I fuoriclasse dell’enogastronomia locale per la festa dedicata alla raccolta del pomodorino corbarino 2020 “Dicorbara”

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Da sx: Prisco Pepe, Pierluigi Giglio, Teresa Vitolo Pepe, Francesco e Giuseppe Pepe

Data unica per il Corbarino Tour 2020. Il 22 luglio scorso, Pierluigi Giglio, ha dedicato una serata alla nuova campagna di raccolta del pomodoro corbarino. È stata una scelta nata anche per omaggiare Alfonso Pepe, il maestro pasticciere scomparso nel febbraio scorso, che piantò il primo seme del prezioso oro rosso, nell’estate 2019. Pierluigi è un entusiasta e così è venuto fuori un momento di incontro tra anime elette. La pandemia in corso, infatti, non ha permesso di organizzare i tour tra i campi di corbarino che tanto successo riscossero l’anno scorso.

La caponata

E, in via Casamola a Corbara, si è organizzata una festa alternativa nel rispetto delle norme anti-Covid 19.

L’obiettivo, ancora una volta, promuovere le particolarità territoriale del paese ai piedi dei Monti Lattari e dell’intero Agro Nocerino-Sarnese.

La Pignata, mallone

Il corbarino di Pierluigi, “Dicorbara” per intenderci, è stato infatti il protagonista della degustazione.

Complice la maestria degli osti Mafalda Amabile e Gerardo Figliolia dell’osteria “La Pignata” in Bracigliano, i vini della Tenuta Apicella e la “Corbarella” di Pepe Mastro Dolciere, ennesimo omaggio dell’indimenticabile re dei lievitati ai prodotti locali, gli ospiti intervenuti sono stati testimoni di un momento unico.

A sinistra la soppressata al corbarino del Salumificio Ruocco

A me, fondatrice del progetto culturale di “Ritratti di territorio” e amica della famiglia Pepe, è spettato il compito di narrare l’Agro attraverso i suoi protagonisti. Ognuno, a modo suo, ha spiegato la passione che muove il proprio lavoro. Oltre alla caponata, gli occhi di lupo

La Pignata, occhi di lupo al corbarino

e il salame al corbarino, i palati sono stati incantati anche dal mallone di Mafalda e Gerardo per cui sono rinomati ovunque.

La Pignata, frittatina di zucchine

Ad accompagnare le pietanze il Tramonti Rosso e il Tramonti Bianco dell’etichetta Costa d’Amalfi. Tra una portata e l’altra, hanno raccontato la propria “missione”: Mafalda e Gerardo Figliolia (La Pignata); Prisco Apicella (Cantine Giuseppe Apicella) e Prisco Pepe (Pepe Mastro Dolciere).

Pepe Mastro Dolciere, la Corbarella

Dulcis in fundo, la “Corbarella” è stata accompagnata da “Passion”, vino passito 2017.

Cantine Apicella, Passion, vino passito 2017

Tanta soddisfazione e altrettanta emozione per un momento da iscrivere con semplicità negli annali dell’enogastronomia.

Finalmente vi raccontiamo la bellezza di “Vesuvio e dintorni” l’evento del 16 luglio scorso al Bagatto in Pagani

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di Maria Pepe

In un tempo in cui parole come congiunto, affetto stabile, hanno limitato affetti e rapporti, infrantisi sul muro della legalità e della biologia, forte e necessario è il bisogno di ritrovare i legami, quelli veri, quelli che scegli, senza vincoli e dettami, gli amici, la bella gente che ti allieta il turbinoso e massacrante vivere quotidiano. Da questo sentimento di incontrarsi e rincontrarsi, nasce “ Vesuvio e dintorni”. Da un’idea di Silvio Iaquinandi, patron della “Dimora il Bagatto” in Pagani e della giornalista Nunzia Gargano con il suo “Ritratti di territorio”, lo scorso 16 luglio, ha preso vita una serata evento in pieno stile so chic. Grandi nomi delle eccellenze del territorio, Agro Nocerino-Sarnese, Agro Vesuviano, Monti Lattari, insieme per celebrare il ritorno alla vita con scintillii e al contempo concretezza che da sempre caratterizza la qualità, quella vera. Lo splendido giardino del Bagatto è stato scenario di una cena dinamica e raffinata, in pieno rispetto delle normative anticovid-19. Buon cibo, chiacchiere, risate e spensieratezza il tutto innaffiato dalle bollicine e non solo di Giuseppe Pagano “Don Andrea 36-05”.

Un’atmosfera magica, quasi irreale, dove l’effetto scenico principale è stata la felicità degli ospiti che, tutti insieme e senza dirselo, erano lì per festeggiare l’invitato più atteso: “il ritorno alla vita”. Con la leggerezza nel cuore, nulla, neanche nuvole dispettose scaraventatesi con un acquazzone di qualche minuto sul luogo della scena, hanno fermato cuochi e commensali. A un certo punto, sono sparite e uno splendido cielo stellato ha illuminato la riuscitissima serata.

Gianni Mellone, la melanzana alla parmigiana

Una gioia di rivedersi acuita e rafforzata dalle magnifiche prelibatezze che da troppo e per troppo tempo sono mancate: la parmigiana da passeggio in pieno stile street food di Gianni Mellone, executive chef di “Mood – Steakhouse & Garden Bar” in Salerno; il baccalà in tre consistenze dello chef residente Mario Zingone; 

Mario Zingone, baccalà in tre consistenze

la selezione di salumi

Macelleria del Centro Storico

e la tartare pura di scottona della “Macelleria del Centro Storico” (San Marzano Sul Sarno)

Macelleria del Centro Storico, lo staff

di Salvatore Calabrese accompagnata da stracciata, panna acida al mirtillo by Caseificio Aurora (Sant’Egidio del Monte Albino) e miele ed erbette di Montoro Erbe (Sarno); gli spaghettini Vicidomini al per’ e ‘o muss dello chef gragnanese Giulio Coppola;

Giulio Coppola, spaghettino al per’ e ‘o muss’

l’interpretazione della caponatina secondo il ristorante “La Cascina” di Sant’Egidio del Monte Albino;

La Cascina, caponatina

la pirotecnica Antonella Principe dell’omonima famiglia di ristoratori di Nocera Superiore con un’insalata di farro a dir poco spettacolare;

Antonella Principe

 

Famiglia Principe 1968, insalata di farro

gli sfizusielli Vicidomini con melanzane a julienne, crema di melanzane, pomodirini gialli, pancetta e ricotta di pecora salata del ristorante “La locanda dei falchi” in Nocera Inferiore;

La Locanda dei Falchi, sfiziusielli

il sempreverde mallone dell’osteria “La Pignata” di Bracigliano

La Pignata, il mallone

nonché la famigerata braciola di capra;

La Pignata, la braciola di capra

i raffinati fritti della pizzeria “La Pergola” di Scafati; 

La Pergola, lo staff

il predessert del campione del mondo di pasticceria juniores Vincenzo Donnarumma di Pimonte, il “vino con la percoca”

Vincenzo Donnarumma, vino con la percoca

declinato in una versione super cool, un vero mood da passerella, gelato a base d’acqua al vino con crumble e tocchetti di pesca; il dessert fresco, rigenerante sul serio,

Pepe Mastro Dolciere

capace di riportarti alla vita “ la delizia si San Gilio” di Pepe Mastro Dolciere;

Pepe Mastro Dolciere, la delizia di San Gilio

le raffinate crostatine di frutta del “Mondo Senza Glutine”,

Il Mondo Senza Glutine, crostatina alla frutta

autore anche di entusiasmanti scazzuoppoli,

Il Mondo Senza Glutine

impossibile trovare la differenza. La cornice ideale di un momento perfetto da troppo tempo atteso e sognato, manifesto di gioia e di vita, oltre che di sana imprenditoria e ristorazione, un evento a cui presenziare e raccontare ai malfidati assenti che, come è ben noto, hanno sempre torto.

Ritorna “San Gennà… un dolce per San Gennaro” il prossimo 7 settembre all’Hotel Renaissance Naples

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Napoli Hotel Mediterraneo 08 luglio 2019
San Gennà un Dolce per San Gennaro confronto creativo tra i maestri pasticceri per il riconoscimento del miglior dolce dedicato a San Gennaro.
Vinto da Raffaele Barresi il ” premio San Gennaro” con il dolce ” Stai sciolto”.
Ph: Stefano Renna / Roberta De Maddi

Sono 11 i maestri pasticceri che si sfideranno a Napoli il 7 settembre, presso il Roof Garden Terrazza Angiò del Renaissance Naples Hotel Mediterraneo, sotto l’egida di San Gennà. L’occasione sarà il pastry contest “San Genna’…Un dolce per San Gennaro”, giunto alla terza edizione e fortemente voluto da Mulino Caputo. 

A proporre la loro versione per un dolce dedicato al Santo, ci saranno: il pastry chef Nello Iervolino, del ristorante stellato Indaco del Regina Isabella di Ischia, con la sua “Santarella”; Angelo Mattia Tramontano, del  Gran Caffè Napoli 1850  di  Castellammare di Stabia, con “E’ sango e nun è acqua”;  Ciro Poppella della  Pasticceria Poppella di Napoli,  con “Ampolla di San Gennaro”;  da Roma arriva Alessandro Fiorucci, della pasticceria-Caffè Mela Verde, con “Eusebia”; Nicola Obliato, della Pasticceria “Mille Dolcezze” di Frattamaggiore, proporrà  “Il Cappello del Cardinale”; Rocco Cannavino dello “Zio Rocco Lab-Store” di Pomigliano D’Arco,  proporrà “ ‘O Miraculo”;  Pasquale Pesce, della “Pasticceria Pesce 1896” di Avella, porterà “Il Peccato di San Gennaro”; Andrea Casillo, docente dei servizi ristorativi  presso l’Istituto “Bartolomeo Scappi” di Castel S. Pietro Terme, in provincia di Bologna, presenterà  “Miraculum”; Luigi Avallone, della  “Pasticceria Avallone” di Quarto, proporrà il “Pasticcio di San Gennaro”; Vincenzo Baiano, della “Caffetteria Baiano” di  Marano,  ha ideato  per l’occasione il ”Sigillo di San Gennaro” e, infine, Ciro Cascone della “Pasticceria Giuseppe Ferraro” di Terzigno, proporrà “Miracolo di Frutta”.ù

Napoli 19 luglio 2016
VILLA DONNANNA PALAZZO PETRUCCI UN DOLCE PER SAN GENNARO.
Ph: Stefano Renna

L’evento gode del Patrocinio morale dell’Ampi, la prestigiosa “Accademia Maestri Pasticceri Italiani” e del supporto di Agrimontana, azienda italiana riconosciuta in Italia e nel mondo per la qualità dei suoi canditi e dei marron glacé.

Napoli Hotel Mediterraneo 08 luglio 2019
San Gennà un Dolce per San Gennaro” confronto creativo tra i maestri pasticceri per il riconoscimento del miglior dolce dedicato a San Gennaro.
Ph: Stefano Renna / Roberta De Maddi

Da sempre, e non solo in Italia, sono fortissimi i legami tra il culto dei santi e le specialità dolciarie. I più famosi tra i dolci tipici sono nati proprio in omaggio alla figura di un santo. La zeppola di San Giuseppe, la sfogliatella Santa Rosa nata a Conca dei Marini, la Minna di Sant’Agata a Catania, il dolce di San Martino a Venezia e la Torta di Sant’Antonino a Sorrento sono solo alcuni tra i dolci dei Santi ai quali, dopo una immeritata lacuna durata 1700 anni, e grazie al contest voluto da Mulino Caputo, negli ultimi anni c’è stato un fiorire di dolci dedicati a San Gennaro.

La giuria chiamata a scegliere il migliore tra i dolci proposti per l’edizione 2020 sarà composta da: Luigi Biasetto, Relais Dessert e già Campione del Mondo; Gino Fabbri, presidente dell’Accademia Maestri Pasticceri Italiani,  e Antimo Caputo, Ad di Mulino Caputo. L’evento sarà presentato dal giornalista e show-man Gianni Simioli.

L’evento è molto atteso, non solo dai gourmet, dai foodies e dagli appassionati di pasticceria ma anche dai tantissimi devoti ed estimatori del più celebrato tra i 53 compatroni della città di Napoli, il cui culto travalica i confini cittadini: San Gennaro, infatti, è venerato a Napoli come a New York e conta più di 25 milioni di devoti.

Siamo molto orgogliosi del fatto che “San Gennà…” sia diventato un appuntamento fisso nel calendario degli eventi nazionali di pasticceria – ha dichiarato Antimo Caputo.  Ogni anno aumentano le candidature in arrivo da ogni regione di Italia e questo fa sì che il confronto creativo tra i maestri pasticceri che partecipano all’evento sia sempre più intenso, proficuo e, perché no? anche divertente. Inoltre, anno dopo anno, si sta arricchendo il repertorio di creazioni dolciarie dedicate a San Gennaro e realizzate con prodotti italiani di altissima qualità, interpretati, elaborati e abbinati in base alle specificità culturali e territoriali di ciascun concorrente”.

 

 

 

 

Pepe Mastro Dolciere firma le amenities per il Belmond Hotel Caruso di Ravello

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La cura doviziosa dei particolari, l’accurata scelta delle materie prime fino allo sviluppo finale dei prodotti dolciari: sono le ragioni che hanno spinto il Belmond Hotel Caruso e Villa Margherita di Ravello a scegliere la storica pasticceria di Sant’Egidio del Monte Albino per la realizzazione di una capsule collection di amenities destinati al welcome in camera e al mini bar.

Lo storico albergo della famiglia Caruso, fondato nel 1893 ed allocato nell’antico palazzo d’Afflitto risalente all’undicesimo secolo, la cui gestione è passata nel 2000 alla compagnia Orient Express (divenuta Belmond nel 2014), offre magnifiche viste sulla Costiera Amalfitana. La struttura, affermatasi nell’Olimpo dell’ospitalità di lusso mondiale con ben 50 camere e la disponibilità di Villa Margherita, una raffinata ed esclusiva residenza privata di circa 200 mq che sorge a pochi metri dall’hotel, ha infatti una vista spettacolare sul mare con giardini all’italiana posti su diversi terrazzamenti, interni storici con soffitti affrescati ed una piscina che ipnotizza letteralmente il turista. Quest’ultima, definita “Infinity Pool”, si colloca regolarmente tra le più spettacolari del mondo in un’esperienza che viene definita “sospesa tra mare e cielo”. Il tutto anche grazie agli sforzi del general manager dell’hotel, Alfonso Pacifico, insediatosi a settembre del 2019 e da sempre distintosi per la sua profonda conoscenza dell’operatività e della finanza alberghiera, aggiunta alla voglia di portare l’esperienza dell’ospite ad elevati standard qualitativi di servizio e accoglienza.

Luoghi questi, dalla straordinaria bellezza, che Pepe Mastro Dolciere valorizza con la sua arte pasticcera e l’appropriata eleganza della sua linea di amenities, creata in esclusiva. La storica pasticceria, unica sede in Sant’Egidio del Monte Albino, condivide, infatti, con il Belmond Hotel Caruso il rispetto e la valorizzazione delle tradizioni gastronomiche locali, la selezione e l’utilizzo per le proprie creazioni solo di materie prime di eccelsa qualità ed una lunga passione per l’ospitalità.

Giuseppe Pepe

«Con questo periodo di emergenza sanitaria, dominata dal COVID-19, ci siamo dovuti reinventare ed abbiamo completamente rivisto tutte le nostre procedure operative, attenendoci ai severi protocolli di sicurezza che ci sono stati dettati dal gruppo Belmond», afferma Domenico Pellegrino, Food and Beverage manager dell’Hotel Caruso. «Il nostro obiettivo primario è garantire la massima sicurezza sia ai nostri ospiti che frequentano l’albergo, sia ai nostri collaboratori. Questo connubio ci ha spinto oggi a rivedere i nostri standard di servizio, attenendoci principalmente al manuale HACCP di autocontrollo e mettendo in pratica delle piccole procedure atte a garantire una totale sicurezza: si è, così, partiti dall’idea di far realizzare dei prodotti confezionati all’origine, che riducessero quindi a zero il rischio di contaminazione».

Il Belmond Hotel Caruso è universalmente riconosciuto come un polo di eccellenza dell’ospitalità ad altissimo livello in Costiera Amalfitana, e la linea di amenities firmata da Pepe Mastro Dolciere in esclusiva per il Belmond Hotel Caruso, esprime la quintessenza dell’arte pasticcera italiana. È composta sia da amenities per il minibar che per il welcome in camera: i babà in vasocottura da 80 g al rhum e al limoncello, le cortecce alle mandorle con cioccolato bianco aromatizzato al limone e all’arancia, sono disponibili nel minibar; mentre il biscotto “Pan del Cilento”, realizzato con pinoli e fichi bianchi proveniente dal Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, ed il biscotto “Delizia del mattino”, realizzato con finissimo cioccolato al latte, sono disponibili per il benvenuto.

«Quando arrivai al Caruso, nell’inverno del 2019, mi dedicai immediatamente alla ristrutturazione del progetto minibar e del welcome in camera, orientando il focus verso l’idea di renderli più attuali e contemporanei. Mi misi all’opera per selezionare dei fornitori ed ebbi l’idea di rivolgermi ad un maestro pasticciere locale per chiedergli di creare qualcosa ad hoc per l’Hotel. Dopo varie ricerche in loco, decidemmo di avviare questa collaborazione con il Maestro Alfonso Pepe ed i fratelli Prisco e Giuseppe, essendo loro leader per la produzione dolciaria», afferma Pellegrino, «Non abbiamo fornitori ma partner; questi devono rispecchiare i nostri valori: ovvero, la flessibilità, l’autenticità, attributi, questi, che consentono di poter soddisfare qualsiasi esigenza, e di andare oltre le aspettative del nostro ospite tipo; nonché soprattutto l’utilizzo di materie prime di altissima qualità provenienti dal territorio. Così in sinergia con Pepe abbiamo pensato ad una linea di dolci che ricordano i nostri luoghi, i profumi ed i sapori del nostro ricco territorio» ha aggiunto.

«In Pepe Mastro Dolciere, facciamo della professionalità, dell’artigianalità e dell’accuratissima selezione delle materie prime le fondamenta sulle quali si basa la nostra attività, ormai sempre più nota a livello nazionale ed internazionale. Sono vaslori simili a quelli del Caruso, e per tale motivo siamo davvero orgogliosi di aver ideato questa linea di amenities esclusivamente per questo importante hotel», afferma il maestro pasticcere Giuseppe Pepe.

Di recente, nella sesta edizione del “World Pastry Stars”, svoltasi a Milano il 20 e 21 maggio del 2019 e che ha rappresentato il fulcro mondiale di ciò che è la pasticceria e delle sue future evoluzioni, la storica pasticceria di Sant’Egidio del Monte Albino è stata insignita del “World Pastry Stars”. La stella del WPS assegnata a Pepe Mastro Dolcire, ha premiato l’impegno, la ricerca, la trasparenza ed il sacrificio, che tutta la grande famiglia Pepe impiega ogni giorno per mettere il “cliente” al centro del proprio operato.

«Il nostro laboratorio è sempre brulicante di colori, si spazia dalla frutta candita alla pasta di zucchero: insomma, è sempre un continuo di emozioni. Emozionarsi è la cosa più naturale del mondo, ed è quello che facciamo quando realizziamo un nostro dolce…magari abbiamo visto quelle operazioni decine e decine di volte, ma per noi è sempre un’emozione unica, come lo sarà il ricordo del premio ritirato a Milano», ha aggiunto il maestro pasticciere Prisco Pepe.

«Pertanto, per i tanti ospiti provenienti dalle più disparate parti del mondo, sarà possibile degustare, e magari portare con sé, come souvenir, tante dolci creazioni di Pepe Mastro Dolciere. Abbiamo colto con grande entusiamo l’invito di Domenico Pellegrino di realizzare questa capsule collection di amenities, e siamo davvero felici che gli ospiti dell’hotel apprezzino particolarmente la bontà delle nostre preparazioni dolciarie», ha concluso Marco Cascone, PR manager di Pepe Mastro Dolciere.

Quattro cene a quattro mani a Villa Cimbrone in Ravello: il mio racconto della serata con Lorenzo Montoro e Peppe Guida

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A volte, basta un piccolo segnale e ti convinci di essere sulla strada giusta. Scrivo e penso all’invito ricevuto per la partecipazione al secondo appuntamento di “Quattro cene a quattro mani” organizzato dalla famiglia Vuilleumier titolare dell’Hotel Villa Cimbrone in Ravello in collaborazione con la famiglia Allegrini dell’omonima azienda vinicola e con la famiglia Capaldo, patron dei “Feudi di San Gregorio”.

Qui, l’anno scorso, anche grazie al mio amico chef, Lorenzo Montoro, è tornata a splendere la stella Michelin per il ristorante “Il flauto di Pan”. Un riconoscimento frutto della sinergia tra questo ragazzo, cresciuto alla sorgente del fiume Sarno dove c’erano gli orti di famiglia, e la proprietà. Infatti, Giorgio e Paola sono continuamente impegnati nella promozione e nella tutela di questo luogo magnifico. Con loro c’è anche Jasmine, la figlia di Giorgio, che rappresenta la quinta generazione alberghiera.

Così, venerdì scorso, ho partecipato alla cena a quattro mani tra lo chef residente e Peppe Guida, chef una stella Michelin dell’Osteria Nonna Rosa di Vico Equense. Unico appuntamento dell’iniziativa che si è svolto nell’orto di Villa Cimbrone. Una cena tra appassionati di cibo e vino che amano raccontare questi due mondi affascinanti e delicati, preludio all’evento del giorno dopo riservato a chi ha prenotato il proprio posto per emozionarsi.

Ed eccomi lì, io, semplice giornalista, strappata dagli archivi e catapultata nel mondo dell’enogastronomia grazie al coraggio di un editore, Francesco Ciociano delle Edizioni dell’Ippogrifo, “infiltrata” tra personalità eccezionali. Ho condiviso il tavolo con Marisa Allegrini, Antonio ed Elia Capaldo, Chiara Giannotti, Filippo La Mantia, Chiara Maci, Caterina Mastella, Danda Santini, Rocco Tolfa, Giorgio e Paola Vuilleumier. Sembrava la ricostituzione della setta dei poeti estinti rimasta nell’immaginario di tutti per il film “L’attimo fuggente” con uno straordinario Robin Williams nella parte del professor John Keating. D’altronde, senza poesia non si può parlare, comunicare, vivere, con cibo e vino. Si correrebbe il rischio di essere sterili e asettici. Una condanna per chef e produttori che, attraverso i loro manufatti, cercano di emozionare gli animi.

Lorenzo Montoro

Peppe Guida e Lorenzo Montoro sono stati straordinari nella loro semplicità. Entrambi hanno eletto protagonisti della propria cucina i prodotti dell’orto che rielaborano per parlare attraverso di essi della rispettiva identità territoriale. Chiari e lineari, com’è nel loro stile!

I piatti sono stati valorizzati ulteriormente dalla selezione di vini Allegrini e Feudi di San Gregorio. Marilisa Allegrini e Antonio Capaldo si distinguono per la propria evocazione narrativa. Quando raccontano delle vigne, dei loro territori, dei vini e dei sogni aziendali perseguiti si illumina lo sguardo e il racconto si fa avvincente e coinvolgente, come lo scenario in cui ci si trova.

Peppe Guida

Villa Cimbrone da qualsiasi angolo la osservi, incanta e rapisce lo sguardo. L’aperitivo in giardino, la terrazza sull’infinito, la passeggiata per raggiungere l’orto si sono iscritti nella mente di ognuno.

Peppe e Lorenzo si presentano bene già con il benvenuto accompagnato da Dubl Esse Rosato, Metodo Classico, Dosaggio Zero, Poggio al Tesoro, Cassiopea, Bolgheri Rosato Doc 2019.

Arrivati nell’orto e ricevuto il saluto degli chef, si parte con la sfilata dei capolavori gastronomici intervallata dai confronti cordiali e motivati tra gli ospiti.

Photocredit joannedunnphoto

Allo chef ospite il compito di aprire la degustazione con la melanzana con erbe, aceto, battuto di pomodoro di Sorrento e fior di latte accompagnata da Poggio al Tesoro, SoloSole Pagus Camilla, Bolgheri Vermentino Doc 2016.

Peppe Guida, la melanzana

 

Photocredit joanneduunphoto

Contadini e pescatori (essenza dell’orto, frisella di Agerola e scorfano marinato al finocchietto selvatico) per l’antipasto dello chef residente abbinato a FeudiStudi Morandi, Fiano di Avellino Docg 2017.

Lorenzo, contadini e pescatori

 

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Si passa ai primi con un classico di Peppe Guida: lo spaghettino all’acqua di limone, olio e provolone del monaco. Per il vino la scelta ricade su Campanaro, Irpinia Bianco Doc 2018 di Feudi di San Gregorio.

Peppe Guida, spaghettino all’acqua di limone, olio e provolone del monaco

Il primo di Lorenzo Montoro è, invece, la pasta, patate e mare

Photocredit joannedunnphoto

con la “mescafrancesca” di Gerardo di Nola, patate di Montoro, alghe, crudo di mare e ostriche che si coniuga con San Polo, Podernovi, Brunello di Montalcino Docg 2015.

Lorenzo Montoro, pasta, patate e mare

Palamita con verdure di agosto, agrumi e camomilla è il secondo dello chef ospite valorizzato dal Campanaro, Irpinia Bianco Doc 2010 dei Feudi di San Gregorio.

Peppe Guida, palamita con verdure d’agosto

Dulcis in fundo, la rivisitazione del pane, fichi e noci ovvero composta di fichi e olio extravergine di oliva

Lorenzo Montoro, pane, fichi e noci

e la piccola pasticceria a opera di Lorenzo Montoro

Lorenzo Montoro, piccola pasticceria

accompagnate dal Recioto della Volpicella Docg di Giovanni Allegrini.

A sx Carmine Sedino e a dx Lorenzo Montoro

Non posso aggiungere altro, ma devo ringraziare la famiglia Vuilleumier per l’ospitalità.

Per la conclusione del ciclo di eventi mancano due appuntamenti, suddivisi in due date diverse rispettivamente per la stampa e per il pubblico. Il 6 e 7 settembre prossimi cena con Vito Mollica, chef una stella Michelin del ristorante “Il Palagio” del “Four Seasons” di Firenze. Si conclude il 18 e 19 settembre con Pino Lavarra,due stelle Michelin “The Luxury Collection”, Doha).

C’è ancora tempo per un’esperienza unica.

Hotel Villa Cimbrone, via Santa Chiara 26 – Ravello (Sa)

Tel. 089857459

www.hotelvillacimbrone.it