Pimonte: Per il porro croccante del Trifoglio è d’obbligo un bel frisé

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di Maria Pepe

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Tutte le volte che ci si siede a tavola, per qualsiasi tipo di pranzo, cena e altro, in parallelo al piacere del buon cibo e della compagnia, viaggia sul binario della disgustosa paura la spiacevole scoperta del… “pelo d’oro”: il capello nel piatto, il peggior incubo gastronomico di chef e commensali. Capelli e fornelli, binomio impossibile e spiacevole, non per ricette e bozzetti, non per il “re Mida” della cucina.

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Aniello Somma regala, in previsione dell’imminente San Valentino, la giusta piega ad una delle più potenti arme di seduzione femminile: i capelli. Sciolti, luminosi, leggermente “frisati”, completamente tirati indietro, senza fila, ma con tanto volume alla radice smorzato poi dal tocco di cera per conferire struttura ed effetto bagnato sulle punte.

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Un look sexy, d’impatto che basa tutto su essenzialità, pulizia ed equilibrio strutturale proprio come la cucina di Aniello Somma, stella cometa del ristorante “Il Trifoglio” di Antonio, Lucia e Maria Romano,

Da sx: Lucia e Antonio Romano, Aniello Somma, Maria Romano
Da sx: Lucia e Antonio Romano, Aniello Somma, Maria Romano

proprio come la chiffonade di porro dorato in padella, dettaglio prezioso ed esaltante dell’altrettanto “scostumatamente buona” “Millerighe dei Vecchi pastai con ragù di quinto quarto pippiato ai tre pomodori” ad opera di Maria. Da oggi anche il capello trova il suo posto a tavola!

 

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