“La Pignata” di Bracigliano si conferma patria dell’accoglienza anche nella serata trentina del 29 ottobre scorso

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Non c’è nulla da fare! Poche persone riescono a coccolare il palato con gli “OstiNati” Mafalda Amabile e Gerardo Figliolia. L’osteria “La Pignata” in via Francesco D’Amato a Bracigliano è diventato il luogo di ritrovo per mangiare cibi tradizionali e caserecci.

Il mallone, il ragù con braciola di capra, l’involtino di braciola, sono solo alcune delle pietanze che hanno incantato gli estimatori provenienti da ogni dove.

Selezione Formaggi Mila

La forza di questa coppia è il cosmopolitismo. Mi spiego meglio. Sono difensori dell’identità locale; nello stesso tempo, sono sempre pronti al confronto e a guardare a realtà totalmente diverse. È pur vero che un periodo della loro vita si è svolto in provincia di Bolzano. Di tanto in tanto, questo richiamo emozionale torna a farsi sentire. In risposta, lo si celebra con una serata a tema.

Come quella di “Sapori da Gustare”, svoltasi il 29 ottobre scorso. Almeno una volta all’anno, in primavera, c’è la degustazione altoatesina, ma è stata ripetuta per una serie di contingenze. Infatti, il menu è stato interamente organizzato con la preparazione di piatti esclusivamente altoatesini.

Un’esperienza emozionale e ben organizzata. Protagonista dell’antipasto la selezione di formaggi Mila, un’azienda il cui latte proviene soltanto da pascoli di alpeggio. Per questo motivo, pos

I canederli

sono essere tranquillamente degustati anche dalle persone intolleranti al lattosio.

Come al solito, lasciano a bocca aperta i canederli. Si sa, Mafalda è una perfezionista e trasferisce la sua personalità in ogni piatto.

Eccezionale il carré di maialino con i crauti. A un certo punto, tutti hanno avuto realmente la sensazione di trovarsi dall’altra parte d’Italia nel più profondo Nord.

Carrè di maialino con crauti

Dulcis in fundo, il tiramisù rigorosamente artigianale.

Tiramisù

Ad accompagnare l’intera degustazione la selezione di vini Peter Zemmer.

Potrò apparire anche noiosa, ma Mafalda e Gerardo superano tutti per l’accoglienza che riservano ai loro ospiti. Senza invadenza, si dedicano a ognuno di loro.

Infoline

Osteria La Pignata – via F. D’Amato, 54 – Bracigliano

Tel. 081969580

Serata scintillante a San Valentino Torio per “I Sapori d’Autunno” di Angela De Vivo

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Oggi vi racconto una storia. Di quelle che piacciono a me. Di una donna caparbia, resistente, decisa. Mi riferisco ad Angela De Vivo, la pizzaiola, patron di “Pizza Pazza per i Pazzi della Pizza” a San Valentino Torio.

Sono anni che si dedica a impasti e farciture, ma ultimamente ha raggiunto una maturità professionale da evidenziare. Ne è testimonianza la serata “Sapori d’autunno”. L’evento si è svolto giovedì scorso.

Per la presentazione del nuovo menu stagionale, questa ragazza ha coinvolto i migliori produttori della provincia di Salerno.

Presenti Paolo Amato, il mastro casaro del “Caseificio Aurora” di Sant’Egidio del Monte Albino; Salvatore Calabrese della “Macelleria del Centro Storico” di San Marzano Sul Sarno; Francescantonio Cavalieri dell’omonima azienda agricola di Roccagloriosa; Maria D’Ambrosio, la gelataia di Baronissi che ha presentato il gelato col blue di bufala con pezzi di pera, per l’occasione contenuto nel panettone artigianale di Raffaele Vignola, il mastro pasticciere di Solofra, reduce dai successi di “Re Panettone” e della classifica “Dissapore”; Gaetano Zelante, lo chef resident di “Casolaro Hotellerie” che ha ispirato una delle pizze in menu.

Inoltre, c’erano i prodotti dell’azienda conserviera “Casa Marrazzo” di Pagani e le birre artigianali di “Bella ‘Mbriana” di Prisco Sammartino.

Solo una numero uno come Angela poteva mettere insieme tutti questi fuoriclasse e rappresentarli attraverso le sue creazioni.

Sebbene giovane, è percepita come esempio di serietà, dignità e dedizione al lavoro. A omaggiarla a “Sapori d’Autunno” c’erano Francesco Ciociano, l’editore di “Edizioni dell’Ippogrifo”; Antonio Ambrosio, collaboratore del sito blog “emmetag”; Lucia Iannicelli, animatrice del blog “www.igustosidiucia.wordpress.com”; Maria Pepe, direttrice del blog “www.unarmadiotuttoper.wordpress.com”.

