvero tutto, dalla lista della spesa all’impiattamento finale. Ed è anche un insostituibile padre e marito. Quando è in ferie, è quasi impossibile trovarlo da solo. È più probabile invece incontrarlo con Mena (la moglie), Rosita e Francesco (i figli).

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Sempre pronto a mettersi in discussione, quando mi ci sono imbattuta per la prima volta, abbiamo chiacchierato per circa due ore, come due vecchi amici, e, alla fine, mi ha salutato simpaticamente con queste parole: “Spero di non averti mai a pranzo o a cena”. Da lì, è nato un rapporto di amicizia e stima professionale, basato sulla profonda educazione di entrambi. Il rispetto che nutro nei suoi confronti ha rappresentato anche il motivo principale per cui, quando nei primi giorni di gennaio si era diffusa la notizia della conclusione dell’esperienza al “Flauto di Pan”, non mi sono permessa di chiedergli se la notizia corrispondesse a verità. Sebbene sia una giornalista, non mi piacciono i pettegolezzi gratuiti.

Lo chef che tra dieci giorni aprirà ufficialmente la stagione estiva dell’Hotel Terme Manzi non si sottrae mai al confronto con i più giovani e con chi è ancora incerto su come costruire il proprio percorso professionale. Infatti, quando dà un consiglio, sembra più un buon padre di famiglia che cerca di salvaguardare il proprio figlio da eventuali errori legati all’inesperienza.

Sarà per questo che da lui nessuno si sente mai giudicato per partito preso.

Quest’articolo non è un’apologia, siamo chiari. Il protagonista di questo racconto non ne ha bisogno.

In questo momento, Giovanni è a Ischia. Ci è arrivato ieri pomeriggio.

Qualche settimana fa, ci siamo sentiti per gli auguri di Pasqua. Non ci vedevamo dalla festa dell’Epifania organizzata da Alfonsina Longobardi presso il ristorante “Nonna Giulia” a Lettere. In quell’occasione, insieme a un altro chef stellato, Cristoforo Trapani, distribuì calze ai bambini ospiti di una casa famiglia.

Ci siamo organizzati per un caffè. Tra i reciproci impegni siamo riusciti a incontrarci il 30 marzo scorso a un famoso caffè angrese, a pochi metri dall’uscita autostradale. È inutile scrivere che siamo riusciti a chiacchierare tra una telefonata e l’altra ricevuta dallo chef, continuamente in contatto con la sua nuova sede di lavoro.

Che dire? Giovanni sa bene le responsabilità che lo attendono. Sarà l’executive chef di una delle strutture più belle della Campania. La sfida è ardua, ma ha tutte le carte in regola per vincerla. L’Hotel Terme Manzi ha tre sale ristorante che dovranno essere tutte attive ed efficienti per l’avvio ufficiale della stagione estiva: la cucina raffinata alla carta del ristorante “Gli Ulivi” (60 coperti); “Bouganville”, il roof garden in piscina (30 coperti) e il famosissimo “Mosaico”. Il ristorante gourmet, infatti, sarà aperto al pubblico dal 21 maggio prossimo, a un mese esatto dall’apertura della nuova stagione dell’Hotel Terme Manzi.

Che dire di più? Ad maiora.




Lettere, da “Nonna Giulia” si festeggia l’Epifania in anticipo

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Due chef stellati nel nome della solidarietà. Saranno Giovanni De Vivo (Ristorante Flauto di Pan di Villa Cimbrone, Ravello) e Cristoforo Trapani (Ristorante “La Magnolia” dell’Hotel Byron, Forte dei Marmi) i protagonisti dell’evento “L’Allegria dell’Epifania”, organizzato dalla poliedrica Alfonsina Longobardi, patron del ristorante “Nonna Giulia” di Lettere. Domenica 3 gennaio, si cercherà di sensibilizzare e sollecitare un cambiamento culturale verso chi vive situazioni non facili considerate “diverse” attraverso il momento conviviale per eccellenza: il pranzo domenicale.

Per il progetto della presidente dell’associazione “Tra Cielo e Mare” in collaborazione con la Casa Famiglia “Amaranta” di Castellammare di Stabia, presieduta da Marianna Langellotti, si sono uniti anche sei produttori, testimoni privilegiati di un territorio ricco di bontà ed eccellenze enogastronomiche. Panificio Cascone, Pastificio Carmiano, Caseificio Aurora, Poggio delle Baccanti, Panificio Malafronte e la Signora Lumaca tutti insieme per donare un po’ di allegria a ragazzi e bambini delle associazioni coinvolte.

Prima del pranzo, preparato dall’infaticabile Gennaro Longobardi, previsto alle ore 13, sarà possibile visitare la mostra dei dipinti realizzati dai ragazzi dell’associazione “ Tra Cielo e Mare”, dei lavori svolti dai bambini della Casa Famiglia “Amaranta” e dei prodotti enogastronomici selezionati per l’occasione.

La domenica si concluderà con una tombolata di beneficenza durante la quale Giovanni De Vivo e Cristoforo Trapani distribuiranno le calze dell’Epifania ai bambini partecipanti.

Il Menu

Antipasto dei Monti Lattari

Pancetta, Salame, salsiccia secca, Bocconcini di mozzarella e ricotta con miele (Caseificio Aurora, Sant’Egidio del Monte Albino)

Centro tavola di fritelle e verdurine in pastella, lumache (La Signora Lumaca, S. Antonio Abate)

I pani, i grissini e i crackers (Panificio Malafronte, Gragnano)

Primo

Candele spezzate (Pastificio Carmiano) lardellate con lardo nostrano e pomodorini del piennolo

Secondo

Filetto di maiale con patata ricciona

Dessert

Babà (Panificio Cascone, Lettere)

Vini in abbinamento: Gragnano, Sodalizio, Lambiccato (Poggio delle Baccanti, Sant’Antonio Abate)

Costo degustazione (30 € a persona)

Info e prenotazioni

Ristorante Nonna Giulia – Via Creta 3 – Lettere (Na)

Tel. 081.8022101-333.3455623

Mail: alfonsinalongobardi@yahoo.it