Vi spiego perché il Premio Ritratti di territorio non è una sagra

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Nona edizione, l’ultima con una cifra. Siamo cresciuti perché predisponenti e predestinati. Ci sarebbe piaciuto di più “indisponenti” per il claim di quest’anno, ma forse qualcuno avrebbe frainteso. È vero, noi ci predisponiamo sempre in pace e diventiamo indisponenti quando qualcuno ci prova, a inquinare la nostra purezza d’azione. Sappiamo di essere predestinati perché al momento siamo ancora l’unica manifestazione indipendente che con tutti i suoi limiti una volta all’anno prova a portare bellezza a Pagani, al nostro Agro, alla Campania. Qual è la nostra forza?

Per noi contano gli esempi, le persone che con la loro genuinità sono riuscite inconsapevolmente in grandi imprese. Il pensiero va ancora una volta ad Alfonso Pepe a cui è intitolata questa sezione del Premio. Il 2022 ha trasformato in leggenda altri due personaggi del nostro territorio: il viticoltore Andrea Pagano  che da San Marzano Sul Sarno insieme ai figli Giuseppe e Raffaele ha conquistato il settore enologico.

E poi… come dimenticare Giuseppe Montoro, il mitico zi’ Peppe, contadino vero che ha dedicato tutta la sua vita al fiume Sarno difendendolo e non inquinandolo come i tanti industriali, campioni dello sversamento abusivo perché è anche conveniente che sia il corso d’acqua più inquinato d’Europa.

Ad agosto, Giuseppe è partito, ma a Lavorate, nella Masseria Pigliuocco, in particolare ha lasciato i suoi paladini. Da un mese Lorenzo, Dario e Giovanni insieme a mamma Corona vanno avanti con orgoglio e dedizione affinché l’allegria, la poesia, la capacità di narrazione di Giuseppe non vengano dimenticate. E soprattutto quella terra rigogliosa dove ci sono gli ortaggi e le preziose erbette di Dario, i pomodori di Giovanni, da dove nasce l’ispirazione per i piatti di Lorenzo,

Lorenzo Montoro

il vero chef stellato contadino, che per l’evento ha preparato un piatto con gli ultimi pomodori coltivati dal papà. Se non è questo attaccamento alle radici… Che dire di Corona, simbolo di tutte le donne contadine che dal secondo dopoguerra sono state le vere custodi dei campi?! Per questi motivi, per la nostra forza di credere nei nostri uomini e nelle nostre donne, per la politica stenta a farlo, siamo predisponenti e predestinati.

Foto di Luciano Squitieri

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