Da sx: Maria Pepe e Lucia Iannicelli

Sold out per un evento dove la passione e la golosità camminavano sottobraccio. La maestra pizzaiola non ha sbagliato un colpo.

Cuzzetiello

La degustazione si è aperta con il cuzzetiello con scarola dell’Agro Nocerino-Sarnese, alici di Cetara, olive nere di Gaeta, capperi: una creazione che meriterebbe una recensione a parte.

Pizza di farro nel ruoto

Apoteosi per la pizza al farro nel ruoto.

Se chi ben comincia è a metà dell’opera, la degustazione è continuata con la pizza Zelante (vellutata di zucca, salsiccia, fonduta di blue di bufala e fiordilatte di razza jersey, granella di nocciole).

Pizza Zelante

La pizza del cuore è stata quella “Della Nonna” (verza, fagioli di Controne, salsiccione con cotenna; fior di latte di razza jersey) perché Angela ha eternizzato la verza coi fagioli che preparava sua nonna trasferendola sulla pizza.

Pizza della nonna

Il rispetto della tradizione ha contraddistinto anche le altre due pizze: la Cipollotta (cipollotto nocerino, fiordilatte di razza jersey, lonzetto lavorato con sale integrale di Sicilia e pepe)

Pizza Cipollotta

e la Tarallara (vellutata di piselli, gamberi, stracciatella, fiordilatte di razza jersey, sbriciolata di tarallo sugna e pepe fatto direttamente da Angela).

Pizza Tarallara

Un discorso a parte meriterebbero i dolci. Oltre agli struffoli col miele di Francescantonio Cavalieri previsti in menu, gli ospiti hanno goduto di una sorpresa.

Merito di Paolo Amato e Maria D’Ambrosio che hanno presentato il “Aurora Blue”, il panettone al gelato con blue di bufala e pere IGP dell’Emilia Romagna.

Aurora Blue

Grande soddisfazione da parte di tutti perché sono serate come queste che ti riscaldano il cuore anche nei giorni più freddi.

Foto di Mariana Silvana Dedu

“Magma”: a Torre del Greco la forza del Vesuvio in un morso di pizza

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Torre del Greco è una città che ancora oggi rimanda grande fascino. Si pensa al mare, al corallo, alla tradizione dolciaria.

Red Sunset Sakura

Dal maggio scorso, è diventata anche sinonimo di pizza buona e territoriale. Da allora, è stata inaugurata la pizzeria “Magma” il cui nome è già tutto un programma perché rimanda alla forza vulcanica di questo posto. La presenza del Vesuvio e dei suoi vapori, infatti, regala particolari caratteristiche ai prodotti della terra. Basti pensare alla caratteristiche minerali del piennolo del Vesuvio, se rapportato a un altro proveniente da un terreno diverso.

Claudio De Siena

Negli ultimi anni, infatti, sembra quasi che la forza del gigante dormiente stia contagiando gli abitanti di tutta la zona. Si assiste a una rinascita che porta un po’ tutte le comunità a mettersi in discussione.

È quanto fatto da Ciro Di Giovanni con il progetto Pizzeria Magma, patron anche del “Sakura Piscina Club”, un luogo di ritrovo estivo per gli abitanti del posto e non solo. Ciro ha una passione per la qualità che trasferisce in ogni settore di suo interesse, compreso quella della pizza. Basta guardare la dispensa piena di ingredienti, ortaggi provenienti dall’Agro vesuviano.

Margherita

Claudio De Siena è il pizzaiolo prescelto. Molto bravo con gli impasti, si distingue anche per i gusti ideati che promuovono i prodotti della zona e si fondono in maniera armonica all’assaggio.

Il concept Magma è molto interessante proprio perché fa parte di un discorso più ampio che si interseca nella tradizione del Sakura.

Orto in Condotta

La sintesi di questi due aspetti è rappresentata dal “Red Sunset Sakura”, il cocktail al pomodoro San Marzano che, in estate, si può bere a bordo piscina oppure come accompagnamento della montanara fritta. Il mix di succo di pomodoro, limone, zucchero di canna, vodka, sale, pepe e ginger beer sarà protagonista di un articolo specifico nei prossimi giorni. È un cocktail veramente equilibrato che permette di distinguere al palato i singoli ingredienti.

Chiodina

Torniamo alle pizze, le creature di Claudio De Siena, un uomo sereno, tranquillo che fa parlare le sue creazioni.

Così assaggio la margherita, l’orto in condotta (fiordilatte, zucchine San Pasquale, burrata di bufala, pomodorino giallo del Vesuvio). Nell’ultimo periodo grande successo sta riscuotendo la chiodina, la pizza dell’autunno per intenderci (funghi chiodini, provola, salsiccia, erba cipollina).

Interessante anche l’interpretazione della zeppola di San Giuseppe, preparata con la pasta della pizza.

Zeppola di San Giuseppe

Sono queste le storie che convincono e rafforzano l’idea che, nonostante tutto la Campania sia ancora “felix”.

Vado via con la consapevolezza di aver conosciuto, grazie a Marina Alaimo, un luogo nuovo e diverso dove poter degustare una buona pizza in compagnia.

Sant’Antonio Abate: Pietro Musto è l’ambasciatore della pizza con ingredienti di qualità

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Negli ultimi tempi, pizze e pizzaioli hanno strappato la scena alle soubrette, di conseguenza, ci si trova di fronte a un esubero di esperti. Gli “scienziati” si nascondono dietro la tastiera dei social, esprimono giudizi, incoronano fuoriclasse. Molti di loro però non sono mai entrati in una pizzeria o hanno incontrato un pizzaiolo, anche perché girare e assaggiare costa. È un vero e proprio investimento economico.

Fortunatamente, tra tanti esaltati, se la pigrizia non ti prende, puoi imbatterti in un valido professionista che porta avanti la propria idea.

È l’impressione che ho avuto quando ho incontrato Pietro Musto, titolare dell’omonima pizzeria “Musto’s”, in via Roma a Sant’Antonio Abate. Napoletano, poco più che trentenne, da quando ha sposato Carmen, si è trasferito nel paese un tempo patria delle industrie conserviere. Figlio d’arte, di mattina, con il papà e i fratelli, gestisce una pizzeria al centro direzionale di Napoli.

Musto’s, Margherita

Di sera, invece, si dedica al locale, fiore all’occhiello suo e della moglie. Quando varchi la soglia del regno di Pietro, ti sembra di entrare a casa tua. Il luogo è piccolo e accogliente con colori rassicuranti.

Musto’s,

I padroni di casa si dedicano completamente ai clienti che poi diventano amici. È capitato così anche quando sono stata per la prima volta lì.

Musto’s, Sophia

Che dire?! Mi sono trovata di fronte a un vero artigiano. Al di là delle pizze a lunga lievitazione che realizza con la farina Polselli, degno di nota è il crocchettone. Non mancano gli scazzoppoli e le montanarine.

“Musto’s” è anche un posto dove si è sempre alla ricerca dell’ingrediente giusto. Si passa dal pomodoro di “Casa Marrazzo” al fior di latte di Agerola all’olio extravergine di oliva cilentano. Per la degustazione assaggio la Margherita, la Pietro, la Sophia.

Carmen e Pietro Musto

Le pizze sono sincere, ben lievitate e dal sapore armonico. La meraviglia si manifesta al momento dei dolci, totalmente artigianali nel senso pieno della parola.

Merito di Carmen e di sua mamma che preparano delle zeppole e dei cantuccini da far invidia ai pasticcieri.

Veramente una bella storia quella di questa coppia tranquilla, ma rivoluzionaria, decisa a non rinunciare ai suoi sogni per portare avanti la propria filosofia di vita e di lavoro.

A Bracigliano Angela Pergamo è al lavoro per la campagna delle castagne

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Le temperature si abbassano e subito c’è voglia di calore domestico. Si pensa al plaid, al camino, alle bevande calde, alle castagne.

 Le caldarroste sono una coccola del cuore perché rimandano alla convivialità, alla socialità, all’armonia familiare. Basti pensare al tempo dedicato allo “spasso” in occasione delle festività natalizie. Si potrebbero trascorrere intere giornate a chiacchierare e sgranocchiare.

Di anno in anno le castagne, come le noci, diventano gemme preziose soprattuto quelle di buone qualità.

Ma chi lavora questi frutti che prima di arrivare sulle nostre tavole sono accolte nei ricci? È sempre un’amica di “Ritratti”. Angela Pergamo, tra primavera ed estate, a Bracigliano, si dedica alle ciliegie che seleziona e confeziona con i suoi dipendenti anche per la grande distribuzione. In autunno tocca alle castagne. Stesso luogo, stessa dedizione con Gioacchino Liguori, il marito, che quando è libero dà una mano.

La “Bracigliano Ciliegie” è un’azienda esemplare. Ogni anno, ultimate le singole campagne, non si riposa. Al contrario, la signora Angela con il supporto del marito cerca nuovi strumenti per migliorare produzione e produttività nel rispetto delle caratteristiche organolettiche dei frutti trattati.

Sono le storie come queste che permettono la rivoluzione e, contemporaneamente, garantiscono il rispetto delle tradizioni nei piccoli centri di casa nostra.