Vi racconto l’evento della settimana: la raffinata festa di Raffaella Ludovica Pagano al Mec di Paestum

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Una decina di giorni fa mi è arrivata una telefonata. Da parte di un amico incontrato grazie all’avventura gastronomica avviata nel 2011 con la pubblicazione del libro “Le ricette dell’Agro Nocerino-Sarnese”. Sto parlando di Giuseppe Pagano, ovvero l’anima dell’Azienda Vinicola Santacosta. Io e lui abbiamo tanti punti in comune: innanzitutto l’amore per il nostro territorio per il quale ci impegniamo sempre.

Scopro così che sta preparando un evento, per lui importantissimo: i diciotto anni di Raffaella Ludovica, la sua primogenita.

Che dire! È in momenti come questi che mi rendo conto che la serietà, la correttezza, la stima, l’affetto sincero non sono inutili, se destinati a una persona con la tua stessa sensibilità e soprattutto con l’educazione di una volta, quella che adoro definire “ottocentesca”. Inutile spiegare la gioia di essere coinvolta per condividere un momento privato, riservato, familiare. Come non accettare, anche perché quest’uomo ancora ragazzo, ha al suo fianco una donna bella e sincera, Michela alla quale mi lega un profondo affetto.

Non ci penso su e confermo subito la mia partecipazione. Già la famiglia Pagano per cultura e per formazione è abituata a curare ogni aspetto nei minimi particolari.

Così martedì scorso, 26 giugno, ho varcato la soglia del “Mec Paestum Hotel” per festeggiare insieme con tanti altri la leggiadra Ludovica. Una ragazza vivace e spensierata come i suoi 18 anni, un po’ diversa dallo stereotipo imperante. D’altronde il frutto non cade mai lontano dall’albero. Gentile, educata, sorridente, ha accolto singolarmente i suoi ospiti che hanno avuto la possibilità di partecipare a una grande festa declinata delicatamente. Ogni dettaglio è stato curato nei minimi particolari.

A partire dall’accoglienza nella zona piscina dalla selezione vini “Santacosta” con in prima linea il mitico “Don Andrea Brut 1936” ad accompagnare i panini di “Bifburger” “Come un tonno…” (pomodoro giallo, tonno di chianina, scarola)

e “Agroburger” (hamburger di chianina, provola, peperoncini verdi di fiume),

la selezione dei salumi e la mitica mozzarella di bufala, l’angolo friggitoria, i finger food. Incantevole la sala della cena, dove dopo i ravioli al pomodoro giallo e speck croccante,

Luciano Bifulco dell’omonima braceria di Ottaviano ha conquistato la scena con la selezione delle sue carni grigliate live.

Protagonista della degustazione il “Don Andrea 1936 bianco”.

A seguire, di nuovo in piscina, per il taglio della torta e il defilé di dolci a cura della pasticceria “Manet” di Pomigliano d’Arco.

Nonostante gli impegni del giorno dopo e l’oretta di viaggio per il ritorno a casa, non sarei mai andata via anche perché Giuseppe e Michela sono dei padroni di casa impeccabili che riescono a rendere protagonista ogni invitato.

D’altronde le feste dei figli sono anche un po’ dei genitori. Per questo motivo, riflettendo sul mio rapporto d’amicizia con Giuseppe e l’intera famiglia, ho scelto di omaggiare anche loro con un regalo mirato.

La scelta: l’opera “Fuck Horn” del maestro scultore paganese, anch’egli mio amico, Sasà Sorrentino accompagnato dal biglietto che riporto di seguito:

«A Giuseppe Pagano

Di produttori, imprenditori, winemaker ce ne sono tanti e molti rispettabili, ma tu, Giuseppe, insieme alla tua famiglia, rappresenti un’eccezione.

Santacosta”, la tua azienda vitivinicola, che stasera accoglie nella sua famiglia un nuovo figlio, è diversa dalle altre.

Il merito è tuo soprattutto, ma anche delle tre splendide donne che ti circondano dandoti sempre il loro appoggio.

La serenità degli affetti familiari si trasforma in sicurezza aziendale. Se oggi i tuoi vini sono entrati nei luoghi più prestigiosi, è perché tu racchiudi un segreto che ho colto dal mio primo incontro con te: la forza della narrazione.

Ogni bottiglia, ogni etichetta racconta tanto, un’infinità di emozioni, sacrifici e sogni che solo gli spiriti più sensibili riescono a cogliere».

Osservazioni? Tranquilli tutti: sono orgogliosamente di parte e lo so.

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