Riflessione di fine anno e auguri di buon 2018 a Pagani, all’Agro e a tutti coloro che credono nelle potenzialità territoriali

image_pdfimage_print

Pagani (foyer dell’Auditorium Sant’Alfonso Maria De Liguori), 31 dicembre 2017, ore 11.45

Stamattina, mi trovo a fare una cosa insolita. Partecipare allo scambio di auguri da parte del sindaco Salvatore Bottone con i rappresentanti delle associazioni comunali. La “convocazione” è arrivata sabato 30 dicembre, alle 15.40.

Rimango esterrefatta e lusingata. Si susseguono gli interrogativi. Andrò o non andrò? Dubbi amletici che finalmente si risolvono la mattina dell’appuntamento. D’altronde chi ti invita, di solito, ha piacere di averti con sé e compie una scelta preferendo te ad altri. Come al solito, arrivo puntuale. Allo stesso modo di Nicolantonio Napoli. È un segno del destino. È da qualche anno che, a modo nostro, abbiamo creato un sodalizio: “tarallucci e vino”, ovvero “Scenari pagani” più “Ritratti di Territorio”. A modo nostro, beffardi come al solito, ci scrutiamo reciprocamente. Continuo a chiedermi: “perché sono qui?”.

Alla fine, la mia presenza non ha niente di strano visto che come dico spesso: “Quando il territorio chiama, “Ritratti” risponde… perché ciò che più mi interessa è la promozione dei nostri luoghi: Pagani e l’intero Agro Nocerino-Sarnese”.

Come più volte ha scritto Maria Pepe, sono affetta da paganesite acuta, una forma virale di cui sono portatrice sana che, fino a oggi, ha determinato le mie scelte e, con somma umiltà, cerco sempre di dare il mio contributo quando c’è un barlume di buona fede.

Il mio tormento nasce però dal mio status, la condizione di giornalista, il cui ruolo principale è quello di essere spina nel fianco del potere. Diversa la situazione quando anche se con provenienze culturali diverse si riscontrano apertura e appoggio a proposte e progetti che la cui finalità è il riscatto sociale del paese.

Sì, mi rendo conto, col passare degli anni, il mio animo non si è sopito; anzi è ancora più indomito perché ho maggiore coscienza di me e del mondo. Non è arroganza. È la mia biografia che conferma questo dato. Il merito e la colpa di successi e fallimenti è solo mia. Non ho usato corsie privilegiate. Ho ottenuto ciò che le mie capacità e le contingenze hanno determinato.

Sono le 12.20, il primo cittadino incomincia il suo discorso e chiama al suo fianco i rappresentanti di varie associazioni. Vorrebbe anche me. Rifiuto e candidamente rispondo così ai continui solleciti: “Salvatore è meglio di no, altrimenti non fanno passare il servizio (giornalistico, ndr)”. Polemica? Non è nel mio stile. Solo descrizione oggettiva della realtà.

Sono però più serena perché, dalle parole del sindaco, scopro che i conti comunali stanno lentamente tornando alla normalità.

Nunzia Gargano e “Ritratti di Territorio” godono di “oscurantismo mediatico” da tempo immemorabile. Se questo è il prezzo da pagare per essere soli e indipendenti, questo è il mio e il nostro orgoglio.

Buon 2018

Nunzia Gargano

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *