OKDORIAFEST: numeri da capogiro per l’edizione 2017

Sui social si sprecano i ringraziamenti e gli apprezzamenti per l’Okdoriafest 2017 – Beer Park Edition, che, dopo un anno di ricarica, è tornata più bella e maestosa di prima nella splendida location del Parco Urbano di San Marzano sul Sarno.

Alla fine di un evento si fanno i bilanci e quello di questo grande evento è più che positivo: più di 80.000 persone che hanno visitato il Beer Park nelle 5 serate; 55 giovani hanno lavorato affinché tutto fosse sempre in ordine e perfetto; 50 stand che hanno offerto piatti e specialità di ottima qualità; 30 giornalisti accreditati nella Press Area e che hanno dato massima copertura su radio, web e tv; 15.000 foto scattate durante l’evento dal nostro staff fotografico; 500 persone che hanno usufruito della Metro Agro; oltre 200 corse sostenute dalle Navette nelle aree parcheggio; 0 incidenti.

Okdoriafest è la storia di tre ragazzi che hanno messo su una macchina organizzativa impeccabile che ha saputo assicurare ad una folla vastissima cinque giorni di puro relax e divertimento. Pietro Paolo Coppola, Marco De Simone e Mimmo Esposito hanno speso le ultime loro parole per i ringraziamenti: “Abbiamo vinto una sfida con noi stessi, nel tentativo, andato a buon fine, di dimostrare (sempre a noi stessi) che okdoria ormai è un marchio, garanzia di un evento sano e che fa stare bene le persone di ogni fascia d’età. Vogliamo ringraziare quanti hanno reso possibile questo successo, dall’Amministrazione guidata da Cosimo Annunziata all’ultimo ragazzo dello staff che ha assicurato la pulizia all’interno del parco: tutti abbiamo lavorato senza sosta affinché tutto potesse andare nel migliore dei modi e se qualche sbaglio è stato commesso, chiediamo scusa e cercheremo di rimediare nel miglior modo possibile. Grazie a tutti”.

Per l’Okdoriafest è ora tempo di spegnere i riflettori, ricaricare le batterie e poi pensare al futuro nella certezza che questo evento cresce grazie alla voglia di stare insieme e di divertirsi di ogni singolo fan.

Timido, nasce un vino “naturale” : Azienda Agricola Magnoni

di Antonio Ambrosio

Ritrarre la timidezza nei suoi aspetti più dettagliati comporta fare un passo indietro e, stare lì, ad ascoltare prima ancora di osservare. Domande di troppo, occhi indiscreti, potrebbero far arrossire. Occorre bussare con delicatezza.

Ed è così che, nel tempo dell’estate, entrare a casa di una delle famiglie note del Cilento per conoscere uno degli ultimi discendenti, Salvatore Magnoni, è stato come incontrare la storia sotto varie epoche.

Accompagnati nella parte più antica della dimora Magnoni, a Rutino, la cantina, il tempo passato lo si scorge dalla mirabile ristrutturazione delle mura e dal recupero delle originali “chiancarelle di legno” (assi di legno usate per la costruzione di solai) che costituiscono quell’elemento importante per determinare un’equilibrata umidità ed ottenere un buon vino.

Qui Salvatore, come solo un timido sa fare ci ha raccontato del suo lavoro, della volontà di produrre vino, di storie del <<Rinascimento Cilentano>> di cui egli stesso ne è espressione, di Cantine sociali e di tutto quel fermento che contraddistingue, da qualche anno, gli imprenditori del posto ed i vinicoltori di una zona vocata al vino.

In questo inizio di conversazione ci parla delle viti coltivate, del lavoro impiegato per mettere su il notevole patrimonio lasciato dal padre e di come in questo periodo di investimento sia stata conseguenziale la scelta di produrre un vino “naturale”.

Un vino in movimento che segue l’arte della fermentazione, un avvicendarsi di profumi e colori stratificati sui bordi delle botti. Dall’animo introverso, dal colore forte, dotato di una caparbietà dirompente che dà calore e sbriglia lentamente dalla durezza della reticenza.

L’assaggio in cantina è sempre degno del suo perché, ha qualcosa in più. In quel luogo puoi aver modo di immaginare e – sentire – tutto il processo di elaborazione: dal ribollire al propagarsi per il corpo. E per questo gentile assaggio, dopo aver sorseggiato con sensato compiacimento, ti accorgi di aver assaporato un vino libero e coraggioso. Non convenzionale.

Come la volontà di porre l’interesse solo sulla produzione di due rossi: Primalaterra e Rosso del Ciglio. Rossi con dentro la terra, la corposità e l’essenza di un rivoluzionario, il cui intento è stravolgere le dinamiche della odierna vinicoltura. Un guerriero in battaglia per l’indipendenza del vino puro.

Lasciata la cantina, spontaneo nasce un invito a mangiare, insieme, qualcosa a tavola. La timidezza ha fatto spazio alla fiducia.

Entrati nell’appartamento privato, nel grande salone oltre i fasti di un passato memorabile si scorgono socchiuse le porte di un vecchio armadio al cui interno viene custodita un’altra delle passioni di Salvatore Magnoni, la musica.

La musica della sua gioventù e crescita partenopea, quella napoletanità manifestata nel linguaggio ed anche nello spirito di chi di fronte a nuove avventure conosce bene come superare le difficoltà. Vino e musica, passioni che si accompagnano, che aiutano il cuore ad essere solare, a mostrarsi, a far entrare l’aria fresca, dando accoglienza a uomini portatori di valori sani e genuini.

Allora una bottiglia, del formaggio ed altro cibo casereccio rendono il pranzo conviviale. I discorsi si fanno amichevoli generando una sinossi esemplificativa sulla particolarità del vino naturale, dell’importanza di portare avanti questa dicitura “naturale”, dell’essere definiti eretici nel pronunciarla o scriverla, della filosofia produttiva incentrata sulla necessità di dare priorità alla terra e su cui si può ancora investire senza alterare i suoi frutti.

Da ciò nasce il nome “Primalaterra”.

E sulle note jazz di un vinile di Milles Davis gli animi si distendono, le parole si alternano a domande esistenziali. Una delle virtù del vino sta nel saper portare il lume della ragione a perdersi per esaltare quel noir turbolento degli spiriti vivaci. Attimi privi di senno, dove gli sguardi manifestano intesa ed assecondano la ritmata musicalità di sottofondo, in un susseguirsi di suoni accordati al silenzio dei corpi.

In quel silenzio e soffermandoti a guardare quell’uomo con alle spalle i suoi avi, attori protagonisti del Risorgimento italiano, tutto ciò che è stato fatto, vissuto e raccontato sottovoce, sembra prendere un senso preciso che è scritto nei geni della famiglia Magnoni.

Raramente un vino ha dietro un uomo timido. Un uomo capace di celare la sua storia e le sue gesta, Salvatore lo è.

A Salvatore Magnoni, un integralista ed un sognatore.

San Marzano sul Sarno: all’OkDoriaFest l’abbraccio per Clementino

 

La quarta serata dell’Okdoriafest ha registrato il tutto esaurito con una grande folla ad applaudire Clementino e a gustare le meraviglie e le specialità del Beer Park fino a tardi.

Nel tardo pomeriggio, il laboratorio dell’okdorialab ha guidato i partecipanti su come abbinare una sana attività fisica al consumo di birra, grazie alla partecipazione e al supporto del Centro Gym Navotti che ha messo la propria conoscenza al servizio dei partecipanti.

In seguito, le luci dell’okdoria si sono spostate nell’area palco, dove l’animazione di dj Ago di Radio Punto Nuovo ha scaldato il pubblico in attesa del superospite Clementino, il quale ha portato al Beer Park il suo Vulcano Summer Tour, con i brani dell’omonimo album lanciato dopo la sua partecipazione a Sanremo lo scorso febbraio.

La Iena Bianca, così come ama farsi chiamare dai fan, ha presentato il suo spettacolo in tre atti dal palco dell’okdoria, regalando al pubblico anche dei fuori programma come la “nuotata” sulle mani della folla. In un altro momento ha mostrato anche tutta la sua umanità: quando una ragazza ha accusato un malore, il rapper napoletano ha interrotto il concerto e permesso agli uomini della sicurezza di tirarla fuori dalle transenne e curarla con calma nei camerini.

Immancabile il selfone con la folla e con i tre organizzatori che hanno commentato così la serata: “tutto è stato perfetto, dagli accessi alla sicurezza nel parco. Anche questa sera il popolo dell’okdoria ha dimostrato grande maturità e la capacità di sapersi divertire in modo sano e senza causare problemi. Un grazie di cuore a questa folla festante”.

Un altro successo targato okdoriafest all’insegna della buona birra, della musica rap, del relax del Parco Urbano di San Marzano e del buon cibo offerto dai tanti stand culinari presenti. Questa sera a chiudere la kermesse 2017 ci sarà l’immancabile Enzo Avitabile con i Bottari di Portico.

Pagani: per “Mozart Sotto Le Stelle” le note gustose della Pignata, di Santacosta e di Pepe

A volte, ci si chiede come mai con delle persone si registri un’affinità particolare. La risposta arriva presto perché poi te le ritrovi sempre al tuo fianco.

E così anche per “Mozart sotto le stelle” ci si è resi conto di chi sono i veri innamorati delle nostre zone. Già, perché è facile pronunciare belle parole senza rischiare le proprie certezze. La differenza si vede quando si lascia la propria struttura per garantire una coccola a un pubblico che ha scelto di ascoltare un concerto.

In questo Mafalda Amabile e Gerardo Figliolia, gli osti dell’Osteria “La Pignata” di Bracigliano, sono dei veri e propri maestri. Quotidianiamente, il loro locale è sold out, ma non dicono mai “no” quando si tratta di “Ritratti di Territorio”. È vero, loro conoscono lo spirito che anima Nunzia Gargano e sono sempre al suo fianco, ma nel fine settimana potrebbero anche tirarsi indietro. Invece ci sono sempre.

 

 

 

 

 

 

 

Gerardo, con la figlia Maria Antonia, c’era anche venerdì scorso all’Auditorium S. Alfonso di Pagani. Torta rustica alla siciliana e gateaux di patate che, come al solito, hanno incantato i palati.

C’erano anche gli altri amici di “Ritratti”.

Giuseppe Pagano con le sue bollicine “Don Andrea 1936”, presenza costante in ogni evento a favore dell’Agro Nocerino-Sarnese, che hanno valorizzato prima le preparazioni di Mafalda e poi quelle di un altro amico: il maestro pasticciere Alfonso Pepe.

La sua pasticceria secca, come al solito, ha confermato l’attenzione al particolare e agli ingredienti di un artigiano che ancora oggi, se lo chiami “Maestro”, si inibisce perché non fa altro che il suo lavoro.

Sono queste persone che si rivelano la spinta propulsiva di chi da quasi 23 anni combatte la propria battaglia per evidenziare il bello dei nostri luoghi, anche se qualche volta diventa difficile.

I giornalisti di una volta, quelli formatisi in strada però, sono abituati anche alle emergenze. Da quelle diventano più forti.

Castel San Giorgio: il 28 settembre la 7° Edizione del Premio Giornalistico Mimmo Castellano

Giovedì 28 settembre 2017 alle ore 16, presso l’Aula consiliare del Comune di Castel San Giorgio (SA), si terrà la settima edizione del Premio giornalistico “Mimmo Castellano”. La manifestazione – organizzata dall’Assostampa Campania Valle del Sarno, con il patrocinio del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, del Consiglio dell’Ordine dei giornalisti della Campania, del Movimento Unitario Giornalisti, del Comune di Castel San Giorgio e della Provincia di Salerno – intende onorare la memoria di Mimmo Castellano, già vicepresidente dell’Ordine dei giornalisti della Campania e segretario generale aggiunto della Federazione Nazionale della Stampa Italiana.

Il premio sarà assegnato a colleghi che nel corso della loro carriera si sono particolarmente distinti nel campo dell’informazione nazionale e locale.
Questa edizione del premio avrà come tema di fondo la tutela della dignità umana e la qualità dell’informazione: sarà posta enfasi sul lavoro di tanti giornalisti che quotidianamente nel loro lavoro sono protagonisti di battaglie di civiltà per la tutela della libertà di informazione. Si tratta di temi che hanno sempre accompagnato la nobile figura di Mimmo Castellano, che ha sempre invitato la categoria dei giornalisti a essere unita e compatta pur nelle diversità d’idee.

Alla manifestazione, oltre a diverse autorità e a consiglieri nazionali e regionali dell’Ordine dei giornalisti, saranno presenti:

 Nicola Marini, presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti;
 Ottavio Lucarelli, presidente del Consiglio dell’Ordine dei giornalisti della

Campania;
 Mimmo Falco, presidente del Movimento Unitario dei Giornalisti.

Nel corso della serata sarà presentato anche il libro “Mimmo Castellano – La forza del giornalismo” a cura di Salvatore Campitiello ed Elia Fiorillo, edizioni Realtà Sannita.

Allieteranno la manifestazione gli intermezzi musicali di Marzia De Nardo con siparietto per un “Omaggio ai giornalisti” testo di Franco Russo – musica di Mario Alfano.