“In direzione ostinata e contraria. Scampoli di umanità” martedì al Centro Sociale di Pagani

Per la prima volta debutta “Ritratti di Territorio d’inverno”. L’evento più atteso di ogni settembre, ideato dalla giornalista Nunzia Gargano nel 2014 e collegato all’omonimo blog, si arricchisce di un’anteprima.
“In direzione ostinata e contraria. Scampoli di umanità”: questo il titolo della serata – organizzata in collaborazione con Nicolantonio Napoli, direttore artistico di “Casa Babylon Teatro” – che traghetterà il pubblico #versoritratti19.
Martedì 26 febbraio, alle 21, presso l’Auditorium del Centro Sociale di Pagani si riderà, ci si emozionerà, si rifletterà.
Myriam Lattanzio, Anna Mazza, Niko Mucci, Vincenzo Sabatino, Nunzia Schiano, Antonio Trillicoso daranno volto, voce e sentimenti agli argomenti prescelti.
Un po’ di mistero, come è nello stile degli animatori di “Ritratti”, aleggia sulla kermesse di cui non è stato detto ancora molto.

Nunzia Gargano, con Maria Pepe e Barbara Ruggiero, è già al lavoro. Proprio da lei arriva qualche indizio: “In direzione ostinata e contraria nasce per un’esigenza fisica e sentimentale. È un momento storico in cui ci si trova di fronte a un disorientamento generale. C’è la sensazione che tutto sia già scritto, che non ci siano possibilità, che non si possa inseguire le proprie aspirazioni. C’è bisogno di un po’ di militanza seria e orgogliosa che possa riaccendere la motivazione e la voglia di poter contribuire a cambiare le cose. Il tempo passa, ma io continuo a credere che ognuno possa essere artefice del proprio destino, anche se molti preferiscono mostrarsi rassegnati attendendo il ‘santo’ di turno che realizzi il miracolo di precarietà.
L’obiettivo è immenso, ma è giunto il momento di recuperare i tanti ‘scampoli di umanità’ e incominciare a metterci la faccia perché c’è ancora tempo per avere speranza”.
Per avere le idee più chiare, bisognerà attendere martedì prossimo.
L’ingresso è gratuito su invito.

Infoline
Mob. 3291031454
press@ritrattiditerritorio.it
www.ritrattiditerritorio.it
Photocredit: Gaetano Del Mauro




Palati in estasi per Aversa, Di Costanzo e Franco Pepe da Pepe Mastro Dolciere il 28 gennaio scorso

C’è sempre un’atmosfera particolare quando si va “A Cena con gli chef”. Gli eventi organizzati da Pepe Mastro Dolciere in collaborazione con i più rinomati artisti culinari riscuotono sempre grande successo. Il segreto? Al di là della maestria dei protagonisti degli incontri di gusto ciò che rimane è la splendida percezione di essere invitati a una festa di famiglia.

Nino Di Costanzo, Gambero in parmigiana di melanzane

Ed è stato così anche all’ultimo evento.

Il 28 gennaio scorso, Peppe Aversa, Nino Di Costanzo, Franco Pepe e i maestri pasticcieri Alfonso, Giuseppe e Prisco Pepe, tutti insieme hanno coccolato cuore, mente e palato degli estimatori insieme al vino selezione “Don Andrea 36 05” dell’Azienda Vinicola Santacosta di Giuseppe Pagano.

D’altronde non capita spesso ci si possa deliziare in un solo evento con due chef stellati, il miglior pizzaiolo del mondo e il re dei lievitati.

Un menu equilibrato e ben articolato. Nessuna pietanza ha oscurato l’altra, caratteristica questa solo dei grandi.

Ad aprire il percorso il gambero in parmigiana di melanzane di Nino Di Costanzo (due stelle Michelin, Danì Maison, Ischia).

Golosità alle stelle per le due versioni di pizza fritta di Franco Pepe (Pepe In Grani, Caiazzo): marinara e con mortadella, pistacchio e spuma di ricotta.

Franco Pepe, Interpretazioni di pizza fritta

Variopinto e gustoso il risotto al peperone imbottito di Di Costanzo. D’altronde, i gourmand conoscono bene la maestria di Nino con il risotto.

Nino Di Costanzo, Risotto al peperone imbottito

Elevato gradimento anche per il baccalà agli agrumi su lenticchie nere di Peppe Aversa (una stella Michelin, Il Buco, Sorrento).

Peppe Aversa, Baccalà agli agrumi su lenticchie nere.

Apoteosi generali per il debutto in società dell’ultimo nato in casa Pepe: un’interpretazione diversa della delizia al limone. Nessuna descrizione dettagliata può far comprendere a chi non c’era l’immensità dei sapori racchiusi in un dolce degno coronamento di una serata eccellente.

Pepe Mastro Dolciere, Delizia al limone secondo Pepe

Intanto per chi non avesse ancora avuto questa magnifica esperienza, si può rimediare. “A Cena Con Gli Chef”, lunedì 18 febbraio alle 21.

Per info e prenotazioni

Pepe Mastro Dolciere, Via Nazionale 2/4 – Sant’Egidio del Monte Albino




Bracigliano: il racconto di cosa vi siete persi alla Pignata nelle serate dedicate alla carne di maiale

Le temperature fredde del mese di gennaio sono state una manna dal cielo per chi adora mangiare cibi della tradizione in un ambiente familiare. Mafalda e Gerardo dell’Osteria “La Pignata” in Bracigliano, infatti, il 14, 15, 21 e 22 gennaio scorso hanno organizzato la serata col re della tavola: il maiale.

La famiglia Figliolia-Amabile è la detentrice dell’antica sapienza contadina della Valle dell’Orco. Difende i prodotti della cultura contadina perché ha il privilegio di avere un orto da cui attingere.

La Pignata, I salumi

Nello stesso tempo, non ha abbandonato il rito dell’allevamento domestico del maiale.

La Pignata, involtino di verza

Pochi capi che però garantiscono la possibilità di coccolare il palato degli affezionati che alla Pignata riescono a degustare pietanze a base di maiale che si contraddistinguono per il sapore autentico.

La Pignata, il soffritto su pane duro

Di anno in anno, Mafalda si conferma ostessa premurosa e sapiente. Quando assaggio i suoi manicaretti, mi ritrovo catapultata negli anni ’80. Mi rivedo bambina dai nonni paterni a festeggiare l’uccisione casalinga del maiale.

La Pignata, Il Mallone

Almeno una volta all’anno, bisogna andare da questa coppia formidabile per mangiare come una volta.

Nulla è lasciato al caso.

La Pignata, la minestra maritata

Dalla selezione di salumi al soffritto sul pane duro passando per il ragù con tracchia e cotica

La Pignata, fusilli al ragù di tracchia e cotica

per arrivare allo sfritto di maiale

La Pignata, sfritto di maiale

e al fegato con cipolle.

La Pignata, Fegato con cipolle

Mafalda e Gerardo sono generosi in questo viaggio gustoso.

La Pignata, le castagne

Non manca mai il mallone, il piatto che in origine era preparato con una selezione di quindici tipi diversi di minestra. Mafalda lo prepara saltandolo in padella con patate, peperoncino rosso piccante e tozzetti di mascuotto (pane duro biscottato) di Bracigliano.

Dulcis in fundo, non manca mai il dolce sempre made in Pignata.

La Pignata, torta di gallette

State ancora leggendo? Correte a prenotare la vostra cena emozionale.

Per info e prenotazioni

Osteria La Pignata – via F. D’Amato, 54 – Bracigliano

Tel. 081969580




Tutti a fare il tifo per Vincenzo Donnarumma componente della nazionale italiana juniores di pasticceria

PH Gaetano Del Mauro

Non possiamo stare in silenzio. Dobbiamo far sentire a gran voce la vicinanza di questo blog a un numero uno in cui crediamo dal lontano 2015. Stiamo parlando di Vincenzo Donnarumma, il ventitreenne pastry chef di Pimonte, il paese ai piedi dei Monti Lattari. Tra due giorni giocherà una delle “partite” più importanti dal punto di vista umano e professionale. Insieme a Filippo Valsecchi, rappresenterà, al Sigep di Rimini, la nazionale italiana al “Campionato mondiale juniores di pasticceria”.

Sono giorni frenetici e carichi di adrenalina, ma di certo il nostro campione darà il meglio, come nel suo stile.

Ricordiamo ancora una volta chi è questo giovane virtuoso della pasticceria.

Figlio d’arte, il papà Antonio è un apprezzato pasticciere. Da piccolo incomincia a giocare nel laboratorio paterno districandosi tra farina, burro, uova, latte, planetaria, forno. Così la sua scelta professionale avviene naturalmente, senza imposizioni. Conseguita la licenza media, si iscrive alla sede coordinata di Agerola dell’Istituto Alberghiero “Raffaele Viviani”. Qui, nel 2015 consegue il diploma. Voto finale 97 e non 100 perché, si sa, i fuoriclasse lo sono sempre, soprattutto quando si assumono le proprie responsabilità. Infatti, mentre al quinto anno pensava all’Esame di Stato, in primavera, in omaggio al suo territorio, patria del provolone del Monaco, idea un dolce in omaggio “La Tentazione del Monaco”, una crema bavarese con il prezioso formaggio.

Sempre con le idee chiare, nel settembre dello stesso anno si iscrive alla Cast Alimenti, la prestigiosa scuola di pasticceria dove circolano i migliori maestri del dolce da Massari passando per Fabbri, Biasetto fino a De Riso e Pepe.

La sua stella ha sempre brillato di luce propria. Nel 2016 e nel 2017, dopo aver concluso il percorso di studio in “Cast” ottiene importanti riconoscimenti al “Sigep”, l’annuale fiera di Rimini dedicata alla pasticceria.

Il 18 settembre scorso è stato insignito del “Ritratti di Territorio – Food Award” per la sezione “Pastry Chef” con la seguente motivazione: “Giovane promessa della pasticceria, si distingue per un’intraprendenza fuori dal comune. Figlio d’arte, ha le idee ben chiare sul suo futuro. Le sue ultime performance sono una conferma ulteriore e ne fanno un fuoriclasse che ha scelto e non ha subìto l’arte pasticcera”.

Di lui si parla anche nel libro (in corso di stampa) “Le ricette del Vesuvio”, curato da Nunzia Gargano per le Edizioni dell’Ippogrifo.

In bocca al lupo!




Una scuola per Tampellin: sold out per la serata del 12 novembre scorso al Bagatto con il meglio dell’enogastronomia campana

Il 2018 è finito, ma il tempo tiranno non mi ha permesso di raccontare una delle più belle serate. All’evento “Le Stelle per Tampellin” voglio dedicare il primo articolo del 2019 di questo sito. Il 12 novembre scorso, presso “il Bagatto”, in via Termine Bianco a Pagani si è svolto un galà di beneficenza. Organizzatori: l’associazione onlus “Baobab Amici per Tampellin”, presieduta da Salvatore Carrese da anni impegnata nel promuovere iniziative di solidarietà in Africa, e il “Rotary Distretto 2100 – Club Scafati-Angri Realvalle Centenario. Franco e Silvio Iaquinandi, i patron della struttura, sono sempre aperti alle belle iniziative locali.

Plastico della scuola per Tampellin

Protagonisti della cena di beneficenza nata per la realizzazione di una scuola nel paese africano, una squadra di fuoriclasse, capeggiata da Gennaro Esposito, lo chef due stelle Michelin della “Torre del Saracino” sempre in prima linea quando c’è bisogno di aiutare chi ha bisogno; Alberto Annarumma, chef una stella Michelin; Gianni Mellone, chef di “Salumeria 13” a Salerno; il maestro pasticciere Alfonso Pepe che non ha bisogno di ulteriori presentazioni.

A sinistra: Ivana D’Antonio

Sold out per un evento curato nei minimi particolari.

Merito di Ivana D’Antonio, moglie dello chef Esposito, che si è impegnata anima e corpo per la riuscita di un importante momento per l’Agro Nocerino-Sarnese che, ancora una volta, ha dimostrato di avere un grande cuore quando l’obiettivo è alto. Ivana ha trascorso settimane a lavorare affinché tutto riuscisse nel modo migliore. Perfetta padrona di casa, si è dedicata completamente a ogni singolo ospite.

Alfonso Pepe

È stata una grande festa per aiutare chi è meno fortunato e sogna di avere la possibilità di studiare in una scuola.

La cena, infatti, è stata preceduta da un grande aperitivo allestito nel giardino del “Bagatto” cui hanno partecipato i migliori artigiani dell’enogastronomia campana.

Da sx: Silvio Iaquinandi, Gennaro Esposito e io.

Si pensi: alla friggitoria di Alfonso Pepe (fiori di zucca ripieni di ricotta; montanara con pomodoro, parmigiano e basilico; polpettine di melanzane; panettone gastronomico con salumi; finta papaccella con salsa di peperoni; crostatina di ricotta e zucchine alla scapece);

Antonio Cataldi, Braceria Bifulco

ai manicaretti della “Braceria Bifulco” di Ottaviano, rappresentata per l’occasione dallo chef Antonio Cataldi (tartare di allevamento Bifulco con cremoso di pistacchio e crescione d’acqua;

Braceria Bifulco, Tartare con cremoso di pistacchio e crescione di acqua

carpaccio di manzetta dei laghi con salsa di alici di Cetara, capperi in fiore e misticanza aromatica);

Braceria Bifulco, Carpaccio di Manzetta dei Laghi

ai sogni di latte jersey del mastro casaro Paolo Amato del “Caseificio Aurora” di Sant’Egidio del Monte Albino;

Caseificio Aurora

alle creazioni tradizionali della “Macelleria Trippicella” di Sant’Anastasia (pane cafone e soffritto classico napoletano;

Trippicella, Pane cafone e soffritto classico napoletano

spiedino composto da nero calabrese con peperoncino e finocchietto selvatico ubriaco al Cirò; nero casertano con provola di bufalo, friarielli amari del Vesuvio ubriaco al vino catalanesca; cinta senese con tartufo nero di Norcia e pecorino di pienza e rosso di Montalcino; nero dei Nebrodi ubriaco al Sant’Agostino Baglio Soria Rosso);

Trippicella, Spiedino alle quattro salsicce

alla fantasia di pane del panificio “Il Buongustaio” di Sant’Antonio Abate;

Il Buongustaio, Fantasia di pane

ai vini della selezione “Don Andrea” dell’Azienda Vinicola Santacosta del winemaker Giuseppe Pagano.

La cena è stata il giusto corollario di un percorso gustoso che ha coinvolto completamente i partecipanti.

Apprezzato l’antipasto: la scarola in carrozza, salsa di provola e polvere di olive di Gianni Mellone.

Gianni Mellone, Scarola in carrozza, salsa di provola e polvere di olive

Gennaro Esposito ha invece incantato i palati con la sua famosa minestra di pasta con crostacei e piccoli pesci di scoglio.

Gennaro Esposito, Minestra di pasta con crostacei e piccoli pesci di scoglio

Protagonista del piatto di Alberto Annarumma, invece, è stato il Carnaroli camuffato, pepe e provolone del Monaco.

Alberto Annarumma, Carnaroli camuffato, pepe e provolone del Monaco

Il secondo piatto è stato realizzato dallo chef residente, Mario Zingone: la guancia di vitello bianco, la castagna, il cavolfiore e il chiodino.

Mario Zingone, La guancia di vitello bianco, la castagna, il cavolfiore e il chiodino

Dulcis in fundo, le creazioni di Pepe Mastro Dolciere selezionate per l’occasione: la delizia di San Gilio

Pepe Mastro Dolciere, Delizia di San Gilio

e le zeppoline fritte.

Pepe Mastro Dolciere, Zeppolina fritta

Al di là della bontà e della ricercatezza degli ingredienti e dei piatti serviti che hanno incontrato il plauso generale, indimenticabile rimarrà l’atmosfera creatasi che ha reso tutti artefici di un grande passo